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L’istituto delle ferie e dei permessi nei contratti di lavoro

11 giu 2010 Nessun commento
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L’istituto delle “ferie” o c.d. periodo di riposo annuale, è previsto dall’Art.36 Cost. e dall’Art 2109 C.C., per il quale il lavoratore ha diritto a un periodo annuale di ferie retribuite – possibilmente continuativo – disciplinato concretamente dai vari Contratti Collettivi cui inerisce il caso. Lo scopo dell’istituto, così come previsto dalla legge, è quello di assicurare al lavoratore la possibilità di ritemprare le proprie energie psicofisiche usurate dal lavoro e soddisfare, altresì, eventuali sue esigenze creativo-culturali per partecipare più incisivamente alla vita familiare e sociale.

Per la durata delle ferie il Codice demanda alla Legge, ai Contratti Collettivi, all’equità o agli usi, la determinazione delle stesse, o meglio del periodo è rimessa al datore di lavoro a cui spetta la ripartizione delle ferie tra i dipendenti, cercando di contemperare l’esigenze di tutti. Nulla vieta che magari le parti siano d’accordo e le frazionino, invece, durante l’anno. Il diritto alle ferie è un diritto irrinunciabile, infatti in caso di mancato godimento delle stesse il lavoratore ha diritto a un’ indennità sostitutiva delle ferie non godute che ha natura risarcitoria e non retributiva. Durante le ferie il lavoratore ha diritto alla retribuzione globale di fatto corrispondente quella che percepisce normalmente, comprese le voci più strettamente legate alla prestazione lavorativa.

Diverso è l’istituto del “permesso” o c.d. congedo, relativo a ipotesi speciali di assenza dal lavoro previste dalla contrattazione collettiva e possono essere retribuiti o no. Sono retribuiti i permessi a favore dei donatori di sangue nel giorno del prelievo, quelli dei lavoratori studenti per sostenere prove d’esame, per i dirigenti delle rappresentanze sindacali e aziendali, dei lavoratori membri dei seggi elettorali in occasione di elezioni politiche; dei lavoratori portatori di handicap gravi, delle lavoratrici gestanti e dei lavoratori padri o che ricoprono cariche politiche in enti locali, e infine per il matrimonio, c.d. congedo matrimoniale.

I lavoratori hanno per altro diritto a 150 ore annuali di congedi per l’aggiornamento professionale, o per motivi medico-sanitari. Rappresentano dei veri e proprio diritti soggettivi del lavoratore, e non vanno confusi con congedi ulteriori, ad esempio, quello per esigenze personali o familiari del lavoratore che in genere sono a discrezione del datore di lavoro.


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