Fabrizio Travaglini, 31enne Responsabile della Divisione Sales & Marketing e Retail di Page Personnel traccia un profilo delle professioni legate all’export, partendo dall’esperienza che gli deriva dal contatto quotidiano con le aziende che gli chiedono candidati a elevato potenziale.
D: Tra internazionalizzazione e crescita dimensionale, sono sempre di più le aziende italiane che guardano ai mercati esteri. Quali sono le figure professionali impegnate su questo fronte?
R: Innanzitutto l’addetto ufficio export e l’export manager. La prima figura si occupa di gestire i rapporti con distributori e rivenditori, il coordinamento delle attività di vendita e post vendita e il coordinamento dei contatti con le filiali estere. L’export manager è un profilo senior e risponde direttamente al direttore commerciale o direttore vendite estero. Si occupa di implementare le politiche commerciali e distributive, formulare previsioni di vendita e individuare le esigenze e le opportunità di espansione dei mercati esteri.
D: Tra le aziende che si rivolgono a voi per reperire candidati al settore export, quali sono le qualità personali e le competenze professionali ricercate?
R: È preferibile la laurea in Economia (meglio se Internazionale) o in Giurisprudenza (indirizzo Diritto Internazionale) soprattutto per il ruolo di export manager. Sono necessarie competenze informatiche, conoscenze delle tecniche di negoziazione, delle formule assicurative e delle procedure bancarie e contrattualistiche.
D: Come va l’attuale domanda di lavoro in questo settore per i profili junior?
R: È in forte crescita. Dato il rallentamento, le aziende si rivolgono in modo sempre maggiore ai mercati esteri emergenti in modo da sviluppare e gestire clienti diretti o grossisti. I paesi che offrono le prospettive più interessanti sono : la Cina, l’India, la Russia ed in modo sempre più crescente il Sud America.
D: Da dove arriva la maggiore richieste di queste professionalità?
R: Innanzitutto le grandi multinazionali. Ma nel contesto attuale ed alla luce dei cambiamenti introdotti dalla globalizzazione, anche le pmi, se vogliono essere competitive devono avere un ufficio export. Possiamo tranquillamente dire che ruoli di ufficio export ed export manager sono i ruoli che vanno di moda durante una crisi.
D: Quali sono i canali d’ingresso nel settore?
R: Per i neolaureati soprattutto lo stage, quindi attraverso le sportello placement universitario o candidature dirette sui siti web delle aziende e motori di ricerca generalisti. Per figure junior, ma già con uno stage alle spalle, inizia a diventare un canale interessante quello delle agenzie per il lavoro. Se l’esperienza professionale supera i dodici mesi, entrano invece in gioco le società di recruitment specializzato.











































