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Carenza di risorse qualificate in amministrazione e finanza

04 giu 2009 Nessun commento
Carenza di risorse qualificate in amministrazione e finanza

Da un’indagine condotta a livello mondiale da Robert Half emerge che si allungano i tempi di selezione e diminuiscono i profili specializzati

Le aziende italiane faticano ancora a trovare candidati qualificati nelle aree amministrazione e finanza. Le maggiori difficoltà riguardano gli ambiti della gestione finanziaria (13%), il controllo di gestione (12%) e la contabilità (9%), insieme alle posizioni  specifiche del Direttore Finanziario (16%), Senior Controller (12%), Junior Controller (8%) e Chief Financial Officer (8%).A dichiararlo sono 4.800 direttori finanziari e delle risorse umane di 21 Paesi del mondo, tra cui l’Italia, intervistati da Robert Half per la terza relazione annuale Global Financial Employment Monitor.
Le difficoltà emergono già in fase di selezione, poiché i datori di lavoro devono dedicare sempre più impegno e tempo ai colloqui con l’obiettivo di individuare il candidato ottimale. In media, in Italia il reclutamento di una figura di staff richiede 7 settimane e 3,3 colloqui (contro la media mondiale di 6,8 settimane e 2,8 colloqui), tempi che salgono rispettivamente a 10,5 e 4,4 quando si ricercano livelli manageriali (contro 8,5 e 3,2 del totale globale).
L’indagine si sofferma anche sulle competenze richieste ai livelli executive, che gli intervistati individuano nella comprensione dei mercati internazionali (41%), l’esperienza in aziende pubbliche (32%), il background legale (31%) e la conoscenza del settore di riferimento (30%). Solo il 26%, invece, ritiene importante possedere competenze specifiche a livello di compliance regolatoria, contro il 42% del totale degli intervistati.
L’attuale contesto economico ha certamente influito sulla struttura degli uffici amministrazione e finanza delle aziende. Lo sostiene il 38% degli intervistati, che evidenzia come nel corso di un anno l’organizzazione del personale sia cambiata in termini di blocco delle assunzioni (39%), consolidamento di ruoli (36%), assunzione di nuovo personale (33%). A sorpresa emerge che solo il 21% degli intervistati italiani ha assistito a tagli di personale presso la propria azienda, contro il 37% della media globale.
Secondo il Global Financial Employment Monitor la crisi ha contribuito a far aumentare i carichi di lavoro (43%), lo stress (43%), il malumore tra i lavoratori (34%) e gli straordinari (20%). È vero, tuttavia, che ha portato con sé anche un diverso approccio dei manager alla gestione dei propri dipendenti: il 44% degli intervistati afferma che i carichi di lavoro sono stati ridistribuiti tra i membri dei diversi team, il 32% che diversi progetti sono stati posticipati, il 20% che è aumentata la comunicazione tra manager e staff. Un ulteriore 20% rileva come sia cresciuto il ricorso a professionisti temporanei o a progetto.
“Lo studio evidenzia un trend significativo, soprattutto se contestualizzato nell’attuale quadro economico: le aziende italiane hanno sempre più bisogno di solide figure amministrative e finanziarie, consapevoli che queste siano un asset decisivo per essere competitivi sul mercato”, commenta Vittorio Villa, Managing Director di Robert Half. “È opportuno sottolineare, tuttavia, come allo stesso tempo i manager sono portati a sviluppare strategie più efficaci per evitare la perdita dei dipendenti di maggior valore, ad esempio ripensando la struttura dei propri team o ridistribuendo i carichi di lavoro.”
Il Global Financial Employment Monitor di Robert Half è disponibile sul sito www.roberthalf.it

Per ulteriori informazioni:
MS&L Italia
Ufficio stampa Robert Half International
Emanuela Locci / Valentina Ottobrini
Tel 02.77336.248 / 216
emanuela.locci@mslworldwide.com / valentina.ottobrini@mslworldwide.com


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