CareerNews.it   |   CareerTv.it   |   CarrieraIn.it   |   FormazioneIn.it   |   MasterIn.it

Winemaker al femminile

28 ago 2007 2 commenti
Winemaker al femminile

Nell’immaginario comune l’enologo è maschio, avanti con gli anni e tendenzialmente portato all’autocelebrazione. Per fortuna, però, negli ultimi anni il mercato è cambiato e di donne del vino se ne vedono sempre più. Come Raffaella Veròli, winemaker della tenuta La Pala, che produce l’Amarone della Volpolicella.

Una giovane schiva che dice: “Questo è un lavoro per chi ama lavorare in team, è capace di ascoltare e sa prendere i segreti dai migliori maestri”.

D: Come si svolge la giornata dell’enologo?

R: Non esistono tabelle precise da seguire. Si tratta di un lavoro che abbraccia tutta la filiera del prodotto, dalla visita ai vigneti alle analisi di laboratorio, fino all’imbottigliamento e alla vendita.

D: Tutto questo lavoro è sulle spalle dell’enologo?

R: No di certo. Al di là di quello che si crede comunemente, questa è una professione da svolgere in team. I winemaker lavorano a stretto contatto con le persone che si occupano di produzione, i tecnici, gli agronomi e gli addetti vendita. Inoltre, spesso le aziende chiedono una consulenza agli enologi più esperti: ascoltarli con attenzione può aiutare a comprendere al meglio i segreti della professione.

D: Quante sono le donne che esercitano questa professione?

R: Poche, ma in crescita negli ultimi anni. Alcune sono diventate enologhe per seguire la produzione di famiglia, ma da qualche tempo stanno crescendo le professioniste formate all’università. Resta il fatto che si tratta di un lavoro duro, soggetto a continui spostamenti e con orari flessibili: tutti aspetti che possono frenare alcune donne.

D: Qual è il percorso formativo più indicato?

R: Dal 2000 esiste una laurea di primo livello in Enologia e Viticoltura, che ha sostituito il precedente diploma universitario. Chi ha voglia di proseguire negli studi può poi seguire il biennio specialistico ed, eventualmente, seguire un dottorato.

D: Com’è attualmente il mercato del lavoro?

R: Duro, ma non mancano le possibilità. Fino a qualche anno fa era più facile trovare occupazione in breve tempo, oggi invece l’offerta di professionisti si è fatta più abbondante e l’attesa tra il conseguimento della laurea e la prima occupazione può essere più lunga.

D: Che consiglio si sente di dare a un laureando o neolaureato?

R: Consiglio di fare un’esperienza all’estero appena conclusi gli studi, magari in California o in Australia. Un’esperienza che può aiutare a perfezionare la lingua inglese e a conoscere da vicino tecniche di produzione avanzata.

Leggi anche: Diventare Manager del vino e Food and Beverage Manager

Link utili per la tua formazione powered by MasterIN.it


    2 commenti

    1. Alessandro scrive:

      Prima di diventare enologo sono necessari anni e anni di apprendistato da cantiniere.
      Chi ha studiato per 5 anni all’università Enologia si ritrova a smuovere tubi, a pulire vasche e a stare con i piedi in ammollo per anni e anni. E non è detto che chi ti assume vuol farti crescere.
      Purtroppo l’enologia è fatta da praticoni, molti non sanno nemmeno come funziona un’HPLC. e poi… in Italia NON si vogliono far crescere i giovani, non esiste azienda che punti su un ragazzo neolaureato.
      Se hai un’azienda o hai i giusti contatti FORSE prima di invecchiare ci riesci a fare il vino… forse.

      Rispondi
    2. titti scrive:

      Brava Lella!!!!!!
      adriano e titti

      Rispondi

    Scrivi un commento