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Budget e strategie per i pianificatori pubblicitari

28 ago 2007 1 commento
pianificatori-pubblicitari

Le relazioni tra inserzionista e mezzi di comunicazione sono pane quotidiano del media planner. Quando un’agenzia di pubblicità riceve da un’azienda il compito di sviluppare un concept creativo, questo non può mai prescindere dalla scelta del mezzo che veicolerà il messaggio. L’azienda definisce il budget e le linee guida per il lavoro, dopo di che ricade completamente sulle spalle del professionista la scelta dei canali su cui effettuare la pubblicità, i mezzi da utilizzare e gli investimenti da destinare.

Tutte scelte che comportano la perfetta conoscenza della portata di ciascun canale di comunicazione e del target potenziale, il tutto all’interno di una gestione del budget oculata, che non si limita a privilegiare una singola fetta di utenza rispetto alle altre. Spesso il media planner arriva da una laurea in discipline economiche o statistiche, due indirizzi che offrono competenze di base in tema di bilancio e ottimizzazione degli investimenti.

Affine al media planner è la figura del media buyer, il professionista che si occupa di acquistare, alle tariffe più vantaggiose, gli spazi pubblicitari dalle concessionarie di pubblicità. Rispetto al planner, il buyer deve avere un approccio più commerciale e meno strategico, è un tecnico più che uno stratega. Per questo la professione è svolta quasi interamente da laureati in Economia e discipline affini.

Legata al mondo della comunicazione in generale, compresa quindi quella pubblicitaria, è la figura dell’event manager, al quale viene affidato il compito di organizzare un convegno professionale, una conferenza o un evento mediatico chiavi in mano. All’event manager spettano, quindi, la scelta dei tempi e dei luoghi, l’allestimento delle sedi, il coordinamento del personale di assistenza, oltre che anche la gestione del budget affidatogli, la cura di tutti gli aspetti burocratici e amministrativi, fino alla selezione dei canali e degli strumenti di comunicazione da attivare. Per svolgere questa professione non contano tanto la laurea o il master conseguiti, quanto piuttosto la capacità di programmazione e l’abilità nel rapportarsi a interlocutori molto diversi fra loro, ciascuno dotato di un linguaggio e di un approccio al lavoro differenti dagli altri.


1 commento

  1. www.bsness.com scrive:

    Complimenti … mi è stata molto utile questa panoramica

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