Spesso da neolaureati ci si immagina inseriti nelle grandi aziende, avviati a un percorso di sviluppo professionale nelle multinazionale dei marchi più noti e diffusi al mondo.
E così, mentre realtà come Ferrari, Coca Cola, Tetrapack, Barilla, Ikea ecc sono quotidianamente invase da una marea di candidature, strutture più piccole (le cosiddette PMI ovvero piccole e medie imprese) vengono trascurate.
Eppure il nostro sistema economico è basato proprio sulla piccola impresa.
Secondo Walter Passerini, giornalista del IlSole24Ore, “con 6 milioni di imprese, una ogni 10 abitanti, il 93% dell’occupazione in Italia è concentrato in aziende con meno di 20 dipendenti: non lo si può dimenticare quando ci si propone sul mercato del lavoro”.
Morale della favola? Non pensate che le PMI offrano meno opportunità di apprendimento, formazione e sviluppo delle GI.
“Se fino a qualche tempo fa i profili professionali delle piccole e delle grandi aziende erano nettamente diversi, ora – prosegue Passerini – le strutture organizzative sono sempre più piatte e caratterizzate dalla necessità di agire direttamente anche nelle grandi realtà“.
Attenzione solo però a come vi attivate per candidarvi: mai come per le PMI vale il discorso del passaparola inteso non come raccomandazione ma, e ne avevamo discusso tempo fa, come capacità di attivare la propria rete di conoscenze e scoprire, grazie ad amici e conoscenti, tutte quelle informazioni utili a proporci nel modo più efficace e mirato possibile.










































