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Il presidente di Escp: “Un premio al nostro approccio internazionale”

24 set 2010 1 commento
Daniele Ciravegna, presidente di Escp Europe, Torino campus

Daniele Ciravegna è presidente Escp Europe, Torino campus. Con lui abbiamo commentato il risultato raggiunto dal network internazionale, indicato dal Financial Times come organizzatore del miglior Master in Management al di fuori degli Stati Uniti.

D: Come avete accolto il riconoscimento del Financial Times?

R: Si tratta dei frutti di un lavoro congiunto tra i cinque campus di Torino, Parigi, Londra, Berlino e a Madrid. Sin dall’inizio abbiamo puntato su un approccio della formazione rivolto all’internazionalizzazione, un elemento ormai indispensabile, ma che finora nel campo della formazione accademica ha avuto uno scarso riconoscimento. Il fatto che al risultato abbiano contribuito in modo rilevante i giudizi rilasciati dagli studenti del MiM, e in particolare di quelli di origine italiana, ci dà motivo di essere particolarmente soddisfatti e orgogliosi del risultato ottenuto.

D: Quali sono gli ingredienti che hanno portato a questa affermazione?

R: Detto dell’approccio internazionale, vorrei sottolineare la possibilità per gli studenti, che abbiano svolto due anni di studio universitario nel campo dell’economia, di intraprendere un percorso ulteriore di tre anni (in tre Paesi diversi, con corsi tenuti nella lingua locale, con stage qualificati in ciascun paese), con un programma unico che permetterà allo studente di conseguire anche il titolo di laurea magistrale di ognuno dei paesi in cui avrà passato con buoni risultati un anno di studio.

D: Quali, invece, i tratti caratteristici del master?

R: Sono soprattutto tre: una didattica incentrata sull’approccio “per casi” dove quindi si apprendono nozioni attraverso l’esame diretto del comportamento delle imprese. Quindi, una grande attenzione all’organizzazione di stage qualificati, che gli studenti svolgono in tre diversi paesi, uno per ogni anno di Master. Infine  lo strumento dell’apprendimento linguistico, con tre idiomi studiati.

D: Qual è il contributo di Torino al network?

R: Va principalmente in due direzioni: ormai siamo i secondi per reclutamento dopo Parigi. Quest’anno abbiamo ricevuto quasi 300 richieste e selezionato 57 studenti (19% la percentuale di selezione). Inoltre contribuiamo alla creazione di alcuni nuovi prodotti formativi, che vengono prima sperimentati in Italia e poi adottati anche dagli altri campus. Mi riferisco per esempio al GMP – General management Programme -, corso executive pre MBA per manager d’azienda, lanciato dal campus italiano alcuni anni fa.


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