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Il metodo antistronzi

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metodo-antistronzi
Autore: Robert I. Sutton
Editore: Elliot
Anno pubblicazione: 2007
ISBN: 978-88-619-2009-5
Prezzo: 14,00 €

Il Metodo Antistronzi” o per chi preferisce la versione originale “The No Asshole Rule” di Robert Sutton, psicologo americano, è un manuale per difendersi da chi vuole farci del male con la sua arroganza. Specificamente nei contesti professionali. Ovvero da chi pratica il mobbing, cioè quell’insieme di azioni tese a denigrare, far sentire a disagio, vessare, umiliare, isolare emotivamente, colleghi o collaboratori. Non sono pochi i cattivi, né soprattutto le loro vittime: l’8% dei lavoratori dipendenti in Europa, uomini e donne in misura uguale.

In Gran Bretagna, in Svezia, in Francia e in Germania stanno molto peggio che da noi – o forse denunciano le vessazioni molto più spesso di quanto facciamo noi. Perché uno dei problemi è proprio questo, la lunghezza del processo che porta alla denuncia: il 30% aspetta da 6 mesi a un anno, il 40% lo fa dopo un anno circa, e rimane un 30% che nell’incertezza tira ancora più in lungo. Le regole per difendersi? La più importante è l’ultima fra quelle suggerite dall’autore, cioè cambiare ufficio e colleghi.
Il testo in questione ha avuto un successo misurabile in milioni di copie vendute. Perché ha un piglio accattivante, certo, e una terminologia che non manca di immediatezza, ma anche perché coglie un tema che sta a cuore sia alle aziende sia ai lavoratori.
Non siamo più negli anni in cui era il mansionario a definire i livelli retributivi, nella certezza che fatta 100 la produttività media, gli scostamenti da questa in funzione della motivazione variavano da +30% a –30%. E dove quindi la preoccupazione per il clima interno o i livelli motivazionali era caratteristica di poche imprese illuminate, che si autorappresentavano come una grande famiglia.

Oggi invece sono molte le multinazionali che si dotano di codici etici di comportamento e di comitati che ne presidiano il rispetto, nei confronti dei dipendenti e dei fornitori. Per far sì che le relazioni interpersonali e in generale lo stare nei luoghi del lavoro siano i più favorevoli possibili. Competitivi e stimolanti senza essere stressanti. Nell’interesse dei lavoratori e anche della produttività, della capacità di innovazione e di competizione sui mercati dell’impresa stessa. Poichè le imprese sono sempre più consapevoli che c’è una relazione netta fra qualità del clima interno e qualità dei risultati. E il differenziale di contributo offerto da un lavoratore motivato rispetto a uno non motivato può arrivare perfino a 1000.

Al punto che ci sono le aziende-mito, che fanno della qualità della vita al loro interno una bandiera. Per esempio Microsoft, che prevede addirittura alloggi tipo campus universitario, o la Ferrari, con palestre interne e vari benefits individuali e collettivi. Altre che effettuano indagini interne e programmano una serie di iniziative per il miglioramento del benessere interno, come sta facendo Telecom Italia.

Perché parlarne in una rubrica di career building? Non vi hanno sempre detto che bisogna essere i primi a fregare gli altri, che la carriera la fanno i più cattivi, che le posizioni brillanti sono per i più determinati a non lasciarsi guidare dal cuore?

Ai livelli supertop probabilmente sì, si arriva dopo aver spazzato via nemici e anche amici. Ma la stragrande maggioranza delle altre posizioni professionali richiede qualità delle relazioni per ottenere qualità dell’output e qualità dei risultati. Chi vuole ottenere risultati da sé e dagli altri farà bene ad allenarsi a costruire benessere negli uffici in cui lavora, benessere per i colleghi e per i collaboratori. Il saper gestire il conflitto è sicuramente una capacità prioritaria da acquisire.

Che fare se, ad esempio, il capo mi chiede continuamente straordinari e la fidanzata minaccia di piantarmi perché sono sempre stanco? In questo caso la “tecnica del toast” pare essere vincente: cominciare con un ‘sì’, dire un ‘no’ e terminare con un ‘sì’. Ad esempio: “Sono sicuramente disponibile ad affrontare le emergenze, stasera purtroppo non posso fermarmi, ma probabilmente domani sì”. Un’altra tecnica è il “temporeggiamento”. Il collega di un altro ufficio sollecita una serie di lavori tutti ugualmente urgenti? Rispondigli: “Non ti preoccupare, lo farò appena posso”, oppure: “Sono pieno di lavoro, ma appena ho un attimo…”. In altre parole, evitiamo la contrapposizione, immedesimiamoci nelle esigenze degli altri, tranquillizziamoli relativamente alla nostra disponibilità. Staranno meglio loro, staremo meglio noi, la prossima volta sarà più semplice collaborare.

Lo star bene, la qualità della vita, la percezione di acquisire uno stile di vita soddisfacente, sono le nuove sfide del manager: che deve incorporarli nei prodotti che la sua azienda vende, se vuole convincere un consumatore sempre più assediato da proposte diverse. Che deve incorporarli nel suo stile professionale, se vuole avere gente brava a lavorare intorno a sé. Quindi vale la pena di percorrere il decalogo antis… :
– enuncia il metodo, mettilo per iscritto, applicalo
– ricordati che s… attirano altri s… quindi tienili lontani dalla selezione del personale
– sbarazzati degli s… appena puoi
– tratta gli s… da incompetenti, anche se sono bravi
– ricorda che il potere genera s…
– accetta il fatto che le aziende prevedono la gerarchia, ma fai di tutto per ridurre le altre differenze fra colleghi
– concentrati sulle piccole cose che puoi cambiare
– insegna e metti in pratica il confronto costruttivo
– adotta il metodo dello s… emblematico. Avere sotto gli occhi un modello negativo spingerà gli altri a comportarsi bene
– unisci piccoli atti quotidiani a gesti di grande respiro.

Certo, ci sono pure le imprese in cui il clima è tesissimo, le relazioni fra colleghi sono velenose, i benefits professionali inesistenti, e il turnover non a caso è elevatissimo. Fra queste ultime si colloca un gruppo con significativi profitti, leader mondiale nella grande distribuzione; e una moltitudine di aziende che vanno male o che arrancano, riducono la presenza sul mercato, licenziano e si preparano al fallimento. Se non siete degli aspiranti martiri, meglio evitarle.

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