Una figura in forte trasformazione negli ultimi anni è sicuramente l’agronomo o professionista della ruralità come viene identificato da alcune aziende. Il suo compito principale è affiancare le aziende agricole, fornendo indicazioni sulle tecniche da adottare per ottenere la migliore resa del terreno, per migliorare gli aspetti gestionali, salvaguardare l’ambiente e rispettare la pianificazione territoriale. Alcuni agronomi si specializzano invece nel campo alimentare, in particolare nella certificazione dei prodotti, attestando il rispetto delle norme lungo tutto l’arco della filiera, dai campi alla commercializzazione.
Altri ancora puntano alla consulenza pubblica, occupandosi di valutazioni di impatto ambientale, riqualificazione del verde pubblico e difesa del suolo.
Per svolgere la professione è necessario essere in possesso almeno di una laurea triennale in materia agraria (per esempio Scienze e tecnologie agrarie, Scienze e tecnologie alimentari, Scienze forestali e ambientali), quindi superare l’esame di Stato. In caso di esito positivo è possibile iscriversi all’albo, diviso in due sezioni: la A apre le porte ai titolari di laurea specialistica, la B ai triennalisti.












































