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Mba, la specializzazione vince la crisi

28 feb 2011 Nessun commento
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Niente crisi per i diplomati Mba. Anzi, guadagni medi in crescita dai 65mila euro del 2007 ai 69mila euro del 2010 (il 6% in più). E migliorano anche le percentuali di collocamento rispetto agli anni scorsi.

Con l’Mba la carriera è più veloce

I dati sono il risultato di una ricerca pubblicata dal Graduate Management Admission Council, organizzazione non profit che ha condotto un’indagine su un campione di 7mila ex allievi in tutto il mondo e su circa 800 ex alunni che hanno frequentato un Master in business administration nel 2010. Il 93% degli interpellati risulta occupato, l’86% come dipendente e il 7% in qualità di libero professionista. I metodi di maggior successo per trovare un lavoro si sono rivelati i contatti personali (37%), il job placement dell’università (20%) e i network di ex allievi (10%). In media, gli ex alunni hanno valutato il grado di preparazione ricevuto eccellente e in grado di dare accesso a opportunità di carriera più rapide.

Destinazione multinazionali

La maggior parte degli ex studenti statunitensi lavora in aziende con un focus regionale o nazionale mentre gli europei sono nella maggior parte dei casi alle dipendenze di multinazionali. Lo stipendio iniziale per il 12% degli intervistati supera le attese mentre per la maggioranza (58%) è adeguato al proprio profilo. Il salario di partenza si attesta su 78.820 dollari (circa 58mila euro), che arriva a 94mila500 dollari considerando anche i bonus. I dati raccolti dal Gmac mostrano come lo stipendio aumenti al crescere dell’esperienza lavorativa per superare i 100mila dollari per chi può contare su più di quattro anni di esperienza. La partecipazione a un Mba in base alle testimonianze degli ex allievi offre anche interessanti opportunità di carriera: il 53% dei partecipanti riesce a essere coinvolto in progetti di alto profilo, sia all’interno della propria organizzazione, sia al di fuori, tramite il collegamento a nuovi network. Infine, sono gli studenti nordamericani a dare il giudizio più alto al livello di preparazione ricevuto dalle proprie business school: il 70% negli Usa lo ritiene eccellente, rispetto al 52% in Asia e al 59% in Europa.

La ripresa è avviata

La recente recessione globale sembra quindi non aver sfiorato questo settore che infatti manifesta tassi di impiego che si attestano ai livelli pre-crisi del 2007. I dati sull’occupazione riportati dalla ricerca per quanto riguarda i diplomati delle classi del 2010 sono più positivi di quelli dei diplomati dell’anno precedente. Complessivamente, lavora l’88% della classe del 2010 (84% come dipendenti e il 4% come lavoratori autonomi). Cioè il 4% in più rispetto alla classe del 2009 e il 16% in più rispetto a quella del 2003. Circa il 28% ha dichiarato che la crisi economica non ha avuto alcun impatto sulla ricerca di un posto di lavoro. E tre quarti degli intervistati hanno indicato il proprio titolo come biglietto da visita essenziale per trovare un lavoro: dalle risposte emerge come l’alto livello di formazione sia un passe partout verso un impiego sicuro, specialmente in tempi di difficile congiuntura economica.

Finanza e revisione a cerca di giovani specializzati

Nella classe del 2010 i primi tre metodi di ricerca del lavoro da parte dei giovani ex allievi includono il riferimento alla rete di contatti personali (79%), le candidature dirette in azienda (62%) e la risposta ad annunci di lavoro online (61%). Comunque il metodo di maggior successo per la ricerca di un impiego per il maggior numero di alunni è stato il ricorso alla rete di contatti personali (37%). Quasi la metà della classe del 2010 ha anche dichiarato di aver fatto domanda inizialmente per  lavori che offrivano un compenso totale più basso del previsto. Comunque il 59% degli ex studenti afferma di aver trovato il posto desiderato e il 37% un lavoro molto vicino alle proprie aspettative: il 22% è attivo nel settore della finanza e della revisione, il 20% nei servizi, il 15% nella consulenza, il 14% nell’Ict, mentre il resto si divide tra no profit, healthcare, indstria manifatturiera e utilities.

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