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Tanti i pentiti della scuola scelta

23 mag 2011 1 commento
Tanti i pentiti della scuola scelta

Probabilmente è frutto dell’insoddisfazione generale che si respira in ambito lavorativo, considerati gli elevati tassi di disoccupazione, che secondo i dati resi noti oggi dall’Istat è cresciuta di 532mila unità negli ultimi due anni (di cui 502mila tra i 15-29enni). Sta di fatto che a pentirsi del percorso di studi seguito non sono più solo i neolaureati, ma sempre più spesso anche i neodiplomati. Che lamentano la scarsa corrispondenza tra quanto appreso negli anni della scuola superiore e le esigenze del mondo del lavoro, ma anche la scarsa informazione ricevuta in sede di orientamento quando si è trattato di scegliere il corso universitario. Con il risultato che l’insoddisfazione rischia di crescere nel passaggio verso l’ultimo gradino della formazione specialistica, o quanto meno di produrre percorsi non del tutto coerenti tra loro, con il rischio di allungare a dismisura la durata del percorso di studi.

Se si potesse tornare indietro…
Una ricerca di Almalaurea stima in uno su tre la quota di insoddisfatti, ragazzi che se potessero tornare indietro farebbero altre scelte dopo la scuola dell’obbligo. In particolare, il 19% degli ex studenti cambierebbe sia scuola sia indirizzo, l’8% sceglierebbe un indirizzo o un corso diverso e il 7% cambierebbe scuola. In generale, risultano piu’ appagati i liceali e gli studenti dei tecnici, meno quelli dei professionali, risultati che possono essere letti alla luce dell’attuale scenario del mercato del lavoro, che continua a registrare un deficit di profili tecnici per l’industria che ha ripreso a correre ed esportare agli stessi ritmi del pre-crisi. Eppure non tutti si trovano per strada: il 60% e’ iscritto all’università, ha fatto esami e in media ha ottenuto quasi 38 crediti formativi su 60 previsti. Il 38% e’ gia’ inserito nel mondo del lavoro: il 24% lavora e basta, il 14%  studia anche, potendo quindi contare sulla doppia prospettiva in termini di competenze ed esigenze formative.

Le distanze tra nozioni scolastiche e mondo del lavoro
L’insoddisfazione per gli studenti universitari nasce soprattutto dalla constatazione che  i corsi di laurea frequentati sono coerenti con gli studi superiori, mentre 39 occupati su 100 affermano di non applicare le nozioni imparate in classe sul posto di lavoro.  Tra i diplomati iscritti all’Universita’ (di questi il 14% anche lavora), quasi un quarto ha scelto un corso di laurea nell’area umanistica (percentuale che sale al 32,5% tra i ragazzi degli istituti professionali); il 22% un percorso nell’area economico-sociale (31% dei diplomati tecnici) mentre meno del 16% si e’ orientato verso una laurea in ingegneria o architettura. “Il livello di coerenza tra percorso universitario scelto e diploma di scuola secondaria conseguito, misurato su scala da 1 a 10 – si legge nel Rapporto – risulta sufficiente ma non particolarmente elevato, dal momento che la votazione media e’ pari a 6,9″. Un valore in linea con quello rilevato da analoghe rilevazioni negli anni passati, a dimostrazione di una tendenza radicata nel nostro paese.

L’insoddisfazione non risparmia l’università
Dopo un anno di studio, il 14% si dice insoddisfatto della facolta’ scelta (il 5,5% l’ha abbandonata, l’8% ha cambiato corso o ateneo), percentuale che sale fino al 18% tra il campione di diplomati del 2007, 7 mila ragazzi. Per quanto riguarda l’occupazione, lavora il 38% dei ragazzi che hanno finito la scuola superiore da un anno (59% degli studenti professionali, 26% dei liceali), e il 52% dei diplomati da tre anni (72,5% dei professionali, 33% dei liceali).


1 commento

  1. Gaety scrive:

    Ho 26 anni, mi sono diplomato come perito chimico in un istituto tecnico industriale. Ho ottenuto un buon voto di maturità, mi sono laureato e attualmente lavoro. Nonostante ciò, mi sono amaramente pentito della scelta della scuola superiore. Non ho apprezzato il metodo di insegnamento, decisamente ostico e scarsamente efficace. Mi rendo conto di aver sprecato 5 anni della mia vita. Se potessi tornare indietro, mi iscriverei a un altro istituto della stessa provincia (sempre con indirizzo di chimica), il quale è dotato di un migliore metodo di insegnamento.

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