Si tratta anche di una valutazione sul grado di sintonia del candidato con il clima e lo stile aziendale. Nel corso dell’incontro vengono indagate soprattutto alcune capacità possedute dal candidato.Le aree di indagine riguardano:
• Capacità Cognitive- come la capacità di ragionare o risolvere i problemi, di analisi critica e di giudizio.
• Capacità Realizzative – come la motivazione al lavoro e l’energia realizzatrice che traspare dalla determinazione e dal modo di prendere decisioni
• Capacità Relazionali o di saper comunicare con gli altri, integrandosi nei gruppi di lavoro
• Metacapacità – ossia le forze interne a cui il candidato può attingere nei momenti critici. Esempi sono la flessibilità, la visione positiva, la motivazione ad apprendere cose nuove.
Una piccola guida delle capacità principali divise per ruoli può essere utile ai candidati per orientarsi sulle aree di indagine.
Per i profili executives le principali aree di indagine riguardano:
– Pensiero strategico: capacità di cogliere le tendenze ambientali, le opportunità di mercato, le minacce competitive.
– Guida al cambiamento: capacità di comunicare una visione stimolante della strategia aziendale.
– Gestioni delle relazioni interne ed esterne: capacità di relazionarsi e d’influenzare le reti complesse di coloro la cui collaborazione è necessaria per il successo dell’organizzazione.
Per i profili manageriali:
– Flessibilità: volontà e capacità di cambiare le strutture e i processi manageriali.
– Implementazione del cambiamento: la “guida al cambiamento” (già illustrata per gli executive) necessaria per comunicare ai collaboratori il bisogno di cambiamento dell’organizzazione;
– Sensibilità interpersonale: capacità di capire e valutare i contributi degli altri.
– Empowering: il complesso dei comportamenti manageriali, condivisione delle informazioni, stimolo della creatività dei collaboratori, attenzione allo sviluppo dei collaboratori, delega.
– Facilitazione del team: le skills di conduzione del gruppo necessarie per ottenere un’efficace collaborazione dei suoi componenti in vista d’un obiettivo comune.
– Cosmopolitismo: capacità di adattarsi rapidamente ai paesi esteri più diversi in modo da poter lavorare più efficacemente in ogni parte del mondo.
Per le figure impiegatizie e i tecnici:
– Flessibilità: la disposizione a considerare il cambiamento come un’eccitante opportunità invece di una minaccia.
– Ricerca delle informazioni: Motivazione e capacità d’imparare: un genuino entusiasmo di fronte alle occasioni d’imparare nuove skills tecniche ed interpersonali.
– Motivazione a realizzare: la voglia d’innovazione e del miglioramento continuo in qualità e produttività, necessari per affrontare (e possibilmente vincere) la crescente competizione.
– Motivazione a lavorare in condizioni d’urgenza: combinazione di flessibilità, tensione al risultato, resistenza allo stress.
– Cooperazione: capacità di lavorare con spirito di collaborazione in gruppi multidisciplinari
– Orientamento al cliente: un genuino desidero di essere d’aiuto agli altri; sensibilità interpersonale sufficiente per ascoltare i bisogni del cliente
Come prepararsi al colloquio con lo psicologo
Non ci sono regole auree, essere se stessi premia sempre. La spontaneità e la flessibilità aiutano. Conviene non prepararsi un canovaccio di risposte ragionate e stereotipate, lo psicologo potrebbe accorgersi dell’inganno.
Siccome l’allineamento con i valori e la cultura dell’azienda che vi propone un lavoro interessa anche al candidato, conviene essere sinceri e prendere spunto per capire se convenga o meno accettare l’offerta di lavoro.
Il colloquio con lo psicologo, inoltre, può essere d’aiuto per fare una riflessione su se stessi e sul proprio percorso professionale; per capire di più il proprio progetto professionale, e riflettere sui punti di forza e le aree di miglioramento.













































Ottimo articolo. Io pensavavo che bastasse essere solo in sintonia con l’esaminatore come avevo scritto in questo post:
http://www.resetmind.com/blog/2008/08/come-fare-un-colloquio-e-superare-le-domande-di-selezione/