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Come gestire la forma contrattuale dello stage

17 lug 2011 Nessun commento
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Sono tantissimi i giovani che chiedono dettagli sull’applicazione della normativa di riferimento e sulla gestione contrattuale dello stage. Si può fare il punto su queste richieste dando alcune utili indicazioni. La normativa italiana che disciplina i  Tirocini o stage è il DM 25/03/1998 n° 142 e la Legge 196 del 1997. Lo stage è sicuramente la prima e più importante forma contrattuale per far incontrare domanda e offerta di lavoro ma è anche un modo per acquisire esperienza pratica utile per il proprio percorso curriculare e professionale. Secondo la normativa possono variare i destinatari e la durata dello stage. Vediamo in dettaglio alcune categorie:

  • disoccupati/inoccupati (durata massima 6 mesi);
  • lavoratori in mobilità/CIG (durata massima 6 mesi);
  • studenti universitari/neolaureati entro 18 mesi dal conseguimento del titolo di  studio (durata massima 12 mesi).

Il tirocinante o stagista deve effettuare l’iscrizione al Centro per l’ Impiego della provincia di residenza o domicilio ed effettuare il colloquio ai sensi del D.Lgs 181/2000. Nell’attivazione dello stage sono coinvolti l’ente promotore che può essere un’Università, un centro per l’impiego, uno sportello stage e l’azienda Ospitante di riferimento. Lo stage è regolamentato da una formula contrattuale, e da una formula assicurativa per gli infortuni sul lavoro che prevede la copertura INAIL e Responsabilità Civile.

I due modelli di documenti contrattuali previsti sono:

  • La Convenzione di Tirocinio di Formazione e di Orientamento stipulata tra il soggetto promotore (ad esempio il centro per l’impiego)  e il soggetto ospitante (rappresentato dal Legale Rappresentate dell’azienda ospitante);
  • Il Progetto formativo e di orientamento sottoscritto dal soggetto promotore, dal soggetto ospitante  e dal Tirocinante, per presa visione e accettazione. In questo documento sono specificati i diritti e i doveri dello stagista e i dettagli delle attività svolte dallo stesso, in termini di obiettivi da raggiungere e di tempi. Lo stage può essere svolto a tempo pieno o part time. E’ ovvio che l’esperienza sarà tanto più soddisfacente in proporzione del tempo e dell’impegno che ad essa si dedica.

L’opportunità di svolgere uno stage in una struttura piuttosto che in un’altra è relativa alla valutazione della mansione svolta e quindi del progetto formativo di riferimento offerto. Occorre per tale motivo presentarsi alle aziende con le idee chiare rispetto alle competenze di ruolo che si vogliono approfondire per evitare di svolgere un’attività non utile per il proprio percorso curriculare e professionale. Lo stage deve essere vissuto come un investimento di tempo e un occasione per avere visibilità su strumenti e procedure che difficilmente si sperimentano, all’uscita di un percorso di studi.

Lo stagista deve seguire le indicazioni dei tutor e fare rifermento ad essi per qualsiasi esigenza, rispettare gli obblighi di riservatezza circa i processi produttivi, prodotti o altre notizie relative all’azienda di cui venga a conoscenza sia durante che dopo lo svolgimento del tirocinio, rispettare i regolamenti aziendali e le norme in materia di igiene e sicurezza. Anche l’azienda ha degli obblighi nei confronti dello stagista, cioè garantire al tirocinante l’assistenza e la formazione necessarie alla buona riuscita dello stage, osservare le norme antinfortunistiche e di igiene sul lavoro, consentire al tutor dell’ente promotore di monitorare l’andamento dello stage, tenere informato l’ente promotore su qualsiasi eventualità: infortuni, conclusione anticipata dello stage, mal funzionamento, etc.

Il tutor aziendale è la persona all’interno dell’impresa che si occupa dell’inserimento e della formazione dello stagiaire e che lo segue in tutte le fasi dello stage, dall’accoglienza all’assistenza operativa. Il tutor, tuttavia, è un referente importante per lo stagista ma non fondamentale in quanto lo stesso nel suo lavoro potrà e dovrà far riferimento ad altri colleghi e reperire le informazioni anche da loro per il raggiungimento degli obiettivi del lavoro svolto. La legge italiana non prevede per l’azienda l’obbligo di retribuzione nei confronti dello stagiaire. Tuttavia l’impresa, a sua discrezione, può riconoscere al tirocinante un premio stage o rimborso spese o assegno di studio.


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