Onu, Ocse, imprese che operano nei paesi in via di sviluppo e organizzazioni non governative. Costruirsi una carriera nel mondo della cooperazione è in cima ai sogni di migliaia di giovani italiani, che puntano al binomio lavoro-impegno.
La mancanza di specifici percorsi accademici nel settore ha favorito negli ultimi anni il fiorire di numerosi corsi di specializzazione, in cui si alternano periodi di studio in aula ed esercitazioni sul campo, presso prestigiosi organismi internazionali.
A Pavia si diventa manager per lo sviluppo
Lo Iuss (Istituto Universitario di Studi Superiori) di Pavia organizza un Master universitario internazionale in Cooperazione allo sviluppo destinato ai laureati che puntano a un lavoro in organismi come l’Onu e le sue agenzie, l’Unione Europea, l’Ocse, la Banca Mondiale, le imprese che operano nei paesi in via di sviluppo e le organizzazioni non governative di cooperazione internazionale.
Al termine del corso in aula è in programma uno stage presso organizzazioni non governative o enti e organizzazioni nazionali e internazionali che si occupano di cooperazione. Il corso, aperto a 30 laureati, si svolge in lingua inglese, per cui ne è quindi richiesta l’ottima conoscenza e padronanza. La tassa di iscrizione ammonta a 5.000 euro, con la possibilità di accedere a borse di studio a copertura totale o parziale.
Dalla formazioneall’emergenza, opportunità alla Lumsa
Tre corsi per altrettanti profili specifici nel campo della cooperazione: è l’offerta della Lumsa di Roma. La prima opportunità è il Master in Migrazioni: Politiche e Risorse per la coesione sociale, organizzato in collaborazione con Scalabrini International Migration Institute. Obiettivo del corso è fornire gli strumenti per analizzare le politiche necessarie per favorire la coesione sociale e studiare le iniziative necessarie per facilitare l’integrazione tra cittadini e immigrati. Il corso è destinato a laureati di primo e secondo livello e a chi opera nel mondo dell’educazione e vuole essere attrezzato per far fronte alla presenza crescente di studenti provenienti da contesti extraeuropei.
Complessivamente sono previste 1.500 ore di formazione, tra lezioni frontali, studio individuale assistito e tirocinio, con frequenza obbligatoria per almeno tre quarti delle lezioni. Il numero massimo di ammessi ammonta a 30 unità. Le lezioni si svolgono il venerdì (ore 9.20-12.45 e 15.00-18.30) e il sabato (8.30-13.25).
La seconda offerta della Lumsa è il Master in Pianificazione e Gestione di Progetti Europei di Formazione, alla prima edizione. Si tratta di un percorso formativo indirizzato a formare esperti in pianificazione e gestione di corsi finanziati con fondi pubblici (a carattere europeo e nazionale).
Quindi, l’obiettivo di chi sceglie di seguire il master può essere lo sbocco in organizzazioni internazionali e nazionali, come l’Unione Europea, gli organismi non governativi, le pubbliche amministrazioni centrali e periferiche, gli organismi di rappresentanza delle parti sociali o gli enti di formazione. Di solito questi professionisti vengono inquadrati contrattualmente con il profilo di project manager, a indicare le mansioni di sviluppo e realizzazione di progetti che possono spaziare dall’analisi dei fabbisogni all’orientamento e counseling, dalla valutazione degli interventi, al budgeting e alla gestione finanziaria attraverso l’utilizzo di fonti pubbliche di finanziamento. Tra i temi oggetto di studio ci sono: la storia, le istituzioni e gli organi dell’Unione Europea; le diverse tipologie di atti comunitari; il sistema delle sovvenzioni e dei finanziamenti; le politiche comunitarie in materia di formazione.
Il ventaglio di offerte dell’ateneo privato capitolino è completato dal Master in Psicologia dell’Emergenza e Psicotraumatologia, gestito dal Consorzio Interuniversitario FO.R.T.UN.E. Come indica lo stesso titolo, il corso punta a formare una rete nazionale di psicologi per gestire le variabili psicologiche delle situazioni di emergenza come alluvioni, terremoti e incidenti stradali. Tra le materie oggetto di studio figurano: il sistema di soccorsi (Protezione Civile, Croce Rossa e così via); i comportamenti post-traumatici; le tecniche di sostegno psicologico nelle emergenze. Destinato a laureati in Sociologia, il master dura dodici mesi con un monte di 1.500 ore.
L’ateneo di Pisa forma i professionisti della pace
Gestione dei Conflitti Interculturali e Interreligiosi è il titolo di un master organizzato dall’Università di Pisa e destinato a formare professionisti nell’analisi dei contesti sociali e culturali, secondo un approccio interdisciplinare. Aperto a 25 studenti, il corso dura un anno e rilascia 60 crediti formativi.
Sempre a Pisa, il Cisp (Centro interdisciplinare di Ateneo Scienze per la pace) promuove un Master in Gestione dei conflitti socio-ambientali. Il contesto è simile al precedente, tuttavia con un focus rivolto soprattutto alle tensioni che possono nascere in seguito a fenomeni e trend di tipo sociale e ambientale. Il master dura dodici mesi ed è aperto a un massimo di 25 partecipanti. La frequenza è obbligatoria e permette di conseguire 25 crediti formativi.












































