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Piccoli miglioramenti sul fronte del lavoro

05 ago 2010 Nessun commento
rapporto

Gli effetti della crisi economica continueranno a farsi sentire anche nel 2010 sull’occupazione, anche se si registrerà un lieve miglioramento; le assunzioni saranno in leggero aumento, anche se con modalità contrattuali flessibili, ed un leggero aumento lo registrerà anche la domanda di laureati rispetto al crollo dell’anno scorso.

Questi i risultati del Rapporto Excelsior, l’indagine annuale realizzata da Unioncamere insieme al Ministero del lavoro. Oltre ai 178mila posti di lavoro che le imprese perderanno quest’anno, si registreranno circa 800mila nuove entrate e circa 980mila uscite tra tagli, pensionamenti e scadenze di contratti.

Solo il 18 per cento delle imprese italiane farà almeno un’assunzione nel corso del 2010; tornerà a crescere il numero dei laureati richiesti dalle imprese, concentrati soprattutto al nord. Il maggiore incremento si avrà tra i laureati in ingegneria, che saranno i più richiesti dai direttori delle risorse umane. Le altre lauree più richieste saranno economia, le discipline dell’insegnamento e della formazione, medicina, odontoiatria.

In generale quest’anno sarà in aumento la richiesta di personale tecnico altamente qualificato e di operai, mentre si registrerà una flessione per gli impiegati. Le figure più richieste saranno i commessi, i contabili e gli addetti non qualificati a servizi di pulizia. Tra le nuove assunzioni, in crescita i contratti a tempo determinato, che raggiungeranno il 42,3 per centro del totale delle assunzioni non stagionali; la maggior parte di esse sarà concentrata al nord, mentre al sud ci sarà una flessione rispetto all’anno scorso.

La regione in cui le possibilità di assunzione saranno maggiori continuerà ad essere la Lombardia, seguita dall’Emilia Romagna e dal Lazio. Il settore con maggiori assunzioni è il turismo, seguito dall’industria e dai servizi alle imprese ed alle persone.

Ultimo dato da tener presente: si confermano le piccole imprese il fulcro della realtà produttiva ed occupazionale della nostra nazione: in esse, infatti, si registrerà il 40 per centro dei nuovi impieghi.

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