Essere medico ma lavorare in azienda? Oggi non è più un’esperienza riservata ai soli specializzati in “medicina del lavoro” che svolgono la funzione di “medico di fabbrica” o lavorano nell’ambito della sanità pubblica. È in costante crescita infatti la richiesta di medical advisor, figura manageriale del professionista laureato in Medicina e Chirurgia che presso industrie farmaceutiche si occupa del coordinamento della ricerca clinica e dello sviluppo di nuovi prodotti e nuovi strumenti.
A chi si addice questa carriera, che secondo un’indagine pubblicata da Italia Oggi lo scorso aprile garantisce guadagni di 40-80mila euro annui? Il medical advisor ideale oltre a una laurea in Medicina e Chirurgia e un’eventuale specilizzazione, ha doti manageriali, di leadership e un’ottima conoscenza della lingua inglese. Tra le aziende che li assumono c’è anche Chiesi Farmaceutici, di cui abbiamo parlato di recente.
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