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	<title>CareerNews.it &#187; Premi Produttività</title>
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	<description>Notizie per Laureati su Lavoro e Formazione</description>
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		<title>Bonus, e il merito è premiato</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 09:31:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaella Forte</dc:creator>
				<category><![CDATA[Contratti e professioni]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Legare la retribuzione ai risultati aumenta la soddisfazione nei dipendenti</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Produttività</strong> e <strong>meritocrazia</strong> sono facce della stessa medaglia. I manager del settore privato lo hanno capito molto tempo prima di politici e amministratori pubblici. Il dipendente aziendale che rende più del suo vicino di scrivania deve essere premiato. Ormai appare fin troppo chiaro che il livellamento generale tra tutti i collaboratori non porta da nessuna parte: non dà alcun valore aggiunto al sistema-impresa, non sprona al miglioramento perché non tende verso traguardi ambiziosi e, soprattutto, è causa principale della grave stagnazione sui luoghi di lavoro.<br />
Prima di ogni cosa, comunque, andrebbe precisato che cosa deve intendersi per <strong>premio di produttività</strong> e quando è opportuno che tale riconoscimento venga corrisposto, almeno in via astratta. Non va dimenticato, infatti, che ogni caso è a sé e che le <strong>aziende</strong>, in fondo, sono un po’ come dei microcosmi, ciascuna dotata di sue particolari regole. Una definizione da manuale inizierebbe col dire che si tratta per lo più di <strong>benefits</strong> monetari, intascati dal dipendente al momento del raggiungimento di un certo obiettivo economico. E qui la cosa potrebbe sollevare alcune obiezioni. Va infatti detto che non si può giustificare il <strong>riconoscimento economico</strong> secondo l’assunto che il lavoratore ha svolto bene il proprio lavoro. Si dà per scontato che una persona assunta da un’azienda debba essere in grado di svolgere al meglio il compito che le è stato affidato, altrimenti perché tenerla? E’ evidente, allora, che l’assegnazione del <strong>bonus</strong> va a premiare dei risultati che, in qualche modo, sono andati oltre le normali aspettative. Tali riconoscimenti, inutile dirlo, sono senz’altro motivo di <strong>orgoglio</strong> per chi li riceve.</p>
<p><em><strong>I risvolti negativi<br />
</strong></em>Ma cosa succede a chi ne è rimasto escluso? Quali le dinamiche all’interno del <strong>gruppo di lavoro</strong>? Se l’incremento reddituale è poca cosa, allora si può immaginare che quello stesso lavoratore possa non sentirsi affatto incoraggiato dall’assegnazione del <strong>premio</strong>. Se invece il premio è consistente, sono ipotizzabili forme di attrito tra i membri di uno stesso team di lavoro. Lo <strong>stato psicologico</strong> con cui un lavoratore affronta questo genere di situazioni è molto importante. Quando lo strumento del bonus, infatti, viene percepito dal lavoratore come una <strong>minaccia</strong>, o nel minore dei casi semplicemente come un <strong>esame</strong>, è evidente che l’obiettivo della sana competizione si vanifica, col risultato di provocare delle vere e proprie <strong>ansie da prestazione</strong>. Il senso di frustrazione è destinato ad aumentare nel caso in cui si decida di stilare addirittura una classifica per rendere visibile il posizionamento di ciascun dipendente sulla base delle sue performance. La sensibilità di chi guida il team, in questi momenti, è fondamentale. Il pericolo può essere quello di far perdere affiatamento alla squadra. Il clima sereno, cordiale, collaborativo che sempre deve essere presente in azienda, potrebbe lasciare il posto ad invidia, pessimismo e scarsa autostima.</p>
<p>In generale, comunque, gli <strong>effetti positivi</strong> derivanti dall’assegnazione dei bonus superano di gran lunga gli “effetti collaterali”. Si pensi soltanto a quanti <strong>talenti</strong> potranno emergere, a quante preziose risorse si potranno incanalare nelle attività di ogni giorno, e ancora a quanti sforzi, attitudini, originalità vedranno finalmente la luce. E questo solo perché al dipendente è stata data certezza che il suo <strong>impegno</strong> non sarà vano ma riconosciuto e gratificato, non solo a parole.</p>
<p><em><strong>I premi di produttività</strong></em><br />
Appurato dunque che il meccanismo incentivante delle imprese (oltre che di riconoscimento del merito) si fonda sull’assegnazione dei cosiddetti <strong>premi di produttività</strong>, occorre precisare che gli specialisti di settore (economisti certo, ma anche gestori e valutatori delle risorse umane) sono soliti fare delle distinzioni. Ci si imbatte così in tutta una terminologia di difficile comprensione per i non addetti ai lavori: <strong>Profit Sharing</strong>, <strong>Gain Sharing</strong>, <strong>cottimo</strong>, <strong>una tantum</strong>, ecc. L’obiettivo, in ogni caso, e comunque lo si voglia chiamare, è spesso duplice: ottimizzare i livelli di <strong>prestazione</strong> del lavoratore e assicurarsi contemporaneamente la sua <strong>fidelizzazione</strong>. Va considerato, tuttavia, che nei bonus che premiano il lavoro di squadra può addirittura capitare di non riuscire a premiare il merito: nel gruppo, infatti, è più facile &#8220;nascondersi&#8221;.</p>
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		<title>Marzo 2010</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 23:02:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Mercurius</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione del numero di marzo presentiamo la nuova grafica del <strong>Mercurius Magazine</strong> e del suo allegato, <strong>MasterIN</strong> e una novità: d’ora in poi inseriremo anche il <strong>Codice QR</strong> (l’evoluzione del vecchio codice a barre, che permette di inserire una maggiore quantità di informazioni sul prodotto) all’interno delle nostre pubblicazioni.</p>
<p>In molti sono interessati ai mestieri della <strong>politica</strong>, abbiamo pertanto approfondito le professioni del settore che spesso sono ricoperte da giovani laureati: il <strong>Portavoce</strong>, lo <strong>Spin Doctor</strong>, il <strong>Fund Raiser</strong>, il <strong>Campaign Manager</strong> e, in particolare, il <strong>Lobbista</strong>, figura che abbiamo delineato grazie al contributo di <strong>Ruben Razzante</strong>, Docente dell’<strong>Università</strong> <strong>Cattolica di Milano</strong>. Insieme a <strong>Marco Argenti</strong>, Emea Alliances Account Manager della multinazionale informatica <strong>Adobe Systems</strong>, abbiamo in seguito individuato quali sono i fattori chiave per farsi strada nel <strong>Project Management</strong>, le skills necessarie e il percorso che un neolaureato dovrebbe seguire.</p>
<p>Dal Rapporto dell’<strong>Isfol</strong> del 2009 e dalla Ricerca condotta dalla <strong>Fondazione Cuoa</strong>, emergono alcuni segnali positivi dall’Italia in materia di tenuta dell’occupazione, riportiamo la nostra elaborazione a pagina 10.</p>
<p>La prima azienda trattata è <strong>Chiesi Farmaceutici</strong>, una delle aziende messe in evidenza dalla classifica <strong>Top Employers Italy 2009</strong>, a seguire riportiamo l’intervista che ci ha rilasciato <strong>Francesca Morichini</strong> di <strong>Bialetti Industrie</strong>. Abbiamo discusso con lei a proposito delle opportunità di carriera all’interno di quest’azienda, leader nel mercato dell’housewear e dei piccoli elettrodomestici.</p>
<p>Gli <em>enti di formazione</em> di questo mese sono invece la <strong>NE Nomisma Energia</strong>, l’Academy di Bologna che offre opportunità di formazione nel campo dell’ambiente e dell’energia e <strong>ISBA</strong> (<strong>Istituto di Studi Bancari e Aziendali</strong>) nato dall’unione di due realtà consolidate: <strong>Stogea</strong> e <strong>ISB.</strong></p>
<p>Riepiloghiamo a pagina 45 alcune occasioni per ottenere una <strong>borsa di studio</strong> per trascorrere un periodo <strong>all’estero</strong>. Chi invece avesse già deciso per gli <strong>Stati Uniti</strong> come meta per un proficuo soggiorno, troverà nell’articolo un utile guida ai migliori siti per orientarsi tra le molte opportunità di lavoro e formazione offerte da questo Paese.</p>
<p>A pagina 18 abbiamo dato spazio ai ragazzi della <strong>Generazione Nonostante</strong> e alla loro determinazione a perseguire nei propri progetti anche tra mille difficoltà. Consigliamo a tal proposito la lettura di “<strong>Tra un lavoro e l’altro. Vita di coppia nell’Italia Postfordista</strong>”, edito da <strong>Carocci</strong> e scritto da <strong>Simonetta Piccone Stella</strong>, per un approfondimento su questo tema.</p>
<p>Da non perdere:</p>
<ul>
<li>Nuovi modi per farsi conoscere dalle aziende ottenere un <strong>colloquio</strong></li>
<li><strong>Bonus</strong>, e il merito è premiato</li>
<li>Il settore <strong>alimentare</strong> scopre la managerialità</li>
<li>La <strong>finanza</strong> prova a ripartire dalla sostenibilità</li>
</ul>
<p>Buona lettura!</p>
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