Ogni tanto mi sento chiedere da chi conosce il tipo di lavoro che faccio, come si fa a scrivere sempre in termini positivi di mirabolanti opportunità professionali per i giovani.
Per qualcuno sembriamo marziani senza occhi per vedere la crisi dei mutui, quella dell’Alitalia, gli immigrati accalcati a Lampedusa, il dollaro debole, e così via discorrendo.
Mi piace rispondere che pervasi da pessimismo nessuno è mai riuscito a costruire qualcosa di buono.
Ma mi rispondono “non sono pessimista ma realista!”.
Maledetto l’inventore di questa frase: è riuscito a dare un vestito quasi elegante a un sentimento negativo. Loro diventano dei saggi filosofi e tu uno sciocco sognatore.
Ma poi ti riprendi, [perché sei ottimista] e ti metti a lottare, accompagnato dal lieto pensiero che sarai in grado di cambiare le cose. Fiero di aver capito che la ricompensa non sta nel raggiungere l’obiettivo ma nell’averci provato ogni giorno.
Ad maiora.
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