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Crescono le difficoltà di inserimento lavorativo per i neolaureati, ma tengono le retribuzioni

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La crisi economica internazionale ha impattato sulle opportunità di inserimento dei neolaureati. Lo rivela l’ultimo rapporto Stella, realizzato dal consorzio omonimo di dodici atenei  (Università di Bergamo, Brescia, Insubria, Milano-Bicocca, Milano Statale, Pavia, Iulm, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università di Pisa, Scuola superiore Sant’Anna, Università di Napoli Federico II e Palermo).
Intervistando 49.815 giovani che hanno conseguito il titolo accademico nel corso del 2008, è emerso che scende la percentuale di laureati che si affaccia sul mercato del lavoro (51,5% contro il 56,4% dell’indagine realizzata lo scorso anno) e si abbassa la quota di chi dichiara di lavorare (37,2% contro il 45% del 2008). I laureati triennali registrano un tasso di assorbimento medio del 70% e salari netti mensili per € 1.200, addirittura superiori a quelli dei laureati specialistici/magistrali (1.127 euro). Per quanto riguarda i laureati nella specialistica, l’80% a un anno dalla laurea si presenta sul mercato del lavoro e di questi lavora il 79,3%. L’analisi a tre anni dal conseguimento del titolo rivela, invece, un tasso di occupazione del 92% tra i triennalisti e del 94% tra quanti hanno completato il corso quinquennale. A tre anni dalla laurea, la retribuzione media per un laureato triennale è di circa € 1.300, mentre per un laureato nella specialistica è di € 1.387. A conti fatti, l’istruzione continua a essere un investimento che produce frutti in termini di occupabilità, anche se sempre più spesso va valutato in un’ottica di medio periodo.

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