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“Un ponte tra università e lavoro”

16 apr 2012 Nessun commento
“Un ponte tra università e lavoro”

Michele Catalano, 34 anni, ex allievo dell’Università di Pisa e ora senior internal Auditor presso Bracco.

Come è nata l’idea di frequentare un master?

Subito dopo la laurea mi sono reso conto della cronica scarsità di occasioni professionali che caratterizza il periodo post laurea di ricerca della prima occupazione. Su indicazione del mio relatore di tesi, ho allora deciso di iscrivermi al Master di II livello tenuto dall’Università di Pisa in Auditing & Governance. Un pool accademico di professori che conoscevo molto bene mi è sembrato un’ottima garanzia per affrontare con fiducia questo percorso formativo che, durante gli anni universitari, non avevo mai preso in considerazione.

 Le prime impressioni?

Il Master si è subito dimostrato interessante, grazie anche a docenti provenienti da varie Università italiane che cercavano continuamente di stimolare il dialogo e la discussione tra noi studenti. Ma il vero valore aggiunto di un master di questo tipo, secondo me, risiede nel rapporto stabile, duraturo e costruttivo che l’ente organizzatore riesce a instaurare con il sistema privato delle aziende.

 Un esempio?

Quando ho frequentato il corso stava prendendo piede il tema della responsabilità amministrativa (penale) delle imprese. Poter contare su professionalità e competenze trasversali in materia di controlli, governance e compliance era un’esigenza diffusa e molto sentita dalle aziende italiane (in verità lo è ancora…).
Il Master trattava questi temi già da tempo, con l’ausilio di tanti interlocutori aziendali (altro aspetto fondamentale) che portavano nel corso dei mesi la loro esperienza, personale ed aziendale. Quando ho iniziato a lavorare, mi sono occupato immediatamente di quello che avevo appena studiato durante il corso.


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