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Settore Turismo: Quali contratti?

12 ott 2010 1 commento
contratti-turismo

Emanata alla fine di settembre, la circolare n. 34 del Ministero del Lavoro stabilisce quali sono i tipi di contratti maggiormente adatti al settore turismo. Il suddetto settore, infatti, è caratterizzato da alcune particolarità che lo contraddistinguono e lo rendono degno di attenzione in questo periodo di crisi, in quanto è stato capace di offrire segnali di ripresa e di dinamismo dell’occupazione.
Sono proprio queste le caratteristiche evidenziate dal Ministro Sacconi in conclusione della circolare in cui si esaminano le numerose tipologie contrattuali utilizzabili nel settore; lo stesso Ministro ha, inoltre, chiesto “tolleranza zero” agli ispettori del lavoro per il ricorso al lavoro sommerso o irregolare. Ma vediamo nel dettaglio quali sono i contratti presi in considerazione dalla circolare.

Il contratto di apprendistato
E’ il primo contratto esaminato, soprattutto nelle forme dell’apprendistato part-time ed a cicli stagionali. Relativamente al “vecchio apprendistato” la circolare precisa che non esiste alcun minimum di orario da osservare nella stipula del contratto ma bisogna in ogni caso rispettare il limite minimo di 120 ore di formazione previste nella legge 196/97. Anche l’apprendistato professionalizzante può essere compatibile con un orario part-time ed anche in questo caso è vietato ridurre in proporzione il monte ore formativo previsto dalla disciplina regionale. Sono, però, ammesse specifiche disposizioni che possono essere introdotte dalla contrattazione collettiva o, in caso di formazione esclusivamente aziendale, dalle Regioni in accordo con le parti sociali.
E’ ammesso anche l’apprendistato stagionale, fermo restando il limite formativo minimo di 120 ore annue per ogni 12 mesi di servizio complessivamente prestato. In caso di imprese dislocate in più regioni, e quindi sottoposte a diverse discipline regionali per l’apprendistato, si applica la disciplina della regione in cui il datore di lavoro ha la propria sede legale.

Il contratto di lavoro intermittente
E’, per le sue caratteristiche di flessibilità e di semplificazione burocratica, uno dei contratti maggiormente utilizzati nel settore turismo. La circolare chiarisce l’ambito di applicazione di tale tipologia contrattuale, a cui si può far ricorso a fronte di esigenze individuate dai contratti collettivi stipulati da associazioni dei datori e prestatori di lavoro più rappresentative sul piano nazionale o territoriale, oppure nei week end, nelle vacanze natalizie o pasquali, nelle ferie estive, con riferimento a prestazioni rese da soggetti con meno di 25 anni o da lavoratori con più di 45 anni, anche pensionati.


1 commento

  1. Buongiorno,
    penso che il contratto stagionale sia quello più frequente… speriamo che tutti si ricordino di pagare le tasse :)

    Ciao,
    S.

    Rispondi

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