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Una nuova figura lavorativa: “Il Conciliatore”

05 nov 2010 2 commenti
tribunale-conciliatore

Il decreto legislativo 4 marzo 2010 n.28 , Gazzetta Ufficiale n.53, in attuazione della Riforma del Processo Civile (l. 69/2009) ha introdotto un nuovo istituto, la mediazione civile e commerciale, come strumento per giungere alla conciliazione. Dal 20 marzo 2011 scatterà così una forma di mediazione «obbligatoria» come condizione di procedibilità nel processo che andrà ad affiancarsi ad altri due tipi di conciliazione, quella volontaria e quella affidata al giudice, prima di poter avviare un processo, cioè, sarà necessario avere concluso un procedimento di conciliazione. Un obbligo e una condizione di procedibilità che non interessa la totalità delle cause civile, ma “solo” quelle in cui il tasso di conflittualità è particolarmente elevato o il rapporto tra le parti è destinato a protrarsi nel tempo anche oltre la definizione della singola lite, dovrà essere esperita a pena di improcedibilità nei casi di controversie relative a: condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di azienda, contratti assicurativi, bancari e finanziari, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica, da diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo di pubblicità, da circolazione di veicoli e natanti. Il riconoscimento di conciliatore è rivolto a tutti i laureati in materie giuridiche ed economiche (anche con laurea triennale) nonché notai, ragionieri commercialisti e consulenti del lavoro iscritti all’albo. Con il cambiamento normativo, avrà un ruolo sempre più importante, si necessita quindi, di una figura altamente specializzata, imparziale e neutrale, in grado di gestire efficacemente il contenzioso attraverso le più moderne tecniche di negoziazione e di facilitare l’accordo tra le parti orientandole verso la soluzione ottimale. Per poter svolgere questa funzione, è richiesta una formazione specifica da espletare presso i centri di formazione ad hoc, o presso i tribunali che si stanno interessando di organizzare corsi regoli col conseguimento del titolo legalmente riconosciuto dal Ministero della Giustizia ai sensi del DM 222/2004 art.10 comma 5, che abilita immediatamente alla professione di Conciliatore e favorisce l’accesso agli Enti di Conciliazione accreditati e alle più autorevoli strutture di Giustizia Civile.


2 commenti

  1. Marialaura scrive:

    Gent.mi vorrei delle notizie relative al master in conciliazione ;sono laureata in scienze poltiche in relazioni internazionali laurea triennale .Vorrei maggiori informazioni relative sopratutto in merito ai costi .
    attendo vostre notizie .
    Marialaura

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