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Economia e Tecnica: le aree formative post laurea in crescita

27 mar 2012 Nessun commento
Economia e Tecnica: le aree formative post laurea in crescita

Sulla scia del business con l’obiettivo di cavalcare quei settori che meglio resistono ai venti della recessione e si propongono come traino per la crescita dei prossimi anni. Da tempo, ormai, la formazione si è messa in cammino con l’obiettivo di adeguare le proposte in calendario alle esigenze del mercato, che in molti casi fatica ancora a reperire professionalità adeguate. Così, se i master a carattere umanistico hanno visto calare progressivamente il loro numero, è tra i settori dell’economia e della tecnica che si registra la maggiore crescita di offerta.

A cominciare dal comparto dell’ambiente e delle energie rinnovabili, che registrano tassi considerevoli di crescita economica, grazie al combinato disposto tra normative sempre più restrittive sul fronte delle emissioni inquinanti e di incentivi allo sviluppo di energia da fonti pulite. In questi due ambiti i master non riguardano singoli profili, ma una vasta schiera di professionalità, che vanno dai laureati in scienze per attività di laboratorio e ricerca fino ad architetti e ingegneri chiamati a ripensare la progettazione dei manufatti, fino agli economisti da impegnare nello sviluppo dei progetti alla ricerca di un equilibrio tra costi e ritorno degli investimenti e ai comunicatori, chiamati a diffondere tra i consumatori l’importanza dello sviluppo sostenibile. In ambiti (come questi) di frontiera, l’esperienza sul campo diventa un valore aggiunto imprescindibile per acquisire quelle competenze che il percorso di studio in aula non può per forza di cose fornire.

Non è in crescita in termini assoluti, ma sicuramente in rapida trasformazione l’ambito della formazione legata al mondo finanziario. Se da una parte, infatti, i grandi gruppi del credito e delle assicurazioni stanno riducendo il personale destinato ad attività di collocamento, dall’altra le normative sempre più stringenti ideate per prevenire nuove crisi di sistema richiedono nuovi professionisti in materia di controllo e gestione dei rischi.

Opportunità che si creano per i laureati in discipline economiche, ma in alcuni casi anche per i giuristi, considerata la centralità delle funzioni di compliance alle stesse normative. In questo senso i master appaiono adeguati non solo se forniscono i principi di base per operare in maniera profittevole in azienda, ma anche se aiutano gli allievi ad acquisire una spiccata capacità di interpretare i fenomeni nel momento in cui si formano e si consolidano, per evitare di arrivare a prendere decisioni quando è troppo tardi per porvi rimedio o altri concorrenti hanno già acquisito un vantaggio competitivo, di fatto mandando fuori mercato l’azienda presso cui si lavora.

Non riguarda un settore specifico, ma piuttosto un’area professionale il terzo trend emergente nel campo della formazione, vale a dire la crescente focalizzazione sulle esportazioni. Una necessità, più che un’opportunità, considerato che per restare competitive le aziende italiane devono giocoforza puntare su mercati che presentano elevati tassi di crescita. In questo senso, le porte sono aperte in primo luogo per laureati in discipline economiche, ma senza escludere a priori umanisti e tecnici capaci di adattarsi al nuovo scenario, aggiungendo nel primo caso flessibilità operativa e nel secondo conoscenze di settore, che possono aiutare a fare la differenza in contesti altamente concorrenziali e maggiormente orientati a premiare la cura dei dettagli.


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