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Vita aziendale, arriva l’anno sabbatico

15 ott 2010 Nessun commento
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Le multinazionali dell’area consulenziale guardano con favore alle candidature legate alla “pausa”. Il fenomeno nato negli States e ormai ivi d’abitudine, da qualche tempo pare sia sbarcato anche in Italia. La T-Systems (www.t-systems.it), ad esempio, prevede la possibilità di 12 mesi di break retributiti al 30% per i dipendenti che abbiano almeno 2 anni di servizio.

Ibm (ibm.com/it/it/), invece, concede il periodo “sabbatico” anche per durate superiori e con una retribuzione pari al 35% dello stipendio totale. E ancora l’Enel (www.enel.com/it-IT/) che, oltre alla pausa per motivi di aggiornamento professionale, nutre particolare interesse per il volontariato: negli ultimi 3 anni, infatti, più di 350 dipendenti hanno usufruito di aspettative lunghe proprio per occuparsi di questo. Da segnalare, infine, anche American Express che privilegia la pausa per formazione, tanto che non ha mai rifiutato una domanda su questo fronte.

Pare dunque che il “sabbatical” sia un ottimo metodo per ridare verve ai propri lavoratori, anche se, secondo alcuni, prima di concederselo è fondamentale aver lasciato un buon ricordo di sé in azienda e soprattutto, tenersi sempre in contatto con il capo.


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