CareerNews.it   |   CareerTv.it   |   CarrieraIn.it   |   FormazioneIn.it   |   MasterIn.it

Italian’s fringe benefits

17 giu 2009 Nessun commento
italians-fringe-benefits

A cavallo tra il Sessanta e il Settanta, ossia nel tempo in cui le grandi multinazionali a stelle e strisce decisero di avviare i trasferimenti dei propri manager da uno stato all’altro del paese, assistemmo alla nascita dei “fringe benefits”.

Tali strumenti servirono alle aziende ad agevolare la permanenza dei manager lontano da casa con diversi incentivi. I cosiddetti beni marginali, non solo rendevano più semplice la vita al collaboratore, ma arrecavano grandi vantaggi all’azienda, sia in termini di produttività del lavoratore che in termini di attaccamento all’impresa dello stesso.Oggi, il tema dei “fringe benefits” è di grande attualità, se teniamo conto che in Italia, nel corso del 2009, il 60% delle imprese, rivedrà la propria politica retributiva. Il fine è quello di dare le giuste gratifiche a top manager, dirigenti, quadri e impiegati.
Nella maggior parte dei casi, tale operazione, si farà in un’ottica di “rewarding system”: un nuovo modo di pensare alle politiche retributive aziendali che aggiunge componenti intangibili a quelle tradizionali, allo scopo di attirare e motivare i lavoratori al di là della retribuzione. Inoltre, i “fringe benefits” rappresentano qualcosa di molto meno variabile rispetto agli andamenti della borsa e sono, dal punto di vista fiscale, più appetibili.

L’aspetto fiscale, infatti, rappresenta il fulcro di tali incentivi se consideriamo l’insopportabile differenza tra salario netto e costo del lavoro. I benefits che si possono assegnare ai dipendenti sono molteplici: ticket restaurant, mense aziendali, alloggio, auto aziendale, finanziamenti agevolati, pensioni integrative, assicurazione medica. Però, se fino a qualche anno fa, le imprese italiane puntavano su quegli strumenti che consentivano di trasferire ai collaboratori il maggior valore economico possibile, oggi, in vetta alle esigenze dei lavoratori pare ci siano due questioni fondamentali: il tempo e la salute.

Per quanto riguarda il primo si sta diffondendo la pratica della concessione di flessibilità di orario a manager e dirigenti; convenzioni con professionisti come avvocati o commercialisti; iscrizioni a circoli culturali e sportivi e viaggi benessere.
Non a caso, Edenred, ha inventato un servizio chiamato PeopleOne: un factotum che paga le bollette, accompagna i bimbi a scuola e sbriga tutte quelle faccende che richiedono un’inutile perdita di tempo. Tali abitudini potrebbero porre rimedio, se estese ad un ampio numero di lavoratori, a quello che secondo molti studiosi è una delle cause dello sgretolamento del tessuto sociale italiano, ossia la mancanza di tempo libero utile alla socializzazione extralavoro dell’individuo. Per quel che concerne la salute, invece, sembra che convenzioni sanitarie e assistenza integrativa rendano felice il lavoratore più di qualsiasi altro bonus monetario. Quest’anno, dunque, nel campo dei “fringe benefits”, a fronte di un calo per quanto riguarda l’assegnazione di auto aziendali, telefoni cellulari e pc portatili, assisteremo ad un aumento dell’offerta di polizze sanitarie e assistenza previdenziale integrativa.

In realtà nelle aziende di più grandi dimensioni tale pratica era già diffusa, ma solo tra i top manager. Adesso si prevede un aumento a cascata di tali benefits, nel senso che verranno concessi in ampia misura anche a dirigenti e quadri. Le aree aziendali in cui si prevede un aumento di questa particolare pratica retributiva sono molteplici: “Direzione generale”; “Commerciale, Comunicazione e Marketing”; “Banche commerciali e Assicurazioni”. In queste aree, che tra l’altro rappresentano le aree più generose per quanto riguarda le tasche dei lavoratori italiani, tali incentivi erano già presenti, ma in molti casi rappresentavano un elevato, ma scontato bonus economico. In tutti questi casi comunque al premio economico si preferisce lo sgravio fiscale. Inoltre pare si stiano diffondendo premi molto particolari e vantaggiosi soprattutto per i lavoratori più giovani.

L’ultima tendenza che arriva d’oltreoceano è la possibilità che l’azienda mandi il proprio lavoratore a frequentare dei master che, in molti casi, rappresentano percorsi di formazione di altissimo profilo umano e professionale, utile sia al lavoratore che all’azienda desiderosa di reperire, formare e coccolare i propri lavoratori, in cambio di fedeltà e attaccamento, anche perché nonostante viviamo giorni di saturazione del mercato del lavoro, la caccia di aziende a lavoratori seri, umili, talentuosi, formati ed affidabili non è mai chiusa.

Per saperne di più: www.edenred.it

Scrivi un commento