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Benefit aziendali: retribuiti, motivati e contenti

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Benefit aziendali: retribuiti, motivati e contenti

Se la valutazione finanziaria fornisce il fattore decisivo per la performance di un’impresa, la manodopera resta la fonte di produttività, innovazione e competitività. Le imprese, grandi o piccole, dipendono dalla qualità della propria manodopera. Qualità che non viene misurata considerando soltanto gli anni di istruzione ma anche rispetto alla capacità dei lavoratori di riprogrammarsi in capacità e conoscenze e pensare secondo obiettivi in cambiamento, in un ambiente d’impresa in evoluzione.
Il talento è il fattore chiave della produzione. E’per questo che in un mercato del lavoro così competitivo e flessibile, le aziende ricorrono a svariati incentivi, monetari e non, per trattenere i loro dipendenti più talentuosi.Stock options
La strategia più importante per legare i dipendenti all’azienda è il pagamento parziale in diritti d’opzione (stock option), per condividere i risultati aziendali.

Questo vincola il destino del dipendente al successo dell’azienda: almeno fino a che il dipendente non mette da parte abbastanza denaro per essere indipendente. Per i dipendenti, il pagamento in stock option fa rivivere la vecchia ideologia anarchica dell’autogestione d’impresa, perchè diventano coproprietari, coproduttori e cogestori dell’impresa.

Autonomia, coinvolgimento e proprietà cooperativa, però, hanno un prezzo: l’impegno totale verso il progetto d’impresa, ben oltre quanto è stipulato dalle clausole contrattuali. Per questi professionisti, ad esempio, il tempo di lavoro di 65 ore settimanali è la norma. E quando si avvicina il momento di chiudere un importante progetto, non esistono nemmeno le notti di riposo.

La formula “stock option” è una strategia utilizzata soprattutto dalle imprese che operano nei mercati finanziari e in Italia, ad esempio, può essere utilizzata per il pagamento dei dipendenti soltanto dalle società quotate in borsa.

Fringe aziendali
Altri tipi di “benefit aziendali”, che potremmo definire “soft”, invece, possono riguardare svariate imprese: dalla più grande alla più piccola.

Con questo genere di benefit, l’azienda offre al lavoratore una serie di agevolazioni e di libertà, in cambio pretende flessibilità e attaccamento al lavoro. Molto importanti in questo contesto sono i cosiddetti “fringe benefit”. Si tratta di una serie di emolumenti retributivi che vengono esposti nella busta paga dei lavoratori dipendenti o dei collaboratori a progetto e che hanno una caratteristica comune: quella di non essere immediatamente determinabili in moneta in quanto si riferiscono a speciali trattamenti cosiddetti “in natura” di cui gode il dipendente o il collaboratore nell’ambito del rapporto di lavoro che lo lega ad un datore di lavoro.

Le categorie principali di “fringe benefit” in busta paga sono: l’auto aziendale, il telefono cellulare, i buoni mensa, l’alloggio, le polizze assicurative vita, le cessioni di prodotti aziendali a particolari condizioni di favore, il prestito personale ai dipendenti a tassi inferiori a quelli di mercato, ecc.

In generale, dunque, ogni qual volta un dipendente o un collaboratore utilizza un bene o un servizio specifico oppure usufruisce della soddisfazione di un bisogno in costanza di rapporto di lavoro, allora si tratta di un “fringe benefit”. Una sorta di “welfare” aziendale, dunque, in cui l’azienda è in grado di fornire cura ed assistenza ai propri dipendenti col vantaggio di risparmiare sugli stipendi e di dare ai dipendenti forti spinte motivazionali.

In Italia, ad esempio, si sta diffondendo la cosiddetta “no sleeping company” che rappresenta un modello di gestione aziendale per cui i dipendenti stanno in azienda non soltanto nel tempo di lavoro ma anche nel tempo libero: hanno, infatti, la possibilità di fare colazione, il pranzo e la cena sul posto di lavoro; in caso di stress, possono usufruire del massaggiatore aziendale; hanno la possibilità di tenersi in forma, grazie a palestre, piscine e consulenti specializzati; hanno il vantaggio di portarsi a lavoro il proprio bebè grazie alla presenza di nido aziendali; e ancora il medico, l’estetista e il parrucchiere. Una serie di servizi, dunque, che un tempo erano a carico ma soprattutto a spese dei dipendenti.

A questa funzione, assolvono anche i “buoni pasto”, i “ticket di trasporto”, i “clean way” . La differenza fondamentale col precedente modello sta nel fatto che questi tipi di benefit possono essere consumati al di fuori delle mura aziendali. In questo modo viene garantito un maggior grado di autonomia e libertà: posso decidere se usare il buono pasto per mangiare al fast food nei pressi dell’ufficio o cumularlo per fare la spesa; il buono di trasporto posso utilizzarlo per fare benzina o comprare l’abbonamento autobus e metro; col “clean way”, invece ho la possibilità di portare i panni sporchi in varie lavanderie convenzionate a prezzi molto vantaggiosi.

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