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Dinamismo e elasticita’ le doti per lavorare nella moda

07 apr 2008 Nessun commento
Dinamismo e elasticita' le doti per lavorare nella moda

La conoscenza del mercato, la dimestichezza con la clientela e la capacità di risolvere situazioni difficili sono competenze che si possono acquisire con l’esperienza. Lo stesso non vale, invece, per l’elasticità e il dinamismo.
Ecco perchè i selezionatori del settore moda pongono al primo posto tra le competenze richieste a un neolaureato la creatività e la capacità di portare innovazione. Ne abbiamo discusso con Luigi Castellani, partner e fondatore di Suitex International.

D: Spesso gli annunci di lavoro nel settore richiedono ai candidati un forte dinamismo. Cosa si intende?

R: Chi lavora nel mondo della moda ha la necessità di tenersi al passo con i gusti dei consumatori, per cui deve essere pronto a evolvere continuamente. Il dinamismo riguarda sia la disponibilità a muoversi e viaggiare, sia la capacità di assicurare all’azienda un valore aggiunto in termini di creatività e innovazione.
Le aziende del fashion cercano, inoltre, persone che sappiano creare relazioni e lavorare in gruppo, crescere all’interno di una squadra che sa lavorare insieme. Un altro requisito fondamentale per farsi apprezzare in sede di selezione è la conoscenza delle lingue straniere, fondamentale in un mercato che si muove su scala internazionale. Quindi, è fondamentale una conoscenza dell’inglese e di almeno un’altra lingua.

D: Quali sono le lauree e i percorsi specialistici più indicati per entrare nel settore?

R: Dipende dalla professione che si aspira a svolgere. Le lauree in Economia e Lingue sono quelle più indicate per quanto riguarda l’export area manager e il product manager, mentre le lauree a indirizzo umanistico aprono la strada alla professione di direttore di Negozio. Il responsabile della logistica, invece, arriva solitamente da una laurea in Ingegneria con indirizzo gestionale. Non vanno poi dimenticati i diplomi tecnici per figure professionali specifiche come il designer/stilista.

D: Spesso il mondo della moda è accusato di essere un circolo chiuso. Quali sono i canali d’ingresso nel settore?

R: Solitamente il neolaureato parte da uno stage. È un periodo importante per apprendere le prime nozioni operative e per capire se si tratta della professione più adatta al proprio profilo. Anche uno stage inizia con un colloquio, durante il quale non saranno approfondite le precedenti esperienze quanto le motivazioni e le caratteristiche personali.


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