Dare centralità ai collaboratori dell’azienda. A questo sono chiamati gli esperti delle risorse umane. Un ambito che si riscopre strategico soprattutto alla luce delle nuove esigenze aziendali post-crisi.
Nell’ultimo decennio le imprese si sono infatti trovate a operare in una realtà caratterizzata da profonde rivoluzioni tecnologiche, da una crescente flessibilità e da profondi mutamenti nelle professioni e nella società. Le organizzazioni si sono rese progressivamente conto di quanto siano importanti le competenze aziendali e quelle delle persone che in esse lavorano, per raggiungere efficacemente gli obiettivi. In quest’ottica cambia il profilo dei professionisti ricercati all’interno del settore risorse umane, ai quali vengono richieste competenze specifiche, ma anche forti capacità personali come abilità relazionali, intuito, sensibilità, creatività e soprattutto grande voglia di lavorare con le persone e per le persone. Il settore in cui questi professionisti operano è molto vasto e spazia dalla selezione del personale, alla formazione, all’organizzazione, allo sviluppo del potenziale fino alla valutazione delle prestazioni, in un’ottica di miglioramento continuo.
Payroll e selezione le specializzazioni più richieste
Quello delle risorse umane è quindi un ambito che offre buone opportunità ai neolaureati. Molto ricercati, in particolare, sono i profili da inserire per la gestione del payroll. Questa figura si occupa della gestione di tutte le attività pre e post paga, della rilevazione presenze, degli adempimenti fiscali e amministrativi e di tutte le tematiche aziendali inerenti la materia giuslavoristica. La preferenza in questo caso va alle lauree in discipline economiche ed essenziale risulta l’ottima conoscenza del sistema excel. Vengono inoltre considerate imprescindibili doti personali come precisione e riservatezza. Per i neolaureati un’altra opportunità è offerta dal ruolo di addetto alla selezione del personale che ha il compito di individuare i migliori candidati, oltre che di far emergere i talenti interni, occupandosi talvolta anche della gestione delle carriere tramite interventi di sviluppo. Solitamente si accede a questa professione tramite uno stage per poter fare esperienza a 360° nel ruolo. “La preferenza”, afferma Cristiano Ianna, direttore generale di Metis, “viene accordata a laureati in discipline umanistiche, dotati di flessibilità e umiltà, ottima predisposizione ai rapporti interpersonali, alta capacità di tolleranza dello stress e di gestione di più selezioni contemporaneamente. Solitamente viene offerto un rimborso spese che varia da azienda ad azienda”.
Una figura aziendale strategica: l’hr manager
In questa fase storica in cui le aziende hanno l’esigenza di ristrutturare e rinforzare il reparto organizzativo per ottimizzare la produttività e far crescere di nuovo il profitto, il settore delle risorse umane vive un ruolo da protagonista nella ricerca delle figure chiave da inserire. La funzione del personale risulta cioè nuovamente strategica visto che, le aziende, dopo il periodo di recessione economica, hanno l’esigenza di ricostruire le proprie organizzazioni attraendo gli alti potenziali o facendo crescere e spostando dall’interno i talenti che già possiedono. In questo contesto una figura molto ricercata è quella dell’hr manager, responsabile del coordinamento e della direzione delle attività di gestione, sviluppo e motivazione delle risorse umane presenti in azienda. La sua funzione nel dettaglio va dalla predisposizione e realizzazione delle politiche strategiche di gestione del personale in termini di definizione delle politiche retributive e dei sistemi premianti, all’elaborazione dei piani di carriera sulla base degli obiettivi aziendali o dei sistemi di valutazione della prestazione e del potenziale fino alla definizione delle politiche di intervento formativo piuttosto che di verifica dei costi del personale o elaborazione del budget. L’hr manager deve cioè essere in grado di supportare la linea e i vertici aziendali con una visione ampia e completa di tutta l’impresa. “Il candidato ideale”, afferma Alessandra Rizzi, human resources director di Randstad Italia, “deve possedere una laurea in materie umanistiche o in economia e commercio, esperienza di almeno cinque anni, ottime capacità relazionali, buona conoscenza della lingua inglese e di una seconda lingua (francese, spagnolo o tedesco)”.
Le aziende puntano sulla formazione
Il settore risorse umane sta quindi vivendo negli ultimi mesi una fase di ripresa. La formazione dei dipendenti, percepita dalle imprese come un’importante leva motivazionale su cui puntare, è uno degli ambiti in cui si investe maggiormente. Questo perché i dipendenti devono possedere conoscenze sempre più specialistiche e avere una formazione spiccatamente orientata al settore. Molto ricercati dalle imprese risultano quindi gli esperti della formazione, con un percorso di studi orientato in tal senso e preferibilmente anche la tesi di laurea. Le richieste maggiori arrivano dai settori metalmeccanico, industria, artigiano e chimico-farmaceutico. “L’obiettivo iniziale”, afferma Barbara Bruno, responsabile nazionale di servizio di GiGroup, “è uno stage formativo con un rimborso spese di circa 500 euro, ma con buone prospettive di poter diventare hr specialist nel medio-lungo periodo. Sono richieste inoltre buone capacità di problem solving, ottime doti relazionali e di teamworking. Sempre gradita la buona padronanza della lingua inglese”.











































