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Prevenire lo stress lavoro-correlato

28 apr 2010 Nessun commento
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Sempre più elevato in Europa il numero delle persone che accusano sintomi di stress derivante dal lavoro. Il problema tocca anche l’Italia, dove oltre 4 milioni di persone sono vittime di questo fenomeno, e dove addirittura 10 milioni di lavoratori percepiscono lo stress sul posto di lavoro come un rischio per la salute.

Maggiormente colpiti sono i lavoratori nella fascia di età che va dai 35 ai 44 anni, le donne ed i precari. Cosa si può fare per combattere il fenomeno? Entro il primo agosto prossimo tutte le aziende dovranno adeguarsi alla normativa prevista dal Testo Unico 81 del 2008, che impone alle stesse di valutare lo stress lavoro-correlato e intervenire per ridurne le cause: le pene per gli amministratori delle aziende inadempienti vanno dall’ammenda all’arresto.

Le aziende, in ogni caso, anche a voler prescindere dalle sanzioni cui andrebbero incontro in caso di mancata osservanza delle disposizioni legislative, hanno un oggettivo interesse a contrastare lo stress sul posto di lavoro, in quanto lo stesso comporta molto spesso un aumento dei costi, trasformandosi spesso in bassa produttività, ore di lavoro perse e assenze per malattia.

In che modo le aziende dovranno adempiere ai nuovi obblighi normativi? A tale domanda si potrà rispondere soltanto dopo che la Commissione consultiva per la salute e la sicurezza sul lavoro avrà elaborato le indicazioni necessarie alla valutazione del rischio. Nell’attesa che vengano emanate le linee guida, esistono metodologie di rilevazione dello stress che sono considerate abbastanza efficienti e corsi mirati alla formazione del personale, in primo luogo dei responsabili della sicurezza. Oltre ai test di valutazione si può ricorrere a sopralluoghi in azienda da parte di un tecnico che, attraverso alcuni parametri, stabilisce se esiste una condizione oggettiva di stress.

Per formare i dipendenti ma soprattutto i responsabili (dai tecnici della prevenzione agli psicologi, ai datori di lavoro) su questa tematica, stanno nascendo anche appositi corsi di formazione. L’Ispesl, ad esempio, organizzerà presso la sede di Roma il prossimo 22 giugno un corso di tre giorni su “Prospettive per una valutazione dei rischi psicosociali: modelli, metodologie e strumenti”. L’Inail ha integrato questa tematica nei propri corsi di formazione sulla sicurezza, organizzati in tutte le sedi regionali. Corsi di formazione vengono organizzati anche da associazioni private; l’Anfos (Associazione Nazionale Formatori della Sicurezza sul Lavoro), giusto per fare un esempio, avvierà prossimamente un corso rivolto a lavoratori e datori di lavoro su come prevenire lo stress ed un corso rivolto ai professionisti, teso ad offrire indicazioni sulla corretta valutazione del rischio da stress lavoro-correlato. Entrambi i suddetti corsi potranno essere seguiti online.


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