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Trend positivo per le retribuzioni dei laureati dell’IT con esperienza

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Essere un professionista nel campo dell’Information Technology può essere remunerativo. Basta guardare il nono rapporto sulle retribuzioni in Italia stilato e diffuso da Od&M (Organization Design and Management) per rendersene conto. L’informazione più interessante e positiva contenuta nel rapporto sembra essere l’ampia possibilità per i giovani laureati in materie che riguardano l’I.T. di entrare a far parte, in qualità di professionisti, di questo mondo.

Per quanto riguarda le retribuzioni, i laureati con 1-2 anni di esperienza nel 2007 hanno portato a casa 22.609 euro. Somma decisamente sotto la media generale impiegatizia ma che scavalca quest’ultima appena si ha qualche anno di esperienza in più. I laureati con 3-5 anni di esperienza, infatti, hanno intascato 26.411 euro: circa 1.200 euro in più rispetto alla media generale impiegatizia.
Uno dei requisiti fondamentali per accedere ad una retribuzione soddisfacente sembra essere la laurea. La differenza retributiva tra laureati e diplomati è infatti degna di nota: tra i giovani con 1-2 anni di esperienza la laurea vale 2.000 euro in più per ogni anno lavorativo mentre tra coloro che hanno gia acquisito maggior esperienza la distanza tra laureati e non è di circa 4.000 euro. La laurea, dunque, nell’IT così come in tutte le aree, è prerogativa fondamentale per guadagnare meglio. Infatti, dopo lo scotto iniziale, dovuto in parte al tardivo ingresso nel mondo del lavoro, le retribuzioni per i laureati lievitano progressivamente.

Preme precisare però, che il possesso di una laurea non è sinonimo né di competenza né tanto meno di talento. Quindi bisogna dimostrare con i fatti la propria bravura e poi quasi di sicuro si guadagnerà tanto e bene anche perché una delle strategie migliori per gestire le risorse umane che compongono un’impresa è quella di coccolare i dipendenti migliori. Nel complesso dunque la situazione per i professionisti dell’I.T. appare positiva, nonostante qualche nota stonata: a livello territoriale, ad esempio, accanto al centro e al sud, anche il famigerato nord est, si colloca tra le zone d’Italia dove gli impiegati del settore lavorano percependo retribuzioni sotto la media generale impiegatizia. Tra i vari settori che compongono quest’area a brillare è “Credito e assicurazioni” dove si possono percepire stipendi che non si vedevano dal 2000, prima dell’esplosione della cosiddetta bolla speculativa della “new economy”. Tra i comparti, invece, oltre a “Telecomunicazioni” e “Fabbricazione apparecchi meccanici” spicca “Banche e società finanziarie”. Non sorprende il fatto che nel comparto Telecomunicazioni si guadagna meglio: chi di voi non possiede un telefono fisso o mobile? E la connessione internet? E’chiaro che le aziende in salute possono permettersi di pagare di più i propri dipendenti.

E quanto avviene anche nei comparti “Credito e assicurazioni” e “Banche e società finanziarie”, dove accanto alla parte fissa che compone la retribuzione si aggiunge una sostanziosa parte variabile: premi produzione, benefit, stock options, ecc. In rapporto alle dimensioni aziendali, si guadagna meglio, e non poteva essere altrimenti, nelle grandi aziende. In questo caso, la media azienda non sfigura ma la piccola transita sotto la media generale impiegatizia.
Il paradosso più grande, però, sta nel genere ed è rappresentato dalla posizione, al di sotto della media generale, in cui versano le donne. Si dice che grazie alle tecnologie della comunicazione e dell’informazione si annullano le identità e se ne creano molteplici ma questo sembra non contare per i guru dell’information technology.

Per quanto riguarda l’età, continuano a vigere vecchie dinamiche retributive basate sull’esperienza e sugli anni di anzianità, ma in questo caso si tratta di impiegati non laureati che hanno molte possibilità in meno, rispetto ai “Giovani Dottori” di fare carriera e guadagnare meglio.
In sintesi, dunque, le difficoltà appaiono più marcate nelle aree tradizionalmente più deboli: al sud Italia, nelle piccole imprese, tra i neoassunti. Per il resto, ingegneri informatici, sistemisti, programmatori e quanti lavorano nel settore se la passano abbastanza bene e nonostante i giovani laureati e senza esperienza percepiscano retribuzioni sotto la media impiegatizia hanno buone possibilità di imparare, crescere, far carriera e, ovviamente se non diventare ricchi, guadagnare di più.

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