L’ambiente è uno dei filoni a maggior sviluppo nel campo del business. Da una parte c’è la crescente attenzione dei consumatori verso la problematica dell’inquinamento, dall’altra la necessità condivisa di ridurre i consumi per far fronte all’impennata energetica.
Questo sta creando opportunità di lavoro nell’architettura a basso impatto ambientale. All’interno di aziende edili e di Facility Manager, l’architetto esperto in ambiente progetta i manufatti edilizi in modo da massimizzare l’approvvigionamento di calore naturale e minimizzare gli sprechi.
Per svolgere la professione sono necessarie competenze tecniche e una grande capacità di programmazione.
Il design sposa l’etica
L’ecodesigner è un architetto “etico” che preferisce rinunciare ai materiali tradizionali per puntare sui frutti del riciclo. Perché un prodotto – è la convinzione di chi opera nel settore – non muore al termine del primo stadio di vita. Al contrario può continuare a vivere, reincarnadosi in uno nuovo che rispetta l’ambiente.
E allora spazio a cucine in cartone riciclato, sedie ergonomiche ricavate dalla plastica abbandonata da qualche cittadino imprudente, ma anche eco-dimore realizzate con materiali naturali come legno, gesso, canapa, sughero e cellulosa. Non sono solo le aziende a puntare su queste figure professionali.
Anche la Pubblica Amministrazione mostra un interesse crescente verso l’ecodesign e spesso li chiama come consulenti per sviluppare progetti innovativi. Merito soprattutto delle normative europee, che negli ultimi anni hanno imposto alle istituzioni comunitarie l’adozione di quantitativi significativi di materiale riutilizzato.


































