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Metodo e passione, le armi per fare strada nel settore

06 ott 2008 Nessun commento
angelo-costa

Metodo e passione le qualità personali, padronanza degli applicativi informatici e conoscenza del mercato le conoscenze professionali.

Angelo Costa, Chief Executive Officer dello Studiocosta&partners, indica le armi vincenti per farsi strada nel mercato, forte di una lunga esperienza maturata in uno studio che ha sedi a Roma, Milano, Venezia e Dubai.

D: Come va il mercato del lavoro nel settore architettura?

R: Il mercato italiano non presenta grandi prospettive per quattro ordini di motivi: ci sono troppi architetti e le nostre facoltà continuano a sfornarne sempre di più; il mercato della progettazione è viziato dalla presenza di molti ordini che sovrappongono le loro discipline a quella architettonica, il settore del real estate e degli investimenti pubblici non è maturo e quindi non permette il giusto svilupparsi di nuove professionalità che invece all’estero stanno dominando; infine, il sistema universitario italiano non è, purtroppo, minimamente preparato per affrontare questa evoluzione.

D: Quali sono le figure emergenti e che competenze occorre avere per svolgere queste professioni?

R: Le figure che si stanno facendo largo sono quelle del project manager, del value and cost engineer, del back office legale, contrattualistico e finanziario, dell’esperto in materiali, e poi tutte qulle professioni che rientrano nei vari campi della progettazione.
Occorre inoltre avere delle basi tecniche in diversi campi come in quello dell’economia o della costruzione applicate al mondo della progettazione; fondamentale è la passione per il proprio lavoro, ma soprattutto bisogna avere un buon metodo. Essere in grado di sviluppare una propria metodologia di lavoro professionale e sempre aggiornata.

D: Quali sono i principali canali di ingresso nel mercato del lavoro?

R: Molto pochi. Le università non ci aiutano e i vari “corsi e corsetti” universitari non hanno quell’appeal che hanno all’estero. Ci sono delle società molto valide nel nostro paese dove sono certo che per entrare serve solo la voglia di farlo e di mettersi in gioco. In fondo siamo, e dobbiamo sempre essere, liberi professionisti! Ma purtroppo molti se lo scordano e preferiscono essere impiegati.

D: Quali sono le competenze e le qualità personali ricercate nei candidati?

R: Le competenze informatiche devono essere la base, ma in realtà non è facile trovare i candidati con una buona padronanza degli applicativi più utilizzati nel lavoro. Tante parole, tanti corsi, ma pochi fatti. Principalmente noi guardiamo alla capacità di lavorare in gruppo, alla capacità di ragionare e di porsi dei problemi, delle domande prima di avere delle risposte; la conoscenza perfetta della lingua inglese è obbligatoria; il nostro è un mestiere dove la sostanza è la forma.
Valutiamo quindi i candidati anche dall’aspetto, non se sono belle o brutte persone ovviamente, ma la presenza e l’accuratezza sono indici, se non altro, di un atteggiamento verso il bello e verso la vita dal quale non possiamo prescindere per selezionare i giovani che vogliono fare questo lavoro.

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