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Stage, orientarsi tra le offerte

14 set 2010 Nessun commento
compass in hand

Rispondere a un annuncio di stage e non sapere bene per quale lavoro ci si sta candidando. E’ questa l’esperienza che vivono quasi tutti i neolaureati al momento del primo approccio con il mondo del lavoro, e poiché gli ambiti lavorativi sono tanti e diversissimi, ecco la prima parte di una guida che aiuta a capire meglio quali sono le figure più ricercate e, soprattutto, di che cosa si occupano.

Stagista per l’area marketing/vendite. Prima di tutto occorre precisare che cosa deve intendersi per marketing. Una delle definizioni possibili, anche se non esaustiva, è quella secondo cui il marketing attiene alla pianificazione delle politiche aziendali rivolte al consumatore, pertanto il marketing è anche analisi attenta dei gusti, delle preferenze, degli orientamenti di quella fetta di mercato che si intende conquistare. La qualità, il prezzo, le proprietà del prodotto o del servizio che si vuole vendere, il tipo di pubblicità che si è scelta, la grafica adottata per rendere più appetibile la merce sono tutti elementi che definiscono il “carattere” del brand (il modo in cui questo parla alla gente, per intenderci) e che servono ad  individuare un pubblico di destinazione preciso. Al giovane stagista, dunque, non si richiede che di convincere sempre nuovi clienti a comprare, allargando così gli orizzonti del mercato di riferimento. Questo spiega perché sia così frequente imbattersi in annunci di stage rivolti anche a non laureati in Economia. Per fare questo lavoro, infatti, è importante “saperci fare”, certo sarebbe ancora meglio se a quest’attitudine si accompagnasse anche una formazione di taglio economico.

L’account nelle agenzie pubblicitarie e di comunicazione. Anche in questo caso ad essere premiata è l’abilità del laureato a relazionarsi con il pubblico. L’account, infatti, si preoccupa di consolidare i rapporti già acquisiti con i vecchi clienti e di farsene dei nuovi andando a proporre in giro tutti i vantaggi di una comunicazione pubblicitaria efficace. E’ l’anello di congiunzione tra il cliente e la direzione creativa che è chiamata a realizzare il progetto di pubblicità. In questo tipo di lavoro, quindi, la parte commerciale si incastra perfettamente con quella creativa. L’account illustra nei suoi incontri anche il lavoro svolto dall’agenzia per altri committenti, una sorta di biglietto da visita con cui si presenta al nuovo cliente e cerca di “sedurlo”, tentandolo magari ad adottare soluzioni simili a quelle già suggerite per altri. Ovviamente sarà sempre necessario calibrare il tutto con i bisogni reali della persona che si ha di fronte, fare i conti con la sua disponibilità a investire, sapendo bene che i diversi mezzi di comunicazione (annunci su stampa, radio, Tv, cartellonistica, ecc.) non potranno mai essere proposti alla stessa maniera, quasi non vi fosse alcuna differenza tra di loro. Il piccolo commerciante, infatti, potrebbe non essere interessato a “passare” in Tv con uno spot (non ne avrebbe l’ambizione, né le risorse), ma potrebbe invece essere tentato dall’acquisto di uno spazio su strada (per esempio una banale tabella) che indichi con precisione la via del suo negozio! E’ evidente, allora, come già detto all’inizio, che una certa empatia, spigliatezza, fiuto psicologico, buona dialettica contano quasi più del tipo di laurea che si ha in mano, per questo motivo lauree “generiche” e flessibili come Scienze della Comunicazione, Scienze Politiche, Sociologia, inclusa la stessa Economia, e perché no Psicologia!, trovano spesso in questo genere di posizioni una loro collocazione.

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