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Prepararsi ad un colloquio di selezione

18 feb 2008 Nessun commento
Prepararsi ad un colloquio di selezione

Si dice che gli esami non finiscono mai e così i colloqui di selezione. Una volta laureati difficilmente, infatti, si troverà da subito il lavoro che più rispecchia le ambizioni e aspirazioni personali. Al contrario ci si dedicherà ad una ricerca attiva e continua del lavoro “ideale” e questo, inevitabilmente, comporterà il dover affrontare diversi colloqui di selezione. Soffermiamoci allora su alcuni aspetti del tanto temuto colloquio di selezione, in una sorta di botta e risposta sul tema con la promessa di approfondirne poi i contenuti nei prossimi numeri.

- A che cosa serve il colloquio di selezione
Il colloquio di selezione rappresenta l’occasione per l’azienda di conoscere il candidato che ha risposto ad una inserzione o si è proposto attraverso una candidatura spontanea. Allo stesso tempo, si tratta di un’occasione preziosa anche per il candidato che può entrare in contatto diretto con un interlocutore aziendale, differenziandosi dalla mole, tutto sommato un po’ anonima, di curricula archiviati nei database aziendali.

- Come si svolge il colloquio di selezione
Dipende. Esistono diversi tipi di colloquio e, di conseguenza, diverse modalità di svolgimento. Il colloquio, basandosi fondamentalmente sulla comunicazione tra due o più persone, per forza di cose è un evento singolare, non ripetibile, frutto delle personalità coinvolte e del clima e del contesto in cui si svolge.

Nei prossimi numeri vedremo la differenza che esiste, ad esempio, tra un colloquio individuale e di gruppo, tra un colloquio strutturato e non strutturato, tra uno stile di conduzione e l’altro. Ciò che non si modifica è l’obiettivo: porre domande e raccogliere informazioni per valutare (da entrambe le parti) la possibilità o meno che ci sia corrispondenza tra profilo, competenze e aspirazioni del candidato e bisogni, ruoli da ricoprire e attese dell’azienda.

- Chi è il selezionatore
Anche in questo caso dipende dal tipo di colloquio e non solo. L’esaminatore potrebbe essere, ad esempio:
− il responsabile o comunque un’addetto dell’Ufficio Personale dell’azienda (con laurea e formazione alle spalle tra le più varie);
− il responsabile dell’area/settore/sede in cui il candidato verrebbe inserito;
− un consulente, sia libero professionista sia associato di una società di ricerca e selezione del personale, se l’azienda ha affidato la ricerca all’esterno;
− il titolare stesso dell’azienda, se questa è di piccole-medie dimensioni.

- Quali domande verranno poste
Le domande possono essere infinite. Certamente non ne mancheranno di finalizzate a conoscere il percorso formativo e professionale del candidato: quali studi ha fatto? perché li ha scelti? che ricordo ha dell’università? mi può parlare delle sue esperienze lavorative? che mansioni ha svolto? in che tipo di azienda? ecc.
Altre cercheranno di indagare, soprattutto in colloquio con giovani laureati e young professionals, caratteristiche di personalità, motivazioni, ambizioni: quali sono i suoi punti di forza? dove sente invece di essere più carente? perché ci ha inviato il suo curriculum? come si immagina tra cinque anni? ecc.

- È possibile prepararsi ad un colloquio?
Certamente sì ed è anzi consigliabile farlo. Ci si può, ad esempio, allenare a rispondere alle domande più frequenti, il che non significa memorizzare frasi da snocciolare a pappardella ma imparare ad avere maggiore padronanza e chiarezza nel parlare di se e magari, alla domanda aperta “mi parli di lei” poter rispondere con prontezza.Ci si può inoltre informare sull’azienda in modo da non giungere impreparati al colloquio ma mostrarsi, al contrario, ferrati e pronti a porre domande a propria volta contribuendo attivamente alla conoscenza reciproca.

-Che cosa succede dopo il colloquio
In genere l’azienda, a conclusione dei colloqui fissati, riesamina le informazioni raccolte arrivando a selezionare una rosa di candidati da incontrare nuovamente così da approfondire ulteriormente la conoscenza. Il fatto di non essere valutati idonei a proseguire l’iter selettivo, non deve però demotivare o scoraggiare. Ogni colloquio è prezioso, anzi preziosissimo, per imparare a presentarsi sempre meglio, a raccontare di se stessi e ad esporre il proprio curriculum e le proprie aspirazioni con maggiore lucidità risultando, alla prossima occasione, più incisivi e consapevoli di se stessi e dunque anche più attrattivi per le aziende.

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