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	<title>CareerNews.it &#187; Laureati</title>
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	<description>Notizie per Laureati su Lavoro e Formazione</description>
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		<title>Una formazione economica utile per le aziende</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 11:10:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenicodambrosio@alice.it</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<a title="Università di Torino" href="http://www.masterin.it/scuole/Unito_homepage.asp">Università di Torino</a> è uno dei più grandi ed innovativi atenei italiani e nel corso degli anni ha saputo rinnovarsi ed adeguare alle richieste del mondo del lavoro la sua offerta didattica. La <strong>facoltà di economia</strong>, in particolare, ha attivato una serie di <strong>prestigiose collaborazioni con importanti aziende</strong> del panorama economico nazionale. L&#8217;attenzione rivolta ai master &#8211; e soprattutto agli MBA &#8211; è notevole, come sottolinea il Prof. Giorgio Pellicelli: <em>&#8220;Ogni impresa, oggi, deve continuamente reinventare se stessa. Per affrontare questa sfida occorrono <strong>managers motivati</strong>, con elevata qualificazione, che conoscano le tecniche più efficaci e più recenti. Per possedere e potenziare questi requisiti, spesso non basta una laurea, per quanto di qualità elevata, e spesso non bastano le esperienze già fatte in un&#8217;impresa. Occorre una <strong>formazione diversa da quella data dai corsi di laurea</strong> ed occorre avere una conoscenza ampia delle funzioni in cui si articola il management. Occorre anche sviluppare gli <strong>skills fondamentali per un ruolo di general management</strong> tra i quali: leadership, capacità di negoziazione, rispetto dell&#8217;etica, relazioni interpersonali, capacità di analisi, visione strategica&#8221;</em>.</p>
<p>L&#8217;importanza di avere una <strong>rete di aziende partner di grande rilievo</strong> è poi fondamentale per acquisire una preparazione pratica di alto livello. Con l&#8217;università di Torino collaborano <em>&#8220;diverse imprese locali e nazionali, tra cui Accenture, Alpitour, Aurora, Azimut Yatchs, Banca Intermobiliare, Bank of America, BasicNet, Biraghi, Borsalino, Cavalieri Retailing, Centro Ricerche Fiat, Ceresa, CNH, Crear, DeAgostini, Deloitte &amp; Touche, Diageo, Dimar, Dolci Adv, Ermenegildo Zegna, Ferrari, Ferrero, Fiat Group Automobiles, Fondazione CRT, Giorgio Armani, Heineken, Hewlett Packard, Intesa SanPaolo, Iveco, Juventus F.C., Key Stone, KiGroup, La Stampa, Lavazza, Leo Burnett, L’Oréal Paris, Martini&amp;Rossi, McKinsey&amp;Company, Mottura, Nestlé, Nikon Italia, Partners&amp;Partners, Piaggio, Pininfarina, Reale Mutua, Seat Pagine Gialle, Telecom, The Boston Consulting Group, Trevisan, Urmet&#8221;</em>.</p>
<p>Con queste realtà aziendali l&#8217;Università di Torino intrattiene una collaborazione intensa sotto molti aspetti: <em>&#8220;Il <a title="Master in Business Administration" href="http://www.masterin.it/post-laurea/unito_economia1-master-in-business-administration-mba.htm">Master in Business Administration</a> adotta i <strong>tre metodi classici di formazione delle business school</strong>: il metodo dei casi, le lezioni (sia di docenti universitari, sia di dirigenti di impresa, sia di consultenti, le testimonianze e gli interventi esterni. Il <strong>metodo dei casi</strong>, che analizza problemi reali e chiede soluzioni pratiche, è lo strumento usato in tutte le Business School per sviluppare le capacità e le competenze chieste ad un manager ed è a questo punto che il master ha bisogno della collaborazione delle imprese partner. Inoltre, dopo il periodo di lezioni in aula i partecipanti devono mettere in pratica quanto appreso sui banchi; questo è possibile grazie allo svolgimento di progetti di consulenza che gli stessi Partecipanti svolgono per la realtà aziendale presso le nostre aziende partner che, grazie ai contatti della <strong>Masters Division</strong>, propongono problematiche in ambito manageriale per le quali occorre trovare una soluzione&#8221;</em>.</p>
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		<title>L&#8217;importanza della pratica nella formazione</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 10:20:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenicodambrosio@alice.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi e news dalle scuole]]></category>
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		<description><![CDATA[CTQ è nato alla fine degli anni &#8217;80 con l&#8217;obiettivo di favorire lo sviluppo delle PMI ed a partire dagli anni &#8217;90 ha avviato l&#8217;attività di organizzazione di Master per soddisfare la domanda di figure professionali non presenti sul mercato. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="CTQ" href="http://www.masterin.it/scuole/elenco_scuole.asp">CTQ</a> è nato alla fine degli anni &#8217;80 con l&#8217;obiettivo di favorire lo <strong>sviluppo delle PMI</strong> ed a partire dagli anni &#8217;90 ha avviato l&#8217;attività di <strong>organizzazione di Master</strong> per soddisfare la domanda di figure professionali non presenti sul mercato. Nessuno meglio delle aziende, infatti, conosce le competenze che dovrebbero possedere i <strong>neolaureati</strong> per inserirsi da protagonisti nel mondo del lavoro. Per questo motivo è nato il <strong>progetto &#8220;I master aziendali&#8221;</strong>, il cui project leader &#8211; dott. <strong>Lorenzo Bellofatto</strong> &#8211; spiega che gli allievi dei master CTQ provengono da diverse facoltà:<em> &#8220;dipende ovviamente dal master; il <a title="Master in Qualità e Certificazione di Prodotto nelle Aziende Agroalimentari" href="http://www.masterin.it/post-laurea/CTQ_3-master-in-qualita-e-certificazione-di-prodotto-nelle-aziende-agroalimentari.htm">Master in Qualità e Certificazione di Prodotto nelle Aziende Agroalimentari</a> è rivolto alle aree chimico-farmaceutica, geo-biologica, scientifica e di agraria; il <strong>Master in Controllo ed Organizzazione Snella</strong> è rivolto all&#8217;area economico-statistica ed a quella di ingegneria gestionale; con il <a title="Energy Master" href="http://www.masterin.it/post-laurea/CTQ_6-master-energy.htm">Master in Ambiente e Gestione dell&#8217;Energia</a> ci indirizziamo ai <strong>laureati in ingegneria</strong> (chimica, civile, ambientale, elettrica, elettronica, energetica e nucleare, gestionale, industriale, meccanica) ed ai laureati dell&#8217;area delle scienze matematiche, fisiche e naturali. Al momento è allo studio l&#8217;idea di proporre un percorso specifico per i laureati dell&#8217;area giuridica e politico-sociale centrato sulle tematiche ambientali e di salute e sicurezza sul lavoro</em>&#8220;.</p>
