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Dall’analisi delle retribuzioni, buone prospettive per i laureati

20 feb 2008 Nessun commento
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Le dinamiche che hanno caratterizzato l’andamento salariale nel 2007 sono state registrate e a breve i dati saranno noti a tutti. Intanto analizziamo ulteriormente l’andamento che ha caratterizzato il 2006: si riduce, seppure di poco, la distanza che separa chi sta nel bel mezzo della mischia degli uffici da chi invece li dirige.
Secondo i dati di Od&M Consulting, infatti, gli impiegati hanno ripreso ai dirigenti più di un punto percentuale con una retribuzione totale lorda che in media si aggirava, nel 2006, intorno alle 26.683 euro. Un recupero parziale, dunque, ma pur sempre un recupero.

Però, la medaglia ha sempre due facce. In questo caso, l’altro lato è rappresentato dall’ aumento del costo della vita che in realtà svuota le tasche degli impiegati soprattutto nelle grandi città. Quindi, il peso dell’aumento salariale registrato si riduce ulteriormente.
A livello strutturale, poi, mentre il Nord-Est continua a fornire performance migliori rispetto al Nord-Ovest, il Centro e il Sud hanno rallentato il ritmo di crescita e dopo anni di progressivo allineamento anche il divario tra uomini e donne, l’altra forbice retributiva strutturale, torna ad allargarsi.

Per quanto riguarda gli under 30, nonostante il crescente trend che ha caratterizzato gli ultimi anni, se prendiamo in considerazione i livelli d’inflazione e il costo della vita nei suoi aspetti più particolari (affitti, mobilità etc.), il tesoro dei neolaureati rimane esiguo.
Inoltre, se è vero che i laureati guadagnano ancora qualche euro in più rispetto ai coetanei diplomati, è altrettanto vero che le differenze si sono assottigliate.

Il differenziale di crescita, dice Mario Vavassori, presidente di OD&M, si spiega con il fatto che i laureati scontano sempre di più il processo di apprendimento attraverso il quale devono passare quando entrano nelle imprese. Hanno studiato di più, questo è vero, ma quando entrano in azienda si trovano coinvolti in un iter per capire come funziona l’azienda che può durare anche a lungo. Così, finisce che l’azienda tende a riconoscere di più il diplomato perchè è già “produttivo” e in qualche modo ha scontato con uno stipendio inferiore il suo ingresso sul mercato del lavoro.

Se confrontiamo le retribuzioni specifiche degli impiegati di età compresa tra i 24 e i 30 anni (target formato soprattutto di diplomati) con le retribuzioni che nel 2006 finivano nelle tasche dei laureati under 30, si fa una triste scoperta: un impiegato di età compresa tra i 24 e i 30 anni percepiva una retribuzione totale lorda che si aggirava in media intorno ai 23.498 euro. I laureati under 30 con 1 o 2 anni di esperienza, invece, guadagnavano mediamente 21.747 euro. Non meglio i laureati under 30 con 3 o 5 anni di esperienza, la cui RTL, era in media pari a 22.213 euro.
Questi dati, però, non devono allarmare in quanto frutto di profonde e dicotomiche differenze a livello strutturale: Nord -Sud; Grande impresa-Piccola impresa; Senior-Junior; Maschi-Femmine. Un ruolo decisivo, poi, è stato giocato dalle varie aree funzionali.

Nello specifico, per i laureati under 30, le retribuzioni più alte nel 2006 sono state quelle di Direzione generale (25.507 euro), Marketing, Comunicazione e Commerciale (24.391 euro) e Produzione, Produzione del sevizio, Qualità e Manutenzione (24.080), mentre quella inferiore è stata registrata nelle risorse umane (22.896 euro). Quindi, nel periodo compreso tra il 2001 e il 2006, accanto ad aree la cui crescita è stata significativa – Amministrazione, Finanza e Controllo (+6,8%), Direzione generale (+6,6%) – ce ne sono alcune come l’IT, la cui crescita è stata quasi nulla (+0,9%).

Nel 2007, inoltre, sembra che le cose siano migliorate e probabilmente i dati ce lo confermeranno. Il livello d’ingresso, poi, sembra giocare dalla parte dei laureati. I giovani laureati, infatti, restano i più ricercati. Non soltanto perchè forti di una indispensabile formazione teorica ma anche perchè potenziali punti di riferimento per le aziende nel tempo.
Infine, un elemento non trascurabile, che ha giocato a favore delle tasche dei laureati under 30, è rappresentato dal Master.

La frequenza ad un master di un certo livello, infatti, è stata una delle condizioni affinché i giovani laureati potessero entrare in azienda con una RTL migliore rispetto ai propri colleghi, in quanto dotati anche di una formazione più pratica, che in genere si basa su situazioni reali.
Quindi, sembra che le aziende comincino a considerare l’istruzione e la formazione, non più come fonte di costi, ma come fonte di guadagni.


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