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Mettersi in proprio, ma con il paracadute

07 set 2009 Nessun commento
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Il vantaggio di mettersi in proprio, ma con il paracadute rappresentato da una rete di esperti, disposti a offrire consigli, esperienza e materiale per il lavoro quotidiano. È il mix che spiega il successo del franchising, un settore che continua a crescere a dispetto della crisi e che, anzi, trova proprio nell’incertezza dell’economia una delle ragioni del suo successo. Perché, con le possibilità di occupazione e gli stipendi che si restringono, un numero crescente di giovani – anche laureati – valuta con interesse questa opzione.

Non solo coraggio
Il coraggio e la voglia di fare sono i due requisiti basilari per avere successo in questo settore. Non è indispensabile, invece, avere delle competenze particolari: quelle si acquisiscono con il tempo, anche attraverso specifici percorsi di formazione organizzati dalle stesse reti, i franchisor. In ogni caso, il franchisee, l’affiliato, deve conoscere i prodotti che vende, nonché le norme che regolano il commercio e, in particolare, le disposizioni in materia di affiliazione commerciale. In base alla localizzazione e alla tipologia del punto vendita, poi, deve conoscere una o più lingue straniere ed essere capace di usare gli strumenti informatici più diffusi.

Manager e venditore
Il franchisee deve, quindi, essere un buon venditore e un buon manager al tempo stesso: deve avere la capacità di presentare la propria offerta alla clientela e porsi al suo servizio per garantire il soddisfacimento di tutte le richieste. Ma deve anche saper programmare come un piccolo imprenditore, senza assumere rischi eccessivi, né rimandare investimenti che possono dare ritorni importanti. Non esiste, invece, una laurea da preferire alle altre.
Certo, competenze economiche o giuridiche di base possono aiutare, ma non sono indispensabili. Ben più importante è scegliere il settore giusto, in base alle proprie capacità e all’andamento del mercato. Reti in franchising ci sono nei settori dell’energia e della telefonia, ma anche nell’intermediazione immobiliare e nei servizi postali. Infine c’è il settore dell’infortunistica stradale: avvocati, neurologi che affiancano gli automobilisti vittime di incidenti stradali, sul lavoro, in luoghi privati. Un’analisi delle potenzialità di sviluppo del settore e una mappatura dell’offerta esistente sono i primi due passi per avviarsi all’attività.

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