<p>Da sottolineare l&#8217;importanza a livello didattico dei <strong>business games</strong>, introdotti nei master CTQ fin dal 2006 e di cui la scuola è particolarmente fiera, visto che <em>&#8220;a distanza di alcuni anni anche altri si sono resi conto della forza dello strumento. <strong>Il business game risulta altamente efficace e soddisfacente</strong> per chi lo svolge poichè soddisfa uno dei bisogni primari dei neolaureati italiani: fare esperienze concrete e pratiche che nel corso di laurea sono state assenti (purtroppo la stragrande maggioranza dei neolaureati anche di aree scientifiche e tecniche non ha mai messo piede in uno stabilimento e non conosce minimamente i processi produttivi del settore nel quale aspira a lavorare..)&#8221;</em>.</p>
<p>Una delle difficoltà incontrate dai laureati italiani riguarda la applicazione &#8211; nel mondo reale del lavoro &#8211; delle conoscenze accumulate negli anni dell&#8217;università, sempre a contatto con manuali tecnici e teorici ma con una scarsa preparazione pratica. <em>&#8220;All&#8217;interno di percorsi didattici come i nostri &#8211; </em>prosegue Bellofatto<em> &#8211; che non si prefiggono lo scopo di procedere ad un approfondimento accademico di specifiche tematiche ma di fornire conoscenze, competenze pratiche e strumenti per il mondo del lavoro ai nostri partecipanti, l&#8217;utilizzo dello strumento del business game ha avuto un grandissimo successo sia in termini di efficacia formativa che di soddisfazione dei partecipanti. Con un business game ben progettato, i partecipanti hanno la possibilità di confrontarsi per la prima volta con le <strong>dinamiche del team building</strong>, del lavoro per obiettivi, della gestione del tempo e della pianificazione delle attività&#8220;</em>.</p>
<p>Circa il <strong>sostegno ai master offerto dalle aziende partner</strong>, Bellofatto spiega come negli anni <em>&#8220;CTQ è riuscito a selezionare e costruire una <strong>importante rete di collaborazioni</strong> con organizzazioni che rispondono a requisiti specifici soprattutto relativamente alla conduzione degli stage. In questi ultimi anni di crisi e recessione, l&#8217;investimento economico in termini di partnership e sponsorizzazioni ha visto un inevitabile calo, compensato dall&#8217;aumento dell&#8217;impegno delle aziende con cui collaboriamo nella didattica, attraverso numerosi interventi in docenza, nella condivisione di esperienze, attraverso le visite aziendali e soprattutto nel fondamentale momento della formazione in azienda, attraverso l&#8217;ideazione e la conduzione di progetti formativi ad alto valore aggiunto, stage aziendali veri che hanno portato chi li ha svolti nel modo giusto e con il corretto approccio, ad acquisire “un mestiere” che ha consentito di collocarsi nel mercato del lavoro molto, molto prima dei colleghi che non hanno fatto un percorso formativo analogo&#8221;</em>.</p>
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		<title>La ristorazione di marca in un Master</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 17:45:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenicodambrosio@alice.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Come anticipato in questo post, partirà il 23 gennaio il Master in store management della ristorazione di marca, promosso da Confimprese e dall&#8217;Università di Parma per il sesto anno consecutivo. Cinque le aziende sostenitrici del progetto, Autogrill, Chef Express (Gruppo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come anticipato in questo post, partirà il <strong>23 gennaio</strong> il <a title="Master in Store Management della Ristorazione di Marca" href="http://www.masterin.it/post-laurea/uniparma_storemanagement-master-in-store-management-della-ristorazione-di-marca.htm">Master in store management della ristorazione di marca</a>, promosso da <strong>Confimprese</strong> e dall&#8217;<a title="Università di Parma" href="http://www.masterin.it/scuole/uniparma_homepage.asp">Università di Parma</a> per il sesto anno consecutivo. Cinque le aziende sostenitrici del progetto, Autogrill, Chef Express (Gruppo Cremonini), Flunch, McDonald&#8217;s e My Chef. Il corso si svolgerà in quattro mesi di aula che si concluderanno ai primi di maggio per poi far partire quattro mesi di stage presso le aziende sponsor fino al 15 settembre. Abbiamo rivolto qualche domanda a <strong>Valentino Fabbian</strong>, Amministratore Delegato di<strong> Chef Express</strong> (Gruppo Cremonini) e Vice Presidente Confimprese.</p>
<blockquote><p><strong>Da cosa nasce l’esigenza di un master in store management della ristorazione di marca?</strong></p></blockquote>
<p>Ho voluto con tutte le mie forze questo master, perché ritengo che in Italia non esista nessuna struttura in grado di preparare in modo specifico il manager della ristorazione a catena, a differenza di quanto accade negli Stati Uniti e in altri Paesi europei. Così, come Confimprese, siamo riusciti a dar vita a questo Master, che rappresenta anche un <strong>ottimo esempio di collaborazione tra università e imprese</strong>.</p>
