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Talent Management, secondo la LUISS

18 nov 2010 Nessun commento
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Riconoscimento e formazione dei talenti. Queste sono state le tematiche principali su cui mondo accademico e importanti aziende italiane si sono confrontate durante il convegno “Talent Management, tra teoria e realtà”, organizzato in ottobre da CFR institute, in collaborazione con Università LUISS e AIDP.

Abbiamo rivolto qualche domanda al Professore Franco Fontana, direttore della LUISS Business School, per approfondire il tema della formazione dei talenti.

Quali sono i punti di forza e le criticità emerse nel corso del convegno “Talent Management”?

«I punti di forza sono rappresentati dalla convergenza sull’esistenza di una gestione efficace dei talenti, lungo l’intero percorso di sviluppo: dalla selezione, alla formazione, ai percorsi di carriera, ai trattamenti retributivi. Mentre le criticità sono rappresentate dagli effetti disfunzionali di percorsi di carriera completamente separati. È stato evidenziato uno stato di distacco dei talenti dal contesto organizzativo. I talenti non sono dei predestinati, al contrario sono considerati talenti coloro che dimostrano capacità di sviluppo e nel contenuto riportano valutazioni eccellenti, ripetute nei diversi incarichi ricoperti».

Quali sono le proposte di Luiss per sviluppare i talenti?

«La Luiss Business School nella sua offerta formativa prevede master cosiddetti “creativi”, con moduli didattici innovativi. Anche in altri corsi vengonoutilizzati metodi didattici innovativi, specificatamente orientati a sviluppare le capacità concettuali e alla soluzione di problemi complessi, con l’utilizzo simultaneo di diverse competenze in una dimensione collettiva».

Al di là delle attività di placement, quale rapporto tra Luiss e imprenditoria?

«Con le imprese e le associazioni svolgiamo attività di ricerca, sia sui temi della formazione, sia su quelli dello sviluppo strategico. Inoltre con alcune singole imprese realizziamo progetti formativi innovativi, come il management delle reti di imprese o sull’imprenditorialità, etc. In sostanza i legami sono molto forti».

Dopo la laurea, quali sono le soluzioni che aziende e professionisti dovrebbero invece adottare per la formazione continua dei talenti?

«I profili di giovani di talento si manifestano a conclusione del percorso di laurea o del master, soprattutto durante la preparazione delle tesi. A mio avviso, le aziende, una volta individuati i talenti, dovrebbero adottare percorsi di esperienze e formativi fondati sulla soluzione di problemi gestionali complessi, anche con percorsi di coaching. Sono da evitare perciò percorsi formativi con l’utilizzo totalizzante di casi strutturati. Il talento, oltre che dalle competenze, è caratterizzato da una forte motivazione alla riuscita, che a sua volta si sviluppa con esperienze complesse di successo».


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