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Le mille competenze dell’addetto stampa

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Le mille competenze dell’addetto stampa

Capacità di padroneggiare diversi settori, dal marketing al giornalismo, e al tempo stesso di gestire il flusso delle informazioni all’interno e all’esterno dell’azienda. Sono le competenze di un buon comunicatore secondo Caterina Piras, Communication & Media Relations di Interbrand Italia, multinazionale che si occupa di brand consultancy.

D: Molti giovani sono affascinati dal mondo della comunicazione: in cosa consiste in concreto il lavoro di un comunicatore aziendale?

R: È un lavoro dai due volti: da un lato il comunicatore funge da interfaccia tra il mondo esterno e l’azienda, attraverso le relazioni con la stampa; dall’altro ha il compito di creare e gestire un costante flusso di informazioni che possano aiutare a definire un punto di incontro tra i dipendenti e la società. Il che non significa sommergere i dipendenti con mirabolanti notizie, ma gestire meticolosamente il delicato equilibrio tra le necessità dell’azienda e il bisogno del personale di essere seguito e informato.

D: Quali competenze sono necessarie per svolgere con profitto la professione?

R: È necessario conoscere ogni ingranaggio dei differenti media presenti sul mercato nazionale e internazionale. Non basta, ad esempio, sapere la strada da seguire per organizzare un’intervista con un giornale: è molto importante essere familiari con i meccanismi e le strategie di tutte le attività di marketing e comunicazione, dalla pubblicità al direct e viral mailing, fino alle promozioni e all’incentive. Infine, anche se può sembrare banale, occorre saper scrivere, avere una buona dialettica e una solida cultura generale.

D: Mentre quali sono le qualità personali che non possono mancare?

R: Un buon comunicatore deve avere una predisposizione naturale all’interazione personale e deve saper anticipare le necessità e le richieste tanto dei consumatori e dei clienti, quanto dei dipendenti dall’altro. Oltre a questo bisogna essere estremamente reattivi e flessibili.

D: Quali sono i canali di ingresso nel settore?

R: Dipende: per gli stage si fa spesso riferimento alle facoltà di comunicazione, le figure junior o gli addetti stampa solitamente sono selezionate tra le agenzie e gli uffici stampa esterni, mentre per la direzione ci si avvale spesso di specifici head hunter.

D: Cosa cercano le aziende in un candidato o in un giovane in stage?

R: Oltre all’entusiasmo e alla voglia di aumentare le proprie esperienze, sono requisiti fondamentali la conoscenza dei meccanismi tipici della stampa, la capacità di scrittura, in particolare di sintesi, la capacità di relazione e la conoscenza dell’inglese.

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