Dall’Europa all’Asia, da Torino a Bangkok, agli inizi del Novecento sono stati molti i lavoratori viaggianti che sono partiti verso l’Oriente.
Attori di questa immigrazione professionale, all’epoca ancora in fase embrionale, sono stati soprattutto architetti e ingegneri che si sono mossi attraverso le rotte tracciate dagli esploratori, dai commercianti e dai diplomatici.
Tra i fattori scatenanti del fenomeno migrante vi è stata la progettazione di opere pubbliche, che hanno aperto un mercato edilizio senza precedenti diffuso sempre più verso una dimensione internazionale.
Francesca B. Filippi, docente incaricato del Politecnico di Torino e dottore di ricerca in Storia dell’architettura e dell’urbanistica, ripercorre le strade di un gruppo di architetti e ingegneri che nel primo quarto del Novecento lavorarono all’interno del Dipartimento dei Lavori Pubblici di Bangkok, indagandone le motivazioni personali e collettive della partenza, il bagaglio di conoscenze che li contraddicevano e le ragioni del loro successo.
Il Siam e l’Italia sono in questo libro i simboli di due entità estremamente distanti, non solo nello spazio, ma anche per condizioni politiche e territoriali; due realtà che rappresentano due immaginari di difficile compenetrazione culturale.
Appare così un ritratto dell’incontro tra Oriente e Occidente, che identifica i primi passi verso la nascita di una società in movimento che crede in un mercato del lavoro accessibile a livello globale.





































