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Le categorie di fringe benefits

18 giu 2009 Nessun commento
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I fringe benefits possono essere suddivisi in tre distinte categorie:

  • Fringe benefits che concorrono a formare il reddito del dipendente.
  • Fringe benefits che concorrono a formare il reddito in maniera forfettizzata, o parziale.
  • Fringe benefits che concorrono a formare per intero il reddito del dipendente.

Per quanto riguarda la prima categoria di fringe benefits alcuni esempi possono essere le erogazioni liberali in occasione di festività e ricorrenze, le somme erogate dal datore di lavoro per finalità educative, formative, di assistenza sociale e sanitaria, le borse di studio e gli asili nidi per i famigliari dei dipendenti.

La seconda categoria di fringe benefits, invece, rimanda all’uso promiscuo dell’autovettura aziendale, all’alloggio con obbligo di dimora e nei casi migliori alle cosiddette stock options. Per quanto concerne la terza categoria, invece, i fringe benefits rappresentano una parta sostanziosa della retribuzione, se non la più pregnante. Alcuni esempi di benefits appartenenti alla terza categoria sono: i premi per il raggiungimento di obiettivi aziendali, l’abitazione senza obbligo di dimora, le spese sostenute dal datore di lavoro per servizi di consulenza fiscale e legale a favore del dipendente, i corsi di formazione extraprofessionale a favore di un singolo dipendente, oppure viaggi e vacanze a favore sempre di un singolo dipendente.

Da ricordare che i compensi in natura (fringe benefits), vengono quantificati in base al valore normale secondo quanto stabilito dall’art.9 del Dpr. N. 917/86. Tuttavia il legislatore ha introdotto regole specifiche di determinazione del valore per quanto riguarda le auto aziendali, i prestiti in denaro, i fabbricati concessi in locazione, uso o comodato e servizi di trasporto ferroviario.

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