C’è chi è sempre stato appassionato di quadri e sculture e ha deciso di dedicarsi alla vendita presso gallerie e centri d’arte. E chi invece ha pensato bene di mettere le proprie competenze al servizio di un istituto di credito con l’obiettivo di affiancare i risparmiatori nelle scelte di investimento. Sono sempre più le persone che scelgono di trasformare la passione per il mondo dell’arte in un vero e proprio lavoro.
Il mercante d’arte
La professione per antonomasia del settore, il mercante d’arte, non esiste più. O meglio, è ormai tramontata la figura dell’uomo di commercio, competente nei differenti campi artistici, disposto anche ad agire da mecenate, investendo i mezzi propri per valorizzare i talenti. La professione oggi è frammentata tra antiquari, consulenti per gli investimenti artistici e art promoter. Figure professionali con caratteristiche e possibilità di guadagni molto differenti tra loro, ma tutte accomunate dalla passione per la valorizzazione dell’arte.
L’immagine classica dell’antiquario è quella di un fine conoscitore di opere classiche, avanti con l’età. Oggi, però, non è raro incontrare giovani intorno ai 30 anni, magari laureati al Dams o in Lettere con indirizzo artistico, che svolgono proficuamente l’attività. Perchè la sensibilità artistica non è più sufficiente: occorrono anche una spiccata propensione all’autoimprenditorialità e la capacità di intessere relazioni con il maggior numero di potenziali clienti. Tutte doti che non si apprendono da sole: infatti esistono numerose scuole nel campo dell’arte, ma nessuna di queste insegna a vendere.
La consulenza gli investimenti
Quello tra arte e banche è un binomio di vecchia data: i grandi risparmiatori sono spesso interessati al mondo dell’arte. Acquistare un quadro o una scultura di valore, infatti, consente di soddisfare il proprio gusto estetico e, al tempo stesso, di diversificare gli investimenti rispetto a titoli di Stato e azioni. Così sempre più spesso le banche si affidano ad art advisor per affiancare i clienti nelle scelte di investimento. Il professionista in questione ascolta i gusti e gli interessi dell’acquirente, quindi individua le opere da acquistare tra i tanti venditori presenti sul mercato. Sensibilità artistica e fiuto per gli affari devono coesistere: un quadro che asseconda i gusti del cliente potrà essere scartato se il consulente ritiene che la spesa richiesta non è in linea con la valutazione del mercato.
Tra arte e vendita
L’art promoter è una figura classica della vendita: di solito impiegato o consulente di una società che produce oggetti d’arte, il suo compito è di vendere il maggior numero di pezzi. Il compenso prevede una parte fissa, che spesso è inferiore ai mille euro mensili, e provvigioni legate ai risultati raggiunti. I candidati ideali hanno un’età compresa tra i 23 ed i 35 anni, una laurea e, preferibilmente, precedenti esperienze di vendita maturate anche solo di qualche mese (stage). La maggior parte delle aziende forma internamente questi profili, quindi contrattualizza i migliori, individuandoli tra i profili più dinamici, con forte propensione alla vendita e dotati di sufficienti competenze nel segmento in cui sono chiamati a operare.












































