Laurearsi nei tempi canonici; non fermarsi al percorso triennale; specializzarsi in materie finanziarie, preoccupandosi al contempo di perfezionare la lingua inglese.
Sono i tre requisiti per farsi notare dalle aziende e puntare a una rapida carriera nel mondo della finanza secondo Silvio Ceretti, amministratore delegato di Aiaf (Associazione italiana analisti finanziari) Formazione e Cultura.
D: Negli ultimi anni sono nate in Italia numerose società finanziarie e altre sono arrivate dall’estero. Oggi ci sono quindi più occasioni di lavoro per i giovani neolaureati?
R: Sì, anche se quello della finanza resta comunque un mercato di piccole dimensioni.
D: Cosa consiglia ai giovani per mettersi in buona luce agli occhi dei selezionatori?
R: Innanzitutto di laurearsi nei tempi canonici. Quindi di non limitarsi alla laurea triennale, ma di proseguire fino alla specialistica. Infine, di seguire un corso di specializzazione in linea con la professione che si punta a svolgere.
D: Quali sono le lauree più indicate per entrare nel mondo della finanza?
R: Le lauree economiche senza dubbio. Tuttavia il mercato si è fatto molto selettivo negli ultimi anni: le aziende guardano all’ateneo di provenienza: non conta tanto il nome, quanto la presenza di programmi di formazione completi in campo finanziario. Ci sono, poi, giovani che arrivano dallo studio delle lingue straniere o dal campo giuridico e scelgono poi di specializzarsi in campo finanziario. Anche in questo caso la scelta è vasta: il mio consiglio è di scegliere percorsi certificati a livello internazionale. Un elemento imprescindibile per tutti è la perfetta conoscenza dell’inglese e, preferibilmente, di una seconda lingua.
D: Quali sono, invece, le qualità più apprezzate in sede di colloquio?
R: La capacità di lavorare in team e la flessibilità mentale. Si tratta di un settore che si presta poco agli individualismi.












































