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Unioncamere: crescono le assunzioni di laureati e diplomati

30 nov 2010 Nessun commento
diplomati-laureati

Segnali positivi per il mercato del lavoro in Italia: a fine 2010 saranno 68mila800 i laureati che avranno trovato un impiego, 6.400 in più rispetto al 2009. In crescita anche il numero dei diplomati assunti: 243mila, 20.900 in più rispetto allo scorso anno. E’ quanto emerge dall’analisi presentata da Unioncamere a Job&Orienta, salone nazionale di Verona dedicato all’orientamento, alla formazione e al lavoro. Ma se per alcuni titoli di studio la sola formazione universitaria basta per accedere al mondo del lavoro, per altri profili può non bastare. L’esperienza, acquisita magari durante uno stage, e alcune competenze trasversali hanno infatti un peso significativo nella scelta del candidato.
All’aumento della domanda di laureati e diplomati, sottolinea infatti Unioncamere, corrisponde anche una maggiore richiesta di qualificazione in entrata da parte delle aziende dell’industria e dei servizi, evidenziando come alle nuove sfide della ripresa il sistema produttivo risponda consapevole della necessità di innalzare la qualità del lavoro. Le aziende, infatti, richiedono un’esperienza precedente nel 66% delle assunzioni previste per i laureati e nel 60% di quelle dei diplomati, considerandola quindi come un importante tassello del profilo qualitativo dei candidati da assumere. La richiesta di un’esperienza pregressa implica inevitabilmente maggiori difficoltà di reperimento: per i laureati si arriva al 31%, contro una media del 27%. E si allungano i tempi per ricoprire le posizioni vacanti: nelle professioni in cui è richiesta una laurea in ingegneria civile e ambientale e nell’indirizzo politico-sociale la ricerca supera i cinque mesi, più di quanto accada per qualsiasi altro indirizzo di studi.

Le aziende italiane poi considerano praticamente introvabili alcune figure professionali di laureati. Ai primi posti ci sono le professioni dei servizi socio-sanitari, della ricerca di nuovi mercati, della progettazione, dell’ict e dell’educazione, tra le quali spiccano, con una percentuale di difficoltà di reperimento che supera il 50%, gli sviluppatori di software e gli addetti al marketing. In termini numerici, le professioni in cui trovano più frequentemente sbocco i laureati (con una laurea specialistica o triennale) sono comunque quelle di infermiere, educatore professionale, addetto all’amministrazione, addetto alle operazioni bancarie front-office e programmatore informatico.

Per il 2010 le imprese segnalano inoltre spiccati problemi in fase di reclutamento per i diplomati ad indirizzo tecnico-professionale che rappresentano circa il 40% delle assunzioni. Le figure più ricercate tra i diplomati provenienti dagli istituti tecnici e professionali sono quelle commerciali, seguite dai profili legati all’amministrazione e alla contabilità e dagli addetti ai servizi di pulizia.

Nel complesso, considerando tutte le assunzioni di diplomati, con e senza esperienza pregressa previste dalle imprese industriali e terziarie, quest’anno la difficoltà a selezionare il candidato più adatto dovrebbe riguardare 26 entrate su 100, in crescita rispetto al 2009 quando problemi analoghi riguardavano 19 assunzioni su 100.

Se la formazione universitaria o scolastica è determinante, molto importanti sono anche una serie di competenze che possono fare la differenza al momento dell’assunzione. Su quelle di tipo tecnico-professionale, le imprese si dichiarano pronte a investire in formazione per sopperire ad eventuali carenze (prevista per l’82% dei laureati neo-assunti e per il 75% dei diplomati). Le competenze di tipo trasversale però sono ritenute indispensabili già nella valutazione iniziale dei candidati: nell’assunzione di due laureati su tre si considera indispensabile la  capacità di lavorare in gruppo e risolvere i problemi, mentre a un diplomato su due si chiede di saper svolgere con autonomia e responsabilità i compiti assegnati, di collaborare con gli altri e di saper gestire i rapporti con la clientela.

Momento positivo anche per neo-dottori e neo-diplomati: il 52% dei giovani laureati e il 57% dei neo-diplomati è infatti considerato potenzialmente adatto a svolgere le professioni di cui hanno bisogno le imprese. Ma in due casi su tre devono comunque aver maturato un’esperienza in azienda, anche attraverso stage o tirocini. E saper puntare su quelle competenze trasversali che le imprese giudicano favorevolmente in vista dell’assunzione. Tuttavia nelle lauree ad indirizzo sanitario e paramedico e in quelle ad indirizzo chimico e farmaceutico la formazione universitaria è ritenuta dalle imprese sufficiente per procedere all’assunzione. In almeno questi due casi la laurea sembra fare davvero la differenza.

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