È nato negli Stati Uniti e ora a macchia d’olio si sta diffondendo dappertutto, anche in Italia si sta iniziando a parlare di recruiting virtuale ovvero di selezione del personale supportata dall’utilizzo di webcam e di Skype .
Il successo si deve al guadagno in termini di tempo e denaro che può garantire alle aziende e ai candidati ed è per questo che esistono aziende che hanno introdotto il recruiting virtuale nelle prassi ordinarie di ricerca e selezione del personale.
Ciò accade soprattutto nelle multinazionali , magari con casa madre in suolo statunitense, e nelle società ITC (che si occupano cioè di Information and Communication Technology) affermandosi come strumento principale di screening dei curricula dei neolaureati.
L’attrezzatura necessaria
Muniti di pc , videocamera , cuffie e microfono è così possibile accedere a colloqui conoscitivi che garantiscono alle aziende l’ottimizzazione dei tempi e la riduzione dei costi. Pensate a quanto possa essere oneroso organizzare le grandi selezioni dei neolaureati e quanto agevole invece possa dimostrarsi uno screening via webcam/Skype. Colloqui che non diventano sostitutivi di una conoscenza approfondita che dovrà necessariamente avvenire di persona ma che certamente permettono alle imprese di compiere, in modo rapido, una prima selezione dei profili più interessanti.
Il colloquio a due conserva insomma il ruolo principe nella conoscenza dei candidati ma cambiano le tecniche di selezione, e strumenti come la webcam e Skype si diffonderanno sempre più.
Il test sulle competenze
Tra l’altro, come sottolineato dalle aziende stesse, queste nuove tecnologie non servono solo a contenere le spese (aspetto di cui beneficiano anche i candidati che possono così ridurre trasferte onerose in giro per gli uffici risorse umane d’Italia). Alle imprese questo recruiting virtuale serve anche per testare da subito le competenze high tech dei candidati.
È per questo che sono soprattutto le società ITC a ricorrere ai colloqui on line. C’è modo migliore di valutare da subito le competenze legate alle nuove tecnologie, ai nuovi media, alle nuove forme di interazione e networking di cui molte aziende, orientate al digitale, non possono fare a meno? E così, tanto per fare un esempio, una multinazionale importante come la Microsoft , che compare sempre ai primi posti nelle graduatorie delle aziende in cui i neolaureati vorrebbero lavorare, assume un candidato solamente dopo averlo sottoposto a 5 colloqui di cui in genere i primi 2/3 svolti on line.
Gli sviluppi futuri
Non ci stupiremmo se presto queste modalità di recruiting diventassero pane quotidiano non solo delle grandi multinazionali e delle società ITC ma anche, ad esempio, delle ONG o di enti pubblici come le istituzioni dell’Unione Europea , o che presto potenziassero portali di servizio pubblico come Eures , la rete fortemente voluta e promossa dalla Comunità Europea per favorire la mobilità lavorativa dei cittadini del vecchio mondo. Probabilmente alcuni si sono già mossi lungo questa direzione ma solo ora si sta creando un vero e proprio movimento di interesse per questa “innovazione ” e sta nascendo l’esigenza di definire “teoricamente ” contenuti e prassi abbastanza consolidati da un punto di vista più operativo. Digitale e new media trasformano i processi di comunicazione, sociali o lavorativi che siano.
Occorre imparare a padroneggiarli per non subirli ma ricavarne un beneficio che, nel caso specifico dei processi di ricerca e selezione del personale, significa per l’azienda guadagnare competitività attraverso una gestione delle risorse umane efficace e rapida, al passo con i tempi , e per i candidati ampliare i mezzi a disposizione per rendere più fruttuosa la propria ricerca attiva del lavoro e più spendibile il proprio profilo professionale.
Il consiglio
Ma l’abito fa il monaco anche se c’è lo schermo. La presenza dello schermo a fare da tramite con il selezionatore e l’utilizzo di modalità così vicine a quelle solitamente utilizzate per chattare non devono trarre in inganno. Il colloquio è virtuale solo quanto agli strumenti di comunicazione impiegati. Tutto il resto è identico a una selezione “faccia e faccia ”. Ragion per cui valgono le indicazioni di sempre: guai ad assumere un atteggiamento amichevole (segno di scarsa professionalità) o a cedere alla tentazione di usare acronimi e diminutivi tipici del linguaggio su Internet (poca serietà). Lo stesso vale per il modo in cui ci si veste e lo sfondo visivo che appare dietro il candidato: ogni elemento deve essere scelto con cura per non dare addito a incomprensioni, ricordando per altro che il linguaggio non verbale è decisivo in
qualsiasi colloquio, almeno quanto quello che viene detto.












