<blockquote><p><strong>Perché è importante oggi un approccio tanto strutturato al mondo della ristorazione?</strong></p></blockquote>
<p>Inizialmente pensato come postlaurea e da qualche anno anche come postdiploma, il corso è stato strutturato in modo da fornire una formazione che risponda a quanto richiesto da un manager della ristorazione organizzata. Il posizionamento di questo prodotto culturale rimane distintivo, in quanto focalizzato su un bisogno specifico: <strong>formare candidati ad alto potenziale</strong>, che possano svolgere una funzione di store management all’interno di catene commerciali e riescano a far fronte sul punto vendita alle problematiche tipiche di organizzazioni complesse, sposando alle capacità di execution velocità di lettura comportamentale e buone doti di analisi. È importante sottolineare  che per questi <strong>diplomati e laureati</strong> si aprono possibilità di impiego non solo nell’operation, sul punto vendita (spesso solo primo step della carriera), ma anche all’interno dello staff manageriale dell’azienda: nel marketing, nella contabilità o nello sviluppo prodotto. Il lato positivo di questo approccio è il fatto che anche per lo store manager la carriera è ancora aperta a nuove possibilità all’interno dell’azienda.</p>
<blockquote><p><strong>In che modo si manifesta la presenza delle aziende partner nel corso del master?</strong></p></blockquote>
<p>Quest’anno per la prima volta le aziende partner hanno partecipato alle selezioni dei candidati per apportare il loro contributo nella scelta delle risorse più idonee alle loro esigenze aziendali. Le aziende possono manifestare l’interesse per <strong>prendere in stage i ragazzi alla fine del periodo in aula</strong>. Svolgono poi un ruolo determinante nella fase finale, quando offrono ai candidati la possibilità di lavorare nei loro punti vendita una volta terminato il Master.</p>
<blockquote><p><strong>Da che ambito provengono i docenti?</strong></p></blockquote>
<p>Il docente principale,  che durante il Master diventa poi un punto di riferimento per i ragazzi è <strong>Davide Pellegrini</strong>, professore associato dell’Università di Parma e direttore scientifico del corso. In aula da quest’anno si alterneranno anche i <strong>direttori risorse umane delle aziende sponsor</strong>. È importante portare in aula il loro contributo ai ragazzi di manager d’azienda. In aula si alternano anche gli store manager delle diverse aziende.</p>
<blockquote><p><strong>Qual è il programma didattico? E il metodo formativo?</strong></p></blockquote>
<p>Il programma è strutturato in modo che i ragazzi imparino a semplificare la gestione di un ristorante, utilizzando i moderni strumenti di controllo; imparino a leggere l’andamento economico e ad adeguarsi con prontezza ai mutamenti delle condizioni di vendita. In particolare, poi, i candidati devono fare buon uso di tutti gli strumenti (informatici e non) a loro disposizione, per guidare il punto vendita nel modo più efficace, snello e semplificato possibile. Inoltre (ed è proprio questa la particolarità che la ristorazione moderna presenta rispetto a un ristorante tradizionale con un suo owner operator), devono sapersi inserire nei diversi punti vendita della catena ed essere immediatamente operativi. Per formare queste competenze, il corso prevede <strong>quattro mesi di lezioni teoriche in aula</strong> e altrettanti di <strong>stage presso le aziende sostenitrici del progetto</strong>, con frequenza obbligatoria e a tempo pieno. Il piano didattico dedica ampio spazio a skill di formazione e gestione del personale, che all’interno della ristorazione commerciale rappresenta il 30-40% del costo del lavoro; quindi allo sviluppo e alla presentazione del prodotto e alle modalità di vendita, senza trascurare gli aspetti legislativi, relativi alle norme vigenti. Una parte importante riguarda sia le modalità per mantenere e incrementare le vendite, con la massima soddisfazione (e conseguente fidelizzazione) del cliente, sia il controllo di gestione, strumento basilare per il manager per ottenere i risultati di budget previsti per il punto vendita. Ma il manager della ristorazione deve poter contare su un’altra caratteristica fondamentale: aver voglia di mettere letteralmente le mani in pasta e sporcarsele nelle cucine. Solo così potrà capire a fondo l’attività e organizzarla al meglio. In questo settore non si può restare a dirigere da dietro una scrivania.</p>
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		<thumbnail><![CDATA[<img width="55" height="55" src="http://www.careernews.it/wp-content/uploads/2012/01/La-ristorazione-di-marca-in-un-Master-55x55.jpg" class="attachment-post-thumbnail wp-post-image" alt="La-ristorazione-di-marca-in-un-Master" title="La-ristorazione-di-marca-in-un-Master" />]]></thumbnail>
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		<title>Prospettive professionali per chi possiede un MBA</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 21:22:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenicodambrosio@alice.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molte imprese in questo periodo di crisi economica sono passate a criteri di selezione del personale mirati e stanno assumendo laureati che abbiano anche conseguito un master MBA. Stando all&#8217;ultimo sondaggio condotto dal Graduate Management Admission Council presso i responsabili ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molte imprese in questo periodo di crisi economica sono passate a <strong>criteri di selezione del personale mirati</strong> e stanno assumendo <strong>laureati che abbiano anche conseguito un master MBA</strong>. Stando all&#8217;ultimo sondaggio condotto dal Graduate Management Admission Council presso i responsabili delle assunzioni, due terzi delle società intervistate intendevano assumere laureati in possesso di un master MBA, già a partire dai livelli direttivi intermedi. E&#8217; esigenza delle imprese in questo periodo, infatti, avere dirigenti dinamici e con una preparazione di livello MBA che le aiutino a costruire e rafforzare le loro attività per il futuro. Tutti concordano nell&#8217;affermare che un diplomato MBA abbia maggiore competenza ad occuparsi della crescita di una società rispetto a chi non ha fatto questa esperienza, che rappresenta oggi un vero valore aggiunto, oltre che una condizione quasi obbligatoria per ricoprire una posizione manageriale.</p>
