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Aziende italiane a caccia di economisti

08 ott 2008 Nessun commento
economisti

Sono gli economisti i laureati più ricercati dalle aziende italiane, davanti agli ingegneri e ai professionisti dell’area sanitaria. I dati diffusi dalla banca dati Unioncamere-Excelsior sono in linea con quanto emerso da ricerche analoghe nei mesi scorsi. A dispetto della diffusa propensione degli studenti italiani a seguire percorsi umanistici, dunque, le aziende vanno a caccia di uomini del business, capaci di districarsi tra vendita e contabilità.

L’importanza del titolo
La ricerca offre un’indicazione inedita: quest’anno, per la prima volta nell’ultima decade, la somma di laureati e diplomati rappresenterà il 51,1% di nuove assunzioni. Un dato in crescita di 7 punti percentuali rispetto all’indagine condotta un anno fa.

La crisi economica internazionale e la stagnazione dei consumi interni conducono le imprese a riorganizzarsi, per conseguire standard più elevati di produttività, e a introdurre innovazioni per competere sui mercati attraverso la qualità dei prodotti e dei servizi. In questo processo la leva più importante da attivare è quella delle risorse umane.

Su un totale di 827.890 assunzioni programmate nel corso dell’anno, la richiesta più consistente è quella di diplomati (335.280).

Anche la domanda di laureati continua a crescere: saranno 88.000 i neo-assunti con laurea nel 2008 (il 10,6% del totale delle entrate contro il 9,0% del 2007).

Tra gli imprenditori appare più netto l’orientamento verso la specialistica (46% delle entrate di laureati), mentre la laurea breve concentra una quota più contenuta della domanda (21%). Il restante 33% non esprime preferenze tra i due titoli.

Economisti e ingegneri i più richiesti

L’indirizzo economico mantiene il primato delle richieste delle imprese: 26.110 i laureati con questa specializzazione assunti entro l’anno.

A seguire c’è l’indirizzo di ingegneria elettronica e dell’informazione (10.500), che precede quello di ingegneria industriale (9.220) e il sanitario e paramedico (7.290).

Alle spalle delle lauree con indirizzo insegnamento e formazione (5.840) si colloca l’indirizzo chimico-farmaceutico, con 4.900 richieste.

Italia spaccata in due

Non costituiscono una novità nemmeno le profonde differenze nella domanda di laureati e diplomati che emergono tra le varie aree del paese.

Se nel Nord-Ovest la quota arriva addirittura a raggiungere il 56% (il 14% interesserebbe i titoli universitari, il 42% quelli secondari superiori), nelle altre ripartizioni la richiesta tende a ridursi. Si mantiene comunque molto alta nel Nord-Est (52%) e al Centro (50,7%), mentre si contrae notevolmente nel Mezzogiorno (45,2% la quota totale, con i laureati che dovrebbero incidere solo per il 7,3% ed i diplomati per il 38%).

A livello provinciale, le quote più consistenti di laureati sul totale delle assunzioni programmate a livello locale, dovrebbero interessare Milano, Torino, Trieste, Reggio Emilia e Roma. Agli ultimi posti si piazzano invece Grosseto, Lecce, Ragusa, Enna e Pistoia.


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