La scelta del Master dovrebbe basarsi principalmente su due indicatori: le proprie aspirazioni e attitudini da una parte, le richieste del mercato dall’altra. Scegliere un percorso formativo in un settore che ha buone opportunità occupazionali, ma è molto distante dalla propria persona può rivelarsi un errore. Se non ci si sente portati per un determinato profilo formativo è alto il rischio di doversi pentire successivamente: non dimentichiamo che la frequenza di un corso specialistico è un investimento tanto in termini economici, che di tempo da dedicare. Allo stesso modo, non si può trascurare l’importanza della domanda di mercato: settori come il commerciale e il marketing sono probabilmente meno attrattivi per molti neolaureati rispetto ai temi umanistici, ma offrono indubbiamente maggiori opportunità occupazionali.
Fatta questa prima valutazione, occorre continuare ad approfondire l’offerta di ciascun corso. Ci sono Master con una denominazione simile – se non addirittura analoga – che in realtà presentano programmi molto differenti tra loro. Ecco perché è utile scaricare dai siti Internet delle diverse scuole l’intero programma e metterlo a confronto con altre proposte da una parte e con la propria preparazione dall’altra: potrebbe così emergere che un corso è più indicato per colmare alcune lacune personali e per specializzarsi in una nicchia promettente del mercato. Così come scandagliare tra amici, conoscenti e siti Internet i pareri di chi già ha fatto quel percorso. In ultima istanza è consigliabile contattare gli organizzatori per un colloquio orientativo: in occasione di un incontro “faccia a faccia”, infatti, sarà più facile trovare risposta ai propri dubbi e capire se quel corso è il più indicato per il proprio profilo.
Questa procedura dovrebbe consentire di restringere le opzioni disponibili: a questo punto può essere utile esaminare le metodologie di insegnamento. Alcuni corsi, infatti, privilegiano la didattica frontale offrendo così una preparazione più solida, ma prevalentemente teorica. Altri riservano una quota importante del programma formativo alla pratica, con diversi accenti: in alcuni casi sono centrali i laboratori, in cui gli allievi mettono alla prova le conoscenze acquisite in aula con l’assistenza dei docenti; in altri, invece, ci sono testimonianze e case history presentate da aziende partner del corso, che possono offrire l’opportunità di entrare in contatto con le aziende; altri ancora, infine, dedicano ampi spazi a project work e stage aziendali, con la possibilità di farsi conoscere direttamente sul luogo di lavoro.
Legato a questo discorso è la valutazione della faculty: grandi nomi del mondo accademico, impegnati nel programma di formazione, possono offrire un valore aggiunto in termini di preparazione, mentre esponenti del mondo aziendale possono rivelarsi contatti più importanti in termini occupazionali. Lo stesso discorso coinvolge il placement: non basta iscriversi a un Master di un grande ateneo o di una scuola privata di prestigio per assicurarsi di essere seguiti a fine corso, durate i primi passi della propria carriera lavorativa. Ufficialmente tutti gli enti promotori propongono servizi di placement, ma nei fatti non tutti funzionano con la stessa efficacia. Anche in questo caso la controprova può arrivare soltanto da un colloquio con gli organizzatori e da contatti diretti con gli ex-allievi, oltre che dai legami con le aziende. Sono preferibili i Master che includono sin dal principio una buona lista di sponsor industriali e testimonianze dalle imprese meglio ancora se con stage incluso.












































