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Progetto Erasmus: il futuro è multiculturale

01 lug 2009 1 commento
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Un periodo da tre mesi a un anno in un paese europeo per confrontarsi con un’altra lingua e cultura. È la ricetta dell’Erasmus, il programma che promuove la mobilità degli studenti all’interno della Comunità europea, favorendo la frequentazione dei corsi di laurea nelle varie università d’Europa.
Il progetto deve il suo nome all’olandese Erasmo Da Rotterdam, che viaggiò attraverso tutta l’Europa per comprenderne le differenti culture.
Sulla strada del celebre umanista, l’Erasmus permette a ciascun studente europeo di studiare in una università straniera o, in alternativa, di effettuare un tirocinio in un paese presente all’interno dell’Unione per un periodo che oscilla dai tre ai dodici mesi.
È possibile spostarsi anche in alcuni paesi associati all’Unione come Liechtenstein, Islanda o Norvegia. In questo modo è possibile integrare il proprio curriculum accademico con un periodo di studi in un altro paese partecipante al progetto, nel corso del quale è possibile seguire le lezioni e sostenere gli esami del proprio corso di laurea.
Dalla sua creazione, hanno aderito al progetto oltre un milione e mezzo di studenti. Attualmente sono 2.199 le istituzioni universitarie dei trentuno paesi europei che aderiscono al progetto Erasmus.

Le borse della Comunità europea
L’Erasmus prevede borse di studio, circa 200 euro mensili, messe a disposizione dalla Comunità europea e dall’università d’origine dello studente in particolare a copertura delle spese di viaggio e delle differenze del costo della vita. La somma ricevuta è composta da un fisso mensile, considerando la differenza del livello di spesa, e da una quota variabile che muta in base alla fascia di reddito. Alcuni atenei integrano la somma base con propri stanziamenti.
Aderendo al programma Erasmus, lo studente ha diritto alle seguenti agevolazioni: iscrizione gratuita presso l’università ospitante; possibilità di usufruire, a prezzi scontati, dei servizi della sede ospitante (mense, collegi, strutture sportive, attività ricreative, corsi di lingua); copertura assicurativa; aiuti economici da parte dello Stato del paese straniero per coloro che devono provvedere a pagarsi un alloggio; sconti per tutto ciò che riguarda il vitto, le attività per il tempo libero, i beni di consumo e gli spostamenti.

I requisiti per partecipare
La partecipazione è aperta a tutti gli studenti iscritti a corsi di laurea, diplomi universitari, accademie di belle arti, Isef, istituti superiori per le industrie artistiche, scuole superiori interpreti e traduttori. Sono compresi anche coloro che sono in fase di dottorato o di specializzazione.
Anche se le modalità di selezione variano da ateneo in ateneo, vi sono alcuni requisiti comuni: che il programma Erasmus sia attivo nell’università di interesse; che il candidato siano iscritti ad anni successivi al primo; che lo stesso abbia superato tutti gli esami del primo anno di studi; è richiesta una conoscenza adeguata della lingua del paese di destinazione.

I passi principali per accedere al programma
Il bando è generalmente consultabile nel mese di gennaio, presso il sito internet di ciascuna facoltà. Le candidature vengono valutate da un’apposita commissione che provvede a creare le graduatorie entro il mese successivo, ossia circa quarantacinque giorni dopo la scadenza della presentazione delle domande di partecipazione.
L’anno seguente lo studente ammesso può partire nel semestre prescelto e svolgere gli esami nell’università ospitante facendosi poi riconoscere le prove svolte anche nell’università del proprio paese dopo un lasso di tempo di circa due mesi. Per gli studenti esclusi dalle graduatorie esiste la possibilità di essere ripescati nelle destinazioni per le quali nessuno ha fatto richiesta.
Lo studente può scegliere il paese (in genere al massimo tre) per cui intende presentare la propria candidatura.
Per questo è consigliabile documentarsi in anticipo sulle università indicate dal bando e sui loro programmi di studio.
Nello specifico, la selezione avviene considerando i seguenti criteri: numero di esami regolarmente sostenuti entro la terza sessione del precedente anno accademico, in relazione all’anno di iscrizione e alla media dei voti riportati; colloquio con i docenti responsabili del programma Erasmus, previa una preselezione effettuata in base ai curricula degli studenti.

L’Erasmus come esperienza formativa

Per molti studenti universitari europei il programma Erasmus rappresenta l’occasione per vivere all’estero in maniera autonoma e indipendente per la prima volta. Questo ha permesso al progetto di diventare molto popolare fra gli studenti universitari europei e di imporsi come una sorta di fenomeno culturale.
Questo perché l’Erasmus non sembra incoraggiare soltanto la fase di apprendimento e di comprensione della cultura ospitante ma anche un senso di comunità tra gli studenti appartenenti a paesi diversi.
Insomma, l’esperienza europea è vissuta non solo come un momento universitario ma anche come un’importante occasione per imparare a confrontarsi e a convivere con culture diverse, oltre che come un momento in cui lo studente inizia per la prima volta ad assumersi delle concrete responsabilità.

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