<p>L&#8217;<strong>Access MBA Tour</strong> è un evento prestigioso (aiuta i candidati a scegliere l&#8217;MBA migliore in base alle proprie competenze ed aspettative) che si svolgerà a <strong>Milano</strong> il <strong>1° febbraio 2012 dalle ore 16.00 alle 21.30</strong> presso il Westin Palace Hotel e vedrà la partecipazione di facoltà di economia internazionali che desiderano selezionare candidati sul territorio italiano per i loro corsi MBA. Si svolgeranno colloquio personali, la modalità più efficace per scegliere i candidati che rispondono ai criteri di ammissione delle varie facoltà. I candidati potranno registrarsi online e fornire informazioni sia personali che professionali. Prima dell&#8217;evento Access MBA abbinerà i candidati con i programmi MBA che rispondono alle loro necessità e caratteristiche e, durante la giornata, sarà possibile avere <strong>colloqui</strong> di circa venti minuti con i responsabili delle ammissioni dell&#8217;MBA. I partecipanti avranno anche l&#8217;opportunità di usufruire di <strong>sessioni di orientamento</strong> con i consulenti professionali di Access MBA. L&#8217;evento vedrà la partecipazione degli atenei più prestigiosi, fra cui London Business School, INSEAD, Hult Business School, IE Business School, Manchester Business School, ESADE, <a title="MIP - Politecnico di Milano" href="http://www.masterin.it/scuole/MIP.asp">MIP Politecnico di Milano</a>, HEC Paris, <a title="SDA Bocconi" href="http://www.masterin.it/scuole/Sda_Bocconi.asp">SDA Bocconi</a>, Kellog – WHU, Vlerick Leuven Gent, University of Chicago – Booth. Il tour, che si compone di 55 eventi annuali in oltre 40 città in tutto il mondo, è un progetto di <strong>Advent Group</strong>, agenzia di comunicazione con sede a Parigi che coordina eventi formativi e di selezione in Europa, Medio Oriente, Asia e America.</p>
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		<title>Il counselling per migliorare i rapporti sociali</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 16:55:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Doddis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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		<category><![CDATA[Beatrice Roncato]]></category>
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		<description><![CDATA[Ma chi l&#8217;ha detto che ecologia è sinonimo di rispetto per l&#8217;ambiente e di corretta gestione delle risorse naturali? E i rapporti umani? Non può esserci un&#8217;ecologia delle relazioni tra individui? Sicuramente sì. Questa è la risposta che ha dato ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma chi l&#8217;ha detto che ecologia è sinonimo di rispetto per l&#8217;ambiente e di corretta gestione delle risorse naturali? E i rapporti umani? Non può esserci un&#8217;<strong>ecologia delle relazioni tra individui</strong>? Sicuramente sì. Questa è la risposta che ha dato la <a title="PerFormat" href="http://www.masterin.it/scuole/performat.asp">scuola Performat</a> di Navacchio, in provincia di Pisa. Si tratta di un&#8217;agenzia di formazione costituita da psicologi, medici, esperti di formazione e consulenza aziendale, che intendono <strong>promuovere la cultura della salute e della comunicazione nei rapporti interpersonali</strong>, negli ambienti di lavoro, nella formazione e negli ambienti di cura.</p>
<p>Il <a title="Master in Counselling analitico-transazionale" href="http://www.masterin.it/post-laurea/performat2-master-in-counselling-analitico-transazionale.htm">Master in counselling analitico-transazionale</a>, organizzato da Performat, ha proprio la finalità di &#8220;<em>promuovere modalità di lavoro e di sviluppare professionalità orientate all&#8217;ecologia dei rapporti sociali</em>&#8220;. Lo spiega la <strong>Dottoressa Roncato</strong>, la coordinatrice del master. Secondo lei, c&#8217;è necessità di instaurare <strong>rapporti ecologici</strong>, basati su quello che, in Analisi Transazionale, viene definito <strong>principio dell&#8217; &#8220;okness&#8221;</strong>: &#8220;<em>tutte le persone -</em> secondo l&#8217;Analisi Transazionale<em> - tendenzialmente sono &#8216;okay&#8217;, hanno dei valori, dei principi, delle risorse proprie, da cui è necessario partire per poter sviluppare delle relazioni basate sull&#8217;accoglienza, sull&#8217;ascolto, sulla condivisione</em>&#8220;. Ecco l&#8217;ecologia nei rapporti sociali. Ed ecco il ruolo del cosiddetto <strong>counsellor, &#8220;</strong><em><strong>un professionista laureato che aiuta gli individui o i gruppi a potenziare le proprie risorse</strong>. Ci si rivolge a un counsellor per problemi familiari, per il bisogno di essere orientati in scelte come quelle di un percorso scolastico da intraprendere, per aiutare i manager delle risorse umane nel loro lavoro. Il counsellor svolge così un lavoro di empowerment, di potenziamento delle risorse</em>&#8220;. Insomma, una sorta di motivatore.</p>
<p>Ci sono due indirizzi fondamentali di studio: quello psicosociale e quello organizzativo. I frequentanti del master, per lo più professionisti provenienti da studi umanistici, di tipo sanitario, dalle scienze sociali o psicopedagogiche, seguono un percorso lungo ben tre anni. &#8220;<em>Il master si svolge il sabato e la domenica, per un weekend al mese. Dopo due anni, si diventa counsellor di base; al terzo, si diventa counsellor professionista, con tanto di certificazione che permette poi di sostenere un esame, riconosciuto a livello europeo, per analista transazionale</em>. <em>Durante i tre anni</em> &#8211; aggiunge la Dottoressa Roncato - <em>ci sono lavori di supervisione e di counsellor didattico, oltre a ore di tirocinio da svolgere ogni anno</em>&#8220;.</p>
<p>Ogni informazione è rintracciabile sul sito della scuola: <a title="PerFormat" href="http://www.performat.it/areapubblica/VisualizzaSezione.aspx">www.performat.it</a>.</p>
<p>Qui di seguito la video intervista completa che ci è stata rilasciata dalla <strong>Dott.ssa Beatrice Roncato</strong>.<br />
<p><a href="http://www.careernews.it/85246-il-counselling-per-migliorare-i-rapporti-sociali/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
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		<title>Accenture promuove la sostenibilità ambientale</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 08:36:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenicodambrosio@alice.it</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Fondazione Italiana Accenture ha concluso un anno molto intenso, ricco di nuove idee e nuovi progetti portati a termine. Oltre all&#8217;implementazione del concorso &#8220;Alimentarsi bene, vivere meglio&#8221;, dedicato a valorizzare il patrimonio alimentare italiano, ricco ed importante, da sottolineare il ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fondazione Italiana <a title="Accenture" href="http://www.carrierain.it/accenture/">Accenture</a> ha concluso un anno molto intenso, ricco di nuove idee e nuovi progetti portati a termine. Oltre all&#8217;implementazione del <strong>concorso &#8220;Alimentarsi bene, vivere meglio&#8221;</strong>, dedicato a valorizzare il patrimonio alimentare italiano, ricco ed importante, da sottolineare il <strong>lancio di altri due concorsi: &#8220;Give Mind a Chance&#8221;</strong>, teso a raccogliere proposte progettuali per facilitare l&#8217;inserimento, la permanenza o il reinserimento in azienda di persone con un&#8217;esperienza di disagio psichico (concorso chiuso in primavera) e <strong>&#8220;Forest Skill&#8221;</strong>, finalizzato a ricercare progetti che possano produrre occupazione attraverso la valorizzazione del patrimonio boschivo italiano, che si concluderà il prossimo 29 febbraio.</p>
<p>Per quanto riguarda, in particolare, quest&#8217;ultimo concorso, ideato da <strong>Fondazione Italiana Accenture</strong> e <strong>Fondazione Collegio delle Università Milanesi</strong>, in partnership con <strong>FederlegnoArredo</strong> e <strong>Fondazione Univerde</strong>, c&#8217;è da dire che mira a generare nuove opportunità di lavoro proprio per le nuove generazioni, attraverso &#8220;idee verdi&#8221; con cui promuovere l&#8217;uso intelligente del patrimonio boschivo italiano, creando nuove attività economiche ecosostenibili.</p>
<p>Il concorso è aperto a tutti coloro, italiani e stranieri, che si sono laureati in un&#8217;Università italiana tra il 2005 e il 2010. Possono partecipare sia individualmente che riuniti in gruppi dove almeno il capo progetto abbia i requisiti richiesti. Ai progetti presentati viene richiesto di avere alcune caratteristiche: innovazione, sostenibilità ambientale, favorire la creazione di nuove opportunità di lavoro e consentire la graduale aggregazione di nuovi soggetti. <strong>Alle due migliori proposte sarà erogato un contributo economico di 30.000 euro cadauna</strong>, al fine di consentirne la realizzazione. E&#8217; possibile scaricare il bando di concorso e presentare i propri progetti al link <a title="Ideatre60" href="http://ideatre60.it/node/10537">ideatre60.it</a>.</p>
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		<title>Uno sguardo sui Master Afor</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 14:58:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Doddis</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Scegliere un Master]]></category>
		<category><![CDATA[Accreditamento]]></category>
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		<category><![CDATA[Alessia Garzia]]></category>
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		<description><![CDATA[L’Afor è un ente di formazione lombardo in possesso di accreditamento regionale (possiede anche la Certificazione di Qualità CSICERT UNI EN ISO 9001:2008). Nato a Milano nel 2004, Afor impronta i propri corsi al connubio tra sapere e sapere fare, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’<a title="Afor" href="http://www.masterin.it/scuole/afor.asp">Afor</a> è un ente di formazione lombardo in possesso di <strong>accreditamento regionale</strong> (possiede anche la <strong>Certificazione di Qualità CSICERT UNI EN ISO 9001:2008</strong>). Nato a Milano nel 2004, Afor impronta i propri corsi al connubio tra sapere e sapere fare, tenendo così in gran considerazione l’approccio pratico. Per sapere qualche notizia in più su questa metodologia didattica e su altre questioni, ci siamo rivolti alla <strong>responsabile comunicazione e marketing dell’ente, Alessia Garzia</strong>.</p>
<p>«<em>Tutti i nostri corsi</em> – ha dichiarato Garzia – <em>sono riservati a un numero molto contenuto di persone. Al massimo, ci possono essere diciotto corsisti per classe. Inutile dire quanto questo favorisca l’interazione, anche con i docenti</em>». L’aspetto più interessante risulta essere proprio l’ottica pratica nell’insegnamento: «<em>Il taglio è molto meno “culturale” di quanto sia in una Università</em>. – ha specificato Garzia – <em>Non solo: siamo anche molto aderenti alla realtà commerciale</em>». Le lezioni, cioè, sono modulate con un occhio alla contrazione e alla espansione di certi mercati. «<em>Per esempio, all’interno del nostro<strong> Master per Tecnici Competenti in Acustica Ambientale</strong>, abbiamo constatato che il settore della classificazione acustica in ambito edilizio si sta aprendo molto. Dunque abbiamo dirottato ore di lezione verso questi temi, togliendole ad altre questioni sempre meno attraenti sul mercato</em>». Ma vediamoli nel dettaglio questi Master. Quello citato sopra è un percorso di formazione unico nel panorama italiano perché «<em>racchiude 220 ore di formazione per approfondire a 360 gradi questa specialistica; in più c’è la parte di affiancamento</em>».</p>
<p>Il secondo percorso è il <a title="Master in Energy Management" href="http://www.masterin.it/post-laurea/afor1-master-in-energy-management.htm">Master in Energy Management</a>. «<em>Questo master si rivolge a neolaureati che hanno bisogno di una sorta di interregno tra l’Università e il mondo del lavoro: possono ottenere qualifiche da Certificatore Energetico, Energy Manager o Progettista in ambito fotovoltaico e termico, e possono lavorare da consulente esterno presso aziende piccole o da dipendente interno presso realtà più grandi</em>». C’è però un altro destinatario del master, il professionista già occupato: «<em>Mi ha sorpreso</em> – ha ammesso Garzia – <em>perché si sono candidate  persone con contratto a tempo indeterminato, che desiderano avere una specializzazione</em>». In generale, comunque, il <strong>target di riferimento</strong> è ben definito: età massima sui quaranta anni, con studi di architettura o ingegneria e specializzazioni in settori come l’ambiente, l’energia e l’acustica nei cantieri. La Dottoressa Garzia ha però sottolineato la presenza di una nicchia sempre più rilevante di corsisti, circa il 30 %, provenienti dall’ambito edilizio e dal campo dell’economia.</p>
<p>Gli studenti hanno delle agevolazioni? «<em>Gli enti come noi accreditati presso la Regione sottostanno a standard qualitativi molto alti e a delle ispezioni. Possono perciò erogare direttamente formazioni di tipo “normato”</em>. <em>Come plusvalore</em>, – ha concluso Garzia – <em>possiamo accedere anche a dei voucher formativi o fornire indicazioni e consulenze per quanto riguarda i bandi o i fondi professionali</em>».</p>
<p><em>E&#8217; possibile ascoltare l&#8217;intervista completa al <strong>Dott.ssa Alessia Garzia</strong> cliccando sul podcast [che trovate all'inizio dell'articolo].</em></p>
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		<title>Comunicare la moda e i beni di lusso</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 16:18:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenicodambrosio@alice.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ivan Vellucci, del master di Ateneo Impresa in Specializzazione Moda e beni di lusso, ci parla degli insegnamenti previsti dal suo corso in marketing dei beni di lusso e delle differenze che intercorrono tra le aziende di moda e dei ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Ivan Vellucci</strong>, del master di <a title="Ateneo Impresa" href="http://www.masterin.it/scuole/Ateneo_impresa.asp">Ateneo Impresa</a> in <a title="Master in Marketing e Comunicazione Moda e Beni di lusso" href="http://www.masterin.it/post-laurea/Ateneo_impresa5-master-in-marketing-e-comunicazione-moda-e-beni-di-lusso.htm">Specializzazione Moda e beni di lusso</a>, ci parla degli insegnamenti previsti dal suo corso in marketing dei beni di lusso e delle differenze che intercorrono tra le aziende di moda e dei beni di lusso rispetto a tutte le altre. In più le attitudini di cui bisogna essere in possesso per prendervi parte e il profilo degli studenti che di solito si avvicinano a una formazione post-laurea come questa.</p>
<blockquote><p><strong>Lei è il coordinatore del modulo riguardante il marketing dei beni di lusso. Quali sono, allora, le tematiche che si trattano all’interno di questo modulo?</strong></p></blockquote>
<p>Le tematiche sono abbastanza vaste. Innanzitutto va detto che il marketing dei beni di lusso è un <strong>marketing “non convenzionale”</strong>, se vogliamo un po’ diverso dal solito, anzi diciamo pure l’opposto del marketing tradizionale. Una volta calati all’interno di questo mondo, non proprio noto a tutti, si cerca di andare più nel dettaglio con alcuni <strong>moduli di specializzazione</strong>, per esempio partendo da un’analisi di conto economico di un’azienda di lusso &#8211; anche per fare capire meglio le differenze che ci sono tra costi e ricavi, nonché tra gli investimenti realizzati da un’azienda di lusso rispetto a un’azienda tradizionale. L’approfondimento viene anche fatto sui mercati di dettaglio come quelli della moda, della nautica, dei motori, della cura di sé, dell’alta gioielleria, dell’orologeria. Infine l’applicazione al fashion, alle sfilate, alle metodologie di comunicazione. A livello macro, in definitiva, gli ambiti sono questi, in un mondo complesso come quello del lusso che, ripeto, non è convenzionale.</p>
<blockquote><p><strong>Che tipo di laureati si avvicina a questo tipo di master?</strong></p></blockquote>
<p>Lo spettro è abbastanza ampio. In genere, comunque, si tratta di <strong>laureati in Sociologia, Scienze della Comunicazione ed Economia e Commercio</strong>, questi ultimi in particolare trovano una coerenza sicuramente nell’ambito delle discipline legate al marketing, così come quelli di Scienze della Comunicazione sono forse maggiormente attratti dal mondo “dorato” della moda e dei beni di lusso. Infine, anche se è un po’ più raro, sono presenti i laureati dell’area umanistica.</p>
<blockquote><p><strong>Quali sono i requisiti per accedere al master?</strong></p></blockquote>
<p>I requisiti d’accesso vengono curati direttamente da Ateneo Impresa con delle selezioni e, ovviamente, c’è bisogno innanzitutto di una laurea. Per il resto ci vuole sicuramente una certa predisposizione a conoscere approfonditamente qualcosa che, per il momento, si immagina soltanto. Pertanto direi che prima di tutto c’è bisogno di una spiccata curiosità.</p>
<blockquote><p><strong>In questo master quanto contano gli aspetti legati al management, alla gestione aziendale?</strong></p></blockquote>
<p>Sono fondamentali, e questo perché con la <strong>globalizzazione</strong> le aziende di moda si stanno trasformando via via da aziende padronali ad aziende manageriali. Si parla ormai sempre più di accorpamenti per formare grandi brand, di aziende che vanno in borsa. Non siamo più nell’epoca in cui la maison era curata, gestita e portata avanti da una singola persona e pochi collaboratori, adesso <strong>c’è bisogno di managerialità</strong>. Il lusso, come dicevo, oggi ha regole più globali e, pertanto, necessita di manager che sappiano gestire a fondo questi processi.</p>
<blockquote><p><strong>Oltre a essere docente, lei ha anche un’altra attività, di che cosa si occupa?</strong></p></blockquote>
<p>Sono il responsabile di tutti i customer services per Mercedes Benz Italia. Nell’ambito della mia direzione mi occupo di tutto ciò che la gestione dei clienti di lusso comporta, in questo caso dei brand Mercedes Benz e Smart.</p>
<blockquote><p><strong>Come riesce a trasferire queste sue competenze rispetto alla figura classica del docente?</strong></p></blockquote>
<p>Quello che penso riesca a passare in maniera abbastanza evidente è l’<strong>approccio non accademico al master e alle tematiche trattate</strong>, dettato dall’esperienza e da una visione aziendale. Probabilmente un professore raccoglierebbe nel corso delle sue lezioni &#8220;case studies&#8221; da illustrare agli studenti, mentre chi come me vive nel mondo aziendale può parlarne dall’interno e, soprattutto, discute di ciò che sta accadendo adesso oltre che di esperienze passate.</p>
<blockquote><p><strong>Qual è il profilo degli allievi del master?</strong></p></blockquote>
<p>I profili sono abbastanza variegati. Tendenzialmente abbiamo neolaureati con tanta voglia di fare, di conoscere e di emergere nel mondo della moda, anche se c’è chi vuole spiccare comunque anche in altri ambiti. Il profilo, dunque, è molto dinamico, caratterizzato da persone molto curiose e orientate allo sviluppo professionale.</p>
<p>Qui di seguito l’intervista completa al <strong>Dott. Ivan Vellucci</strong>.<br />
<p><a href="http://www.careernews.it/85116-comunicare-la-moda-e-i-beni-di-lusso/"><em>Clicca qui per vedere il video incorporato.</em></a></p></p>
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		<title>La moda in un&#8217;intervista a Patrick De Muynch</title>
		<link>http://www.careernews.it/85106-la-moda-in-unintervista-a-patrick-de-muynch/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 21:41:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>domenicodambrosio@alice.it</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dall’Accademia di Anversa al Polimoda. Patrick de Muynck, direttore responsabile del Master in Fashion Technology dell’istituto con sede a Firenze, ha dapprima studiato come stilista della moda e poi insegnato design della moda sempre nella città belga. Una vita, la ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dall’Accademia di Anversa al <a title="Polimoda" href="http://www.masterin.it/scuole/polimoda.asp">Polimoda</a>. <strong>Patrick de Muynck</strong>, direttore responsabile del <strong>Master in Fashion Technology</strong> dell’istituto con sede a Firenze, ha dapprima studiato come stilista della moda e poi insegnato design della moda sempre nella città belga. Una vita, la sua, tutta spesa per il mondo colorato e dinamico del fashion. In questa intervista ci spiega tutti i dettagli del master in Fashion Technology: a chi si rivolge, com’è strutturato e quale il valore aggiunto che promette rispetto ad altri corsi analoghi.</p>
<blockquote><p><strong>In che modo la tecnologia s’intreccia con il mondo della moda?</strong></p></blockquote>
<p>Non è una contraddizione ma piuttosto un modo di vivere e di realizzare la moda, che passa attraverso l’idea creativa, la tradizione, il saper fare e, ovviamente, l’innovazione tecnologica. D’altra parte solo così la moda può aggiornarsi di stagione in stagione.</p>
<blockquote><p><strong>Quali sono le opportunità concrete che il settore della moda offre oggi?  </strong></p></blockquote>
<p>Quello che posso dire è che qui da noi a Polimoda c’è sicuramente un approccio molto ampio verso il settore, proprio secondo quanto richiesto dal mercato, soprattutto sul versante internazionale: vale a dire che i ragazzi, pur maturando competenze specialistiche, sono comunque provvisti di un bagaglio che è adatto a fornire risposte non solo specifiche ma anche molto diverse, con un occhio sempre aperto sia alla tradizione che all’innovazione. A questo si aggiunga l’aspetto umano, il <strong>saper gestire la comunicazione</strong> e, quindi, anche le relazioni, visto che il mondo della moda si caratterizza proprio per il fatto di essere composto da tante persone con origini e provenienze diverse.</p>
<blockquote><p><strong>Non a caso il master è tenuto in lingua inglese…</strong></p></blockquote>
<p>È importante capire che il “Made in Italy” non può più utilizzare solo l’italiano. Credo, pertanto, che sia un beneficio per tutti i nostri allievi italiani riuscire ad avere la possibilità di confrontarsi con persone provenienti un po’ da tutto il mondo, imparare ad esporre in lingua i propri progetti e prepararsi cosìa lavorare fin da subito sul piano internazionale.</p>
<blockquote><p><strong>Gli allievi stranieri sono quindi attratti dall’Italia perché ci considerano ancora maestri indiscussi della moda?</strong></p></blockquote>
<p>Sì, è quello che percepiamo già nel corso dei colloqui per l’ammissione al master. L’Italia rimane un punto di riferimento. D’altra parte è quello che si riscontra anche sul piano del lavoro: a tutti livelli della moda, infatti, spesso è proprio grazie al <strong>Made in Italy</strong> che tanti marchi internazionali trovano soluzioni appropriate per le loro catene di produzione. I nostri allievi, come ho già detto, vengono da tutte le parti del mondo. Il 50% dei nostri studenti dei corsi triennali, per esempio, sono tutti stranieri.</p>
<blockquote><p><strong>Vogliamo dare anche qualche dettaglio più pratico sul master? Per esempio moduli di insegnamento, durata, ecc.</strong></p></blockquote>
<p>Il master dura nove mesi, si tiene in <strong>lingua inglese</strong> e il suo costo si aggira sui <strong>16.000 euro</strong>. Ci aspettiamo che gli studenti abbiano già maturato delle esperienze lavorative, meglio ancora se sul piano della tecnica modellistica o se <strong>laureati in design</strong>. Si può anche trattare di professionisti che lavorino già in azienda e che siano comunque interessati a specializzarsi. È chiaro, poi, che è anche molto importante riuscire a comprendere gli obiettivi, le competenze, la motivazione del candidato. In sostanza dove, il sogno che egli ha in mente, potrà poi condurlo alla fine del master.</p>
<blockquote><p><strong>Qual è, a questo proposito, il supporto che voi fornite a livello di placement?</strong></p></blockquote>
<p><strong>Abbiamo relazioni molto strette con tante aziende, italiane e internazionali</strong>. Dopo i nove mesi, quindi, siamo in grado di suggerire ai nostri studenti proposte sia di stage che di lavoro. Molto, comunque, dipende dai singoli orientamenti. Chi, ad esempio, ha già in mente di approdare in Inghilterra, potrà con Polimoda prepararsi fin da subito a realizzare questo suo sogno, rendendo di fatto più mirato il suo percorso di master.</p>
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		<title>Lombardia e Toscana. Ecco i Master sul Banking</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Sep 2011 10:52:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Thèodore Guida</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo del <strong>Banking</strong> è alla continua ricerca di <strong>professionisti</strong> in grado di far fronte alle nuove sfide e alle nuove incertezze che l’attuale situazione economica e sociale presenta. Le <strong>professionalità</strong> e le <strong>competenze</strong> richieste a coloro che intendono operare in tale area, infatti, stanno assumendo forme diverse e si caratterizzano per il passaggio da un approccio prettamente commerciale ad uno più centrato sull&#8217;attenzione al <strong>cliente</strong> e sull&#8217;instaurazione di un rapporto basato sulla fiducia e la chiarezza. Non a caso gli istituti pubblici e privati che si occupano di <strong>formazione post-laurea</strong> stanno avviando vari percorsi formativi destinati a rispondere alle richieste di <strong>professionisti</strong> provenienti dall&#8217;area <strong>Banking</strong>. I <strong>Master</strong> che trattano tematiche inerenti al <strong>settore</strong> <strong>bancario</strong> e <strong>finanziario</strong>, per esempio, sono davvero molteplici, soprattutto in regioni come la <strong>Lombardia</strong> e la <strong>Toscana</strong>, dove si concentra la maggiore richiesta di addetti al settore.</p>
<p>Tra questi, possiamo annoverare il <a title="Master in Merchant Banking" href="http://www.masterin.it/post-laurea/Liuc3-master-universitario-in-merchant-banking.htm" target="_blank"><strong>Master</strong> in <strong> Merchant Banking</strong></a> della<strong> <strong>LIUC-Università Carlo Cattaneo</strong>, </strong>con sede a<strong> <strong>Castellanza</strong>, in provincia di<strong> Varese</strong></strong>, le cui iscrizioni scadranno il 21 dicembre 2011 e che affronterà tematiche riguardanti il <strong>Corporate Finance</strong>, l’<strong>Analisi di Bilancio</strong>, il <strong>Private Equity</strong>, il <strong>Capital Market</strong> e tante altre ancora.</p>
<p>Interessante sembra anche l’<a title="Executive Master" href="http://www.careernews.it/84870-executive-master-in-banking-isb-parla-dottor-guarducci/">Executive Master in Credit Management &amp; Relationship Banking </a>dell’<strong>Istituto</strong> <strong>di Studi Bancari di Lucca</strong>, strutturato in formula e week end e in programma già a partire dal 15 ottobre. Il<strong> Master</strong> che si rivolge a persone già inserite nel <strong>mondo del lavoro</strong>, affronterà i vari aspetti legati alla gestione del <strong>credito</strong>, come possono per esempio essere la preparazione pratica e teorica di <strong>valutazione dei rischi</strong> e l’<strong>analisi di merito creditizio</strong>.</p>
<p>All&#8217;<strong>Università di Pisa</strong>, invece, a novembre 2011, partirà il <a title="Master Banking" href="http://www.careernews.it/84991-master-banking-unipisa-intervistata-professoressa-cenderelli/">Master di II livello in Corporate Finance &amp; Banking</a>, nato grazie ad una convenzione tra la <strong>facoltà di Economia</strong> dell&#8217;<strong>Università di Pisa</strong> e la <strong>Cassa di Risparmio di Lucca</strong>. In questo caso, obiettivo del<strong> Master</strong>, che si rivolge a <strong>laureati</strong> con <strong>laurea magistrale</strong> o titolo equipollente, è quello di formare <strong>figure professionali</strong> altamente qualificate in campo <strong>finanziario</strong>, capaci di operare sia in <strong>organizzazioni private</strong> che in <strong>istituzioni pubbliche</strong>.</p>
<p>Sempre all&#8217;<strong>Università di Pisa</strong>, poi, il <a title="Master Banking" href="http://www.careernews.it/84990-master-in-auditing-di-unipisa-intervistato-dottor-donza/">Master in Auditing e Controllo Interno nelle banche</a>, che si rivolge ai <strong>professionisti</strong> di <strong>Audit</strong> nel <strong>settore bancario</strong> e prevede per i partecipanti un impegno <strong>part-time</strong>.</p>
<p>Il 17 novembre 2011, infine, partirà l&#8217;<a title="Executive24 Finance for Executive: Corporate Finance &amp; Investment Banking" href="http://www.masterin.it/post-laurea/Sole24ore10-master-executive-finance-for-executive-corporate-finance-and-investment-banking.htm" target="_blank"><strong>Executive</strong> <strong>Master</strong> in <strong>Corporate Finance</strong> &amp; <strong>Investment Banking</strong></a> della <strong>24 Ore</strong> <strong>Business School</strong> destinato a formare <strong>manager</strong> competenti sulle varie tematiche che riguardano la <strong>finanza d&#8217;impresa</strong>.</p>
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