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Costruirsi una identita’ in rete

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identita rete

È la nuova frontiera di Internet, quella che i professionisti chiamano Web 2.0. Finita la prima fase dei contenuti generati dall’alto come in qualsiasi altro mezzo di comunicazione, da qualche tempo la Rete è entrata nella fase avanzata. Gli utenti si trasformano da spettatori e lettori in promotori dello sviluppo e partecipano attivamente alla crescita delle informazioni che navigano nel Web. Spesso cedendo a un eccesso di protagonismo, che a volte può giocare brutti scherzi.

Tra blog e social network, l’importante è esserci
Il fenomeno che ha aperto la nuova stagione di Internet è stata l’esplosione dei blog. Un termine nato dalla contrazione di Web e Log ovvero “traccia sulla Rete” che dice tutto sulle caratteristiche e le finalità di questo strumento di comunicazione. Il blog altro non è che la trasposizione in chiave moderna del classico diario personale che tanti di noi hanno curato in fase adolescenziale. Con due differenze principali: la prima è che la mania di esserci ha contagiato tutte le età, senza più distinzioni; la seconda è che, da strumento strettamente personale, gelosamente custodito sotto chiave per tenerlo al riparo da occhi indiscreti (i genitori prima di tutto!) si è trasformato in una finestra aperta sul mondo. Anzi, la principale ragione di soddisfazione è diventata la capacità del diario online di uscire dal nucleo ristretto delle amicizie più fidate, per diventare uno spazio di condivisione delle impressioni e dei sentimenti con il maggior numero possibile di persone.

Il blog è un luogo dove si può stare virtualmente insieme agli altri e in cui si possono esprimere liberamente le proprie opinioni. Tramite questo strumento si viene in contatto con persone lontane fisicamente ma spesso vicine alle proprie idee e ai propri punti di vista. A rendere più facile il compito è la struttura della pubblicazione, accessibile anche a chi non ha conoscenze avanzate in campo informatico.

Costruire un proprio blog è semplice: bastano pochi minuti e non sono previsti costi, a meno che non si scelga una piattaforma con servizi avanzati. La piattaforma di pubblicazione più utilizzata è WordPress , realizzata con linguaggio PHP e aperta all’aggiornamento da parte di tutti gli internauti. Negli ultimi anni si sono sviluppati numerosi network e aggregatori come il servizio Blogger di Google, Splinder, Il Cannocchiale e Blogosome.

Chi non vuole limitarsi alle guide presenti in Rete, può approfondire la conoscenza del mondo blog attraverso uno dei libri pubblicati sul tema negli ultimi anni. Tra gli altri segnaliamo “Come si fa un blog” di Sergio Maistrello (editore Tecniche Nuove) e “Il mio blog” di Dario Banfi (editore Apogeo).

Social network e comunità virtuali
La firma sul blog può essere quella dell’autore o uno pseudonimo: le società che offrono questo servizio non pongono condizioni in tal senso. Alcuni blogger preferiscono farsi conoscere in prima persona, altri invece trincerarsi dietro un nome di fantasia. La vera identità è un must, invece, nelle community virtuali, che offrono agli utenti la possibilità di farsi conoscere da una platea potenzialmente sconfinata.

Myspace è il servizio più utilizzato dai musicisti che non hanno un’etichetta pronta a sostenerli, ma anche da semplici appassionati di musica e utenti che vogliono condividere pensieri e impressioni. Anche in questo caso, il sistema di pubblicazione è elementare e bastano pochi minuti per costruire un proprio spazio in cui discutere di qualsiasi argomento, dall’attualità alle passioni personali, dalla politica allo sport.
Accanto a Myspace si sono diffusi negli ultimi anni anche alcuni social network di carattere professionale. Community nelle quali si entra solo su invito di uno dei membri che servono a stabilire occasioni di contatto e business con potenziali partner e colleghi. I più famosi sono Linkedin e Viadeo: l’utente inserisce il proprio curriculum formativo e professionale e crea un collegamento (link) con altri professionisti in giro per il mondo. Un’alternativa ludica ai due programmi citati è Facebook, nato nel 2004 per iniziativa di Mark Zuckerberg, all’epoca studente all’Università di Harvard, con l’intento di ritrovare i vecchi amici di liceo sparsi per gli Stati Uniti. Da lì al successo il passo è stato breve, tanto che oggi Facebook risulta stabilmente nella classifica dei dieci siti Web più visitati al mondo.

I rischi della sovraesposizione online
La voglia di protagonismo può, tuttavia, essere un’arma a doppio taglio. La penetrazione di questi siti ha portato alcuni studiosi a evidenziare i pericoli per la privacy degli utenti. I giovanissimi che frequentano, anche per svariate ore al giorno questi servizi concependoli come una forma di socializzazione post-moderna, corrono il rischio di incontrare sconosciuti, che possono carpire la sensibilità e l’ingenuità tipiche di quell’età con finalità delittuose.

Non solo: i rischi riguardano anche gli utenti in età adulta, che mettono in Rete informazioni di carattere personale. Le minacce principali riguardano la riservatezza dei dati e l’integrità dei sistemi informatici. Spesso ci si lascia andare a commenti di natura politica o sulle questioni di attualità, che potrebbero essere passati al setaccio dai selezionatori prima del colloquio di lavoro. In molti casi, la presenza all’interno del social network si rivela un viaggio di sola andata: ci sono numerosi casi di utenti che hanno provato a cancellare le tracce di quanto rilevato sulla propria personalità nei mesi o negli anni passati, senza alcun successo. La distanza con le sedi fisiche di questi network e la virtualità tipiche del Web hanno reso più complicato il lavoro, tanto che in molti casi non sono bastate nemmeno le minacce di azioni legali. Il consiglio, dunque, è di prestare la massima attenzione: è giusto approfittare delle possibilità di pubblicazione online dei propri pensieri e dati personali, ma solo dopo aver vagliato i rischi che si corrono.

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