Formazione, sviluppo del personale, politiche di compensation e benefit. L’area soft delle risorse umane si trova a vivere una nuova stagione: pur restando dal punto di vista dimensionale più piccola rispetto alle classifiche funzioni dell’amministrazione e del diritto del lavoro, sta tornando a un ruolo centrale tra le aziende che puntano a crescere in maniera sostenuta. Questo perché è ormai diffusa la consapevolezza che non si possa puntare a una ripresa sostenibile senza mettere al centro delle strategie di azione la fidelizzazione delle risorse umane.
L’area dello sviluppo
Lo sviluppo del personale è fondamentale per conseguire questi obiettivi. L’addetto a questo settore è un umanista con spiccata propensione all’analisi di dati e risultati, dai quali ricava valutazioni sui singoli collaboratori e sui team di lavoro. Il secondo passaggio consiste nell’individuare le opportunità di crescita professionale di ciascuno e i migliori strumenti per attuare questo percorso. Dai corsi di formazione con il costo a carico dell’azienda a focus group e indagini di clima, alla redazione di questionari personalizzati in cui indicare aspirazioni e obiettivi.
Le politiche di compensation e benefit sono una diretta conseguenza dello sviluppo del personale. È risaputo che la componente retributiva è tra le molle principali che spingono un lavoratore di talento a restare in un’azienda e dare il massimo o a cercare un’alternativa. Tuttavia, ogni scelta di questo tipo va calibrata alla luce di quelli che sono i budget aziendali e dei livelli retributivi di chi svolge mansioni analoghe. Per altro, vanno considerate anche le scelte legate ai benefit: un po’ per il contesto macroeconomico, un po’ per le mutate esigenze delle persone, questo versante sta cambiando volto in maniera drastica negli ultimi anni. Il personale richiede sempre più spesso servizi (ad esempio polizze di assistenza sanitaria integrativa, asili nido aziendali), laddove in passato preferiva puntare su beni di immediata percezione e consumo (l’auto aziendale, il premio di produttività e così via). Così un buon responsabile benefit deve avere non solo competenze umanistiche e strategiche, ma anche conoscenze in merito alla fiscalità che caratterizza le varie opzioni sul tavolo, in modo da stimare l’impatto potenziale sui conti dell’azienda.
La formazione è un evergreen
Sono limitate per lo più alle medie e alle grandi aziende, ma mostrano una maggiore tenuta rispetto ad altri comparti, le opportunità di lavoro nell’ambito della formazione. I professionisti che si occupano di questo settore possono trovare occupazione in due direzioni: o all’interno di aziende di tutti i settori, per la parte legata alla formazione interna; in alternativa presso società specializzate proprio nel mondo della formazione, rivolta alla generalità delle persone o al mondo aziendale. In entrambi i casi la formazione umanistica è in cima alle richieste dei selezionatori, insieme con un’ottima capacità di comunicazione e di programmazione dei vari momenti formativi.